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Diluvio sulla Ryder
ll giorno dei Molinari

I due fratelli torinesi in gara nella leggendaria sfida Europa-Usa," Questo campo mi si addice, cercheremo di giocare come sempre e soprattutto di divertirci. Sapremo emozionare chi ci segue". Prima giornata sospesa per la pioggia

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NEWPORT  - Questione di protocollo, si sa, i nomi non si fanno. Ma certe parole portano solo verso una direzione, anzi verso una coppia di "italians" ormai famosissimi nel Regno Unito. "Complimenti, avete fatto una seconda Cappella Sistina" azzarda Carlo d'Inghilterra, principe del Galles che ospita la sua prima Ryder Cup. A raccogliere i complimenti Donato Di Ponziano, capo del settore tecnico della federazione e membro del Board della Ryder Cup, che li trasmette al presidente Chimenti e ai due fratelli Molinari, selezionati per il torneo più prestigioso del mondo. Due fratelli insieme, come non succedeva dal '63. Il debutto è atteso oggi pomeriggio nel foursome, gara in coppia a colpi alternati, la stessa formula con cui Edoardo e Francesco hanno vinto la Coppa del mondo in Cina. Ma probabilmente verrà rimandato infatti è stata sospesa per pioggia, dopo meno di due ore di gioco, la prima giornata di Ryder Cup. Sul 'Celtic Manour' imperversa un'acquazzone che ha reso impraticabile, almeno per il momento, il campo di gara. Da qui la decisione del giudice del torneo John Paramor di interrompere i quattro incontri in corso.

Edoardo, è pronto?
"Prontissimo, non vedo l'ora che inizi. Paura? Macché. È divertente sentire quel che racconta chi ha vissuto la Ryder Cup".
Come gliel'hanno descritta?
"Se devo pensare ad una manifestazione simile, mi viene da dire l'America's Cup di vela. Ma il paragone tiene fino ad un certo punto. La Ryder è una settimana unica, in cui noi, giocatori individualisti, ragioniamo come una squadra. Il pubblico è immenso, e si riversa tutto sulle poche partite che si giocano: sembra di stare dentro uno stadio".
Come quello della sua Juve? Tutti l'hanno vista accanto a Nedved in tribuna.
"Sono bianconero e stravedo per Pavel, una campione che si comporta normalmente rispetto ad altri calciatori".
Quella storia delle palline?
"Me le sono fatte personalizzare col suo numero stampato sopra, l'undici. Voglio vincere la Ryder Cup col numero di Pavel".
Suo fratello vive a Londra, lei è rimasto torinese.
"Premesso che ci sentiamo tutti e due torinesi, a me piace vivere a casa, da solo nel mio appartamento in zona Crimea".
Solo solo?
"No, beh, sono fidanzato con una golfista, Anna, che gioca tra i dilettanti".
Gli inglesi si chiedono come abbia fatto a diventare una star così in fretta.
"Mi sono preso il tempo di cambiare completamente il mio swing, lavorando a Torino con Bertaina e proprio a Londra con Pugh, che allena anche Chicco".
Ed in passato lavorava con Montgomerie, che da ct dell'Europa le ha riservato una wild card.
"Meritata, potevo solo vincere e quello ho fatto a Gleneagles".
Le piace il campo del Celtic Manor, dove sfidate gli americani?
"Sì sì, ci avevo già giocato a giugno e mi si addice".
Finora a questi livelli era arrivato solo Costantino Rocca.
"Che mi ha detto di godermi questi giorni, di giocare come sempre e soprattutto cercare di divertirmi".
Lei e suo fratello siete laureati.
"Lo chiedevano i nostri genitori, prima lo studio poi il golf. Le lauree sono poi finite nel cassetto".
Genitori inflessibili?
"Ma se sono stati loro a portarci sul campo di golf da bambini. E prima di loro i nonni".
Siete la terza generazione?
"Nel dopoguerra mio nonno Giovanni era rappresentante di tessuti e giocava al circolo di Venaria".
Tanti anni dopo, la famiglia è arrivata alla Ryder Cup.
"Ed io e mio fratello sapremo emozionare chi ci segue. Perché insieme ci divertiamo un mondo".
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