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Manassero, brusca frenata
Andersson Hed va in fuga

Dopo un buon avvio il talento azzurro si inceppa nella terza giornata dell'Italian Open e ora occupa il 23/o posto assieme a Edoardo Molinari, protagonista di un bel recupero. Lo svedese fa il vuoto e inizierà il giro finale con sei colpi di vantaggio sullo spagnolo Jimenez

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TORINO - Fredrik Andersson Hed fa il vuoto, Manassero frena mentre Edoardo Molinari recupero. Con un
gran giro in 63 colpi e lo score di 199 (70 66 63), lo svedese è il grande protagonista nella terza giornata del BMW Italian Open che si disputa al parco I Roveri di Fiano torinese. Andersson Hed inizierà il giro finale con ben sei colpi di vantaggio sullo spagnolo Miguel Angel Jimenez (205 - 69 68 68) e sette su un quartetto composto dagli inglesi Chris Wood e David Horsey, dallo scozzese Peter Whiteford e dal belga Nicolas Colsaerts. Al settimo posto con 207 l'iberico Ignacio Garrido e all'ottavo con 208 il francese François Delamontagne e il sudafricano Hennie Otto.

23/I MANASSERO E MOLINARI - Appaiati al 23/o posto con 212 colpi Manassero e Molinari. Il giovanissimo veronese (70,70,72), che aveva sorpreso tutti con un ottimo avvio e sognava addirittura una vittoria, ha girato nel 72 del par, mentre Molinari (72 71 69) ha espresso il suo miglior parziale della sua gara in 69 colpi. Più indietro gli altri cinque italiani che hanno superato il taglio: 45° Michele Reale con 215 (73 69 73), 51esimi con 216 Marco Soffietti (69 73 74) e Andrea Maestroni (73 70 73), 58° con 217 il dilettante Andrea Pavan (76 68 73), 64° con 220 Stefano Reale (72 72 76). Numeroso il pubblico, per il quale l'ingresso è gratuito. Il BMW Italian Open è stato seguito al momento complessivamente da 15.000 spettatori: tremila nella prima giornata di gara e seimila nelle altre due.

"MI SONO INNERVOSITO" - Nella giornata di oggi Manassero (4 birdie e 4 bogey) ha iniziato bene, poi nelle buche di rientro qualcosa si è inceppato. "Non è stata mancanza di concentrazione - ha detto - perché dopo l'errore alla buca 10 ho rimediato subito con un birdie. Probabilmente dalla 14 in poi mi sono innervosito un po' di più, però può capitare: nel golf non si può giocare bene per 365 giorni all'anno. Sono un po' amareggiato perché fino a metà gara ero messo bene rispetto ai punteggi degli avversari. Domani? Spero di effettuare un giro sotto par". Molinari (un eagle, 4 birdie, un bogey e un doppio bogey) vede aspetti positivi: "Ho commesso qualche errore, un po' di strategia, un po' di disattenzione, ma oggi ho sicuramente fatto un passo avanti nel gioco".

ANDERSSON, GIORNATA DI GRAZIA - Andersson Hed, 38enne di Halmstad, ha trovato invece la giornata di grazia e ha fatto la sua volata in 63 colpi mettendo a segno dieci birdie a fronte di un solo bogey. Malgrado questo exploit, a cinque buche da termine aveva a ridosso Jimenez, poi lo spagnolo è clamorosamente crollato con tre bogey, mentre il leader ha infilato tre birdie. "E' stata la miglior giornata della mia vita - le parole dello svedese - dove mi è riuscito tutto. Non pensavo di prendere tanto vantaggio, poi però le cose sono radicalmente cambiate. Domani non giocherò in difesa, perché io sono per natura un attaccante, tuttavia considerando che le bandiere saranno certamente difficili cercherò di più il centro del green". In due occasioni quest'anno si è battuto per il titolo senza fortuna: nel South African Open (4°) e nell'Avantha Masters (7°).




 
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