WASHINGTON - E' il giorno delle grandi rimonte nel terzo giro del 110^ US Open Championship che si conclude con la disputa del quarto sul percorso del Pebble Beach Golf Links, a Pebble Beach nella penisola di Monterrey in California. La più clamorosa è quella del numero uno del mondo Tiger Woods capace, con un 66 nell'ultimo giro e lo score di 212 (74 72 66), di volare dal 25/o al terzo posto. Lo imita l'azzurro Edoardo Molinari, passato dal 37/o al 16/o posto con 219 colpi (75 72 72). Al comando c'è lo statunitense Dustin Johnson, che con un 66 e il totale di 207 (71 70 66) è divenuto leader solitario sorpassando l'irlandese Graeme McDowell (210 - 71 68 71). Quarto a sorpresa il francese Gregory Havret (213) che sfrutta il cedimento inatteso di Phil Mickelson e del sudafricano Ernie Els, da secondi a quinti con 214 dopo un 73.
GLI SCONFITTI - Le ambizioni di vittoria sono ormai archiviate per gli inglesi Luke Donald e Ian Poulter e per l'irlandese Padraig Harrington, 23esimi con 220, per Jim Furyk, per l'inglese Lee Westwood, per l'argentino Angel Cabrera e per il fijano Vijay Singh, 30^ con 221, per lo spagnolo Sergio Garcia, 42^ con 222, per il campione uscente Lucas Glover, 49^ con 223, per il sudafricano Retief Goosen, 65^ con 225, e per il colombiano Camilo Villegas, 70^ con 226.
BENE EDOARDO, OUT FRANCESCO - Molinari è andato molto bene nella prima metà del tracciato con quattro birdie e un bogey, poi nella seconda il suo rendimento è completamente cambiato con un birdie, tre bogey e un doppio bogey. La stessa cosa era avvenuta nei giri precedenti, tanto che nelle prime nove buche il torinese ha uno score di quattro sotto par e nelle seconde di dieci sopra. L'azzurro è affiancato dall'inglese Paul Casey e dal grande Tom Watson. E' uscito al taglio, invece, Francesco Molinari, 121^ con 154 (79 75).
WOODS IN RIPRESA - Era partito malissimo anche Woods, con due bogey, poi sono arrivati otto birdie a fronte di un altro errore. "Per tutto il giorno mi sono detto che se tornavo in par potevo competere per il titolo - racconta -. Le cose sono andate anche meglio. Sto ripetendo a me stesso che riprendere la condizione migliore richiede tempo: è un lungo processo nel quale occorre avere molta pazienza". Il montepremi è di 7.500.000 dollari dei quali 1.350.000 spetteranno al vincitore.
GLI SCONFITTI - Le ambizioni di vittoria sono ormai archiviate per gli inglesi Luke Donald e Ian Poulter e per l'irlandese Padraig Harrington, 23esimi con 220, per Jim Furyk, per l'inglese Lee Westwood, per l'argentino Angel Cabrera e per il fijano Vijay Singh, 30^ con 221, per lo spagnolo Sergio Garcia, 42^ con 222, per il campione uscente Lucas Glover, 49^ con 223, per il sudafricano Retief Goosen, 65^ con 225, e per il colombiano Camilo Villegas, 70^ con 226.
BENE EDOARDO, OUT FRANCESCO - Molinari è andato molto bene nella prima metà del tracciato con quattro birdie e un bogey, poi nella seconda il suo rendimento è completamente cambiato con un birdie, tre bogey e un doppio bogey. La stessa cosa era avvenuta nei giri precedenti, tanto che nelle prime nove buche il torinese ha uno score di quattro sotto par e nelle seconde di dieci sopra. L'azzurro è affiancato dall'inglese Paul Casey e dal grande Tom Watson. E' uscito al taglio, invece, Francesco Molinari, 121^ con 154 (79 75).
WOODS IN RIPRESA - Era partito malissimo anche Woods, con due bogey, poi sono arrivati otto birdie a fronte di un altro errore. "Per tutto il giorno mi sono detto che se tornavo in par potevo competere per il titolo - racconta -. Le cose sono andate anche meglio. Sto ripetendo a me stesso che riprendere la condizione migliore richiede tempo: è un lungo processo nel quale occorre avere molta pazienza". Il montepremi è di 7.500.000 dollari dei quali 1.350.000 spetteranno al vincitore.