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Manassero, vista lunga
"Tornerò, e per giocare"

Il giovane fenomeno della specialità è, per ora, ospite (e osservatore) dalla 'Rider Cup', ma ha le idee chiare: "Per ora guardo, ma giocare una gara come questa è il sogno di ogni golfista; conto di farlo, e presto"

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NEWPORT (Galles) - La pioggia rallenta, se non ferma, tutto. Non le parole, ovvio. E così Matteo Manassero, baby-fenomeno del golf italico che a questa Ryder Cup è ospite e spettatore - invitato direttamente da Colin Montgomerie, capitano della squadra europea - si racconta ai giornalisti italiani e dice che presto pensa di essere in campo, a difendere i colori del Vecchio Continente. Quanti anni? "Forse due o quattro", ha pronosticato lui stesso arrivando al Celtic Manor, specificando che "la Ryder è l'obiettivo o il sogno  di tutti i giocatori professionisti e quindi anche il mio".

Matteo ha seguito sotto la pioggia battente le prime buche della sfida tra la coppia europea Lee Westwood-Martin Kaymer e quella americana Phil Mickelson e Dustin Johnson, poi interrotta sul 2 up. Nel pomeriggio, accompagnato dal presidente della Federazione italiana Franco Chimenti, s'è poi presentato al Media Centre per rispondere alle domande dei cronisti.

"Certo, questo brutto tempo dispiace e dà fastidio", ha detto il giovane golfista azzurro: "Soprattutto per l'organizzazione che ha lavorato tanto in questi ultimi mesi per preparare una manifestazione così importante". E poi anche per i giocatori: "Il rinvio accresce la tensione nervosa e i ritardi fanno salire l'adrenalina". Accolto con simpatia dai colleghi più adulti, Manassero è andato a salutare negli spogliatoi i componenti della squadra europea che lo hanno fatto sentire  -  come ha detto lui stesso  -  "parte del team". Quanto ai fratelli Molinari, li ha trovati "tranquilli, con una grande voglia di giocare, un po' emozionati anche per i cori da stadio con cui sono stati accolti nella cerimonia d'apertura".

E se - per ipotesi - chiedessero a lui di scendere in campo, con chi gli piacerebbe giocare? Risposta immediata: "Luke Donald, perché dà sicurezza". Subito dopo aggiunge, "o anche Lee Westwood, per la stessa ragione". Contro quale coppia? Anche qui Matteo non ha dubbi: Johnson e Mickelson, proprio i due giocatori più forti che  -  non caso - il capitano Corin Pavin ha deciso di schierare per primi. Fra Tiger Woods e Rory McIlroy, il nostro giovane prodigio preferisce senz'altro l'irlandese, di quattro anni più grande di lui. "Tiger  -  spiega  -  non sta vincendo ormai da un po' di tempo. Certo, è sempre un campione. Ma oggi molti altri giocano meglio e lui non è l'avversario più temibile". Quanto a McIlroy, "è giovane, è un ragazzo semplice ed è un giocatore straordinario: un idolo per le nuove generazioni".

Qual è il pronostico di Matteo Manassero sull'esito di questa 38a edizione della Ryder Cup? "Tifo Europa e dico Europa", risponde: "Forse la pioggia può favorire la squadra europea. Ma sarà comunque una competizione molto combattuta".
 
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