MIYAZAKI (Giappone) - L'Italia del golf continua a far parlare di sé, stavolta nel lontano oriente: Edoardo Molinari è in piena lotta per conservare il titolo del Dunlop Phoenix di Miyazaki, in Giappone, mentre Matteo Manassero si contende un posto al sole nell'UBS Hong Kong Open, penultima tappa dell'European Tour.
EDO INSEGUE IL BIS - Il torinese, che l'anno scorso si impose sui campi del Phoenix Country Club, è quinto dopo il terzo giro con 207 colpi (70 68 69), quattro in più del leader provvisorio, il golfista nipponico Yuta Ikeda (203 - 67 66 70). Si dividono la seconda piazza, a tre colpi dal 25enne di Chiba, l'altro giapponese Toru Suzuki e lo statunitense Jay Choi. Insieme a Molinari c'è il coreano Do-Hoon Kim: ad inseguirli, ad una sola lunghezza, ci sono lo svedese Robert Karlsson (che l'anno scorso si arrese al playoff decisivo contro Molinari), Masaya Tomida e il coreano Kyung-Tae Kim. Sicuramente fuori dalla lotta è il 19enne Ryo Ishikawa, reduce dal trionfo nel Taheiyo Masters, suo ottavo successo in due anni di Japan Tour: la classifica lo vede mestamente 33° con 215 colpi, 12 in più del leader. In palio ci sono 2.400.000 dollari, 480.000 dei quali andranno al vincitore.
MANASSERO AD HONG KONG - Ha sei colpi da recuperare dalla vetta, invece, il veronese Matteo Manassero, impegnato all'Hong Kong Golf Club di Fanling. Con 197 colpi (67 63 67), l'enfant prodige del golf italiano è ottavo nella graduatoria guidata dal britannico Ian Poulter (191 - 67 60 64), tallonato a due lunghezze dall'irlandese Graeme McDowell. Al terzo posto con 194 l'inglese Simon Dyson, al quarto con 195 l'irlandese Rory McIlroy e lo statunitense Anthony Kang, al sesto con 196 il neozelandese Mark Brown e l'indiano Jeev Milkha Singh. A parità di colpi con Manassero ci sono il gallese Jamie Donaldson e il francese Gregory Bourdy. Il torneo di Hong Kong rischia seriamente di riaprire i giochi nell'European Tour, alla vigilia dell'ultimo, ricchissimo, appuntamento di Dubai: con un successo, infatti, McDowell si porterebbe ad appena 66.000 euro da Martin Kaymer, leader della money list. Anche se l'irlandese fallisse ad Hong Kong, tutto lascia intendere che nulla sia ancora deciso in favore del tedesco.
EDO INSEGUE IL BIS - Il torinese, che l'anno scorso si impose sui campi del Phoenix Country Club, è quinto dopo il terzo giro con 207 colpi (70 68 69), quattro in più del leader provvisorio, il golfista nipponico Yuta Ikeda (203 - 67 66 70). Si dividono la seconda piazza, a tre colpi dal 25enne di Chiba, l'altro giapponese Toru Suzuki e lo statunitense Jay Choi. Insieme a Molinari c'è il coreano Do-Hoon Kim: ad inseguirli, ad una sola lunghezza, ci sono lo svedese Robert Karlsson (che l'anno scorso si arrese al playoff decisivo contro Molinari), Masaya Tomida e il coreano Kyung-Tae Kim. Sicuramente fuori dalla lotta è il 19enne Ryo Ishikawa, reduce dal trionfo nel Taheiyo Masters, suo ottavo successo in due anni di Japan Tour: la classifica lo vede mestamente 33° con 215 colpi, 12 in più del leader. In palio ci sono 2.400.000 dollari, 480.000 dei quali andranno al vincitore.
MANASSERO AD HONG KONG - Ha sei colpi da recuperare dalla vetta, invece, il veronese Matteo Manassero, impegnato all'Hong Kong Golf Club di Fanling. Con 197 colpi (67 63 67), l'enfant prodige del golf italiano è ottavo nella graduatoria guidata dal britannico Ian Poulter (191 - 67 60 64), tallonato a due lunghezze dall'irlandese Graeme McDowell. Al terzo posto con 194 l'inglese Simon Dyson, al quarto con 195 l'irlandese Rory McIlroy e lo statunitense Anthony Kang, al sesto con 196 il neozelandese Mark Brown e l'indiano Jeev Milkha Singh. A parità di colpi con Manassero ci sono il gallese Jamie Donaldson e il francese Gregory Bourdy. Il torneo di Hong Kong rischia seriamente di riaprire i giochi nell'European Tour, alla vigilia dell'ultimo, ricchissimo, appuntamento di Dubai: con un successo, infatti, McDowell si porterebbe ad appena 66.000 euro da Martin Kaymer, leader della money list. Anche se l'irlandese fallisse ad Hong Kong, tutto lascia intendere che nulla sia ancora deciso in favore del tedesco.