TORINO - Sedici colpi sotto il par. Basta questa cifra a dare una valutazione tecnica del colpo di Fredrik Andersson Hed che ha così vinto la 67/a edizione dell'Open italiano di golf. Sul green del Royal Park I Roveri di Torino, il trentottenne svedese ha concluso le 72 buche del percorso in 272 colpi, appunto sedici sotto il par, precedendo l'inglese David Horsay (274 colpi, -14) e un terzetto formato dal belga Nicolas Colsaerts, dall'inglese Chris Wood e dallo svedese Peter Gustafsson, tutti a -12 dal par.
Il grande prospetto azzurro, Matteo Manassero ha concluso il primo torneo da professionista al 29/o posto, in leggero calo rispetto alle ottime prestazioni dei primi due giorni. Evidentemente qualche passaggio a vuoto fa parte della crescita. Il migliore degli italiani è stato Edoardo Molinari, 13/o e in recupero dopo le difficoltà delle prime giornate.
"La prima esperienza da pro è andata bene - commenta il diciassettenne Manassero, cui il torneo torinese ha fruttato 11.960 euro - sono contento del mio gioco in questi quattro giorni, sono stato regolare e questo è positivo. Ho lasciato purtroppo qualche colpo sui green ma non ritengo di avere un problema col putt. Ci sono giorni in cui funziona molto bene, altri come oggi in cui i putt non entrano. Sentivo di avere la possibilità di salire in classifica nei primi dieci, ma non ci sono riuscito, peccato. Dopo il risultato del secondo giorno pensavo che avrei fatto meglio, ma alla vigilia del torneo un 29/o posto lo avrei firmato".
Edoardo Molinari, invece, ha chiuso l'Open in crescendo. "Complessivamente la qualità del mio gioco in questi giorni non è stata soddisfacente - ammette il torinese campione del mondo - penso quindi che mi sia andata bene e che meglio di così non potevo fare. Oggi ho fatto un altro passo avanti verso il miglioramento del gioco lungo; la settimana prossima non parteciperò al torneo di Maiorca e ne approfitterò per cercare di risolvere del tutto i problemi dello swing".
Il grande prospetto azzurro, Matteo Manassero ha concluso il primo torneo da professionista al 29/o posto, in leggero calo rispetto alle ottime prestazioni dei primi due giorni. Evidentemente qualche passaggio a vuoto fa parte della crescita. Il migliore degli italiani è stato Edoardo Molinari, 13/o e in recupero dopo le difficoltà delle prime giornate.
"La prima esperienza da pro è andata bene - commenta il diciassettenne Manassero, cui il torneo torinese ha fruttato 11.960 euro - sono contento del mio gioco in questi quattro giorni, sono stato regolare e questo è positivo. Ho lasciato purtroppo qualche colpo sui green ma non ritengo di avere un problema col putt. Ci sono giorni in cui funziona molto bene, altri come oggi in cui i putt non entrano. Sentivo di avere la possibilità di salire in classifica nei primi dieci, ma non ci sono riuscito, peccato. Dopo il risultato del secondo giorno pensavo che avrei fatto meglio, ma alla vigilia del torneo un 29/o posto lo avrei firmato".
Edoardo Molinari, invece, ha chiuso l'Open in crescendo. "Complessivamente la qualità del mio gioco in questi giorni non è stata soddisfacente - ammette il torinese campione del mondo - penso quindi che mi sia andata bene e che meglio di così non potevo fare. Oggi ho fatto un altro passo avanti verso il miglioramento del gioco lungo; la settimana prossima non parteciperò al torneo di Maiorca e ne approfitterò per cercare di risolvere del tutto i problemi dello swing".