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La promessa di Chimenti
"Porto la Ryder in Italia"

Il presidente della Federazione golf rivela di avere pronta la candidatura per ospitare una delle competizioni sportive più importanti del mondo. "Siamo pronti, il Governo ci appoggia. La Sicilia la sede ideale"

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- Presidente Chimenti, al golf è arrivato dal presidente del Coni, Petrucci, l'Oscar dello sport italiano per il 2010
"Sono felice, un riconoscimento importante per il lavoro fatto ma siamo solo all'inizio"

- Come inizio non c'è male: le vittorie dei Molinari, il grande talento di Manassero, gli azzurri in Ryder

"Un anno indimenticabile per il golf italiano, vittorie impensabili solo sino a qualche anno fa. Ma noi sapevamo di aver cominciato un lavoro serio per questo sport. Le vittorie sono importanti ma è ancora più importante come all'estero guardano all'Italia. Ma lo sa che i tecnici francesi e tedeschi vengono a studiare i nostri metodi di lavoro?"

-Una volta eravamo famosi solo per il calcio

"Ora anche il golf italiano ha un ruolo nel mondo e conteremo sempre di più. Sul mio tavolo c'è il progetto per realizzare il sogno di ogni golfista"

- Sogno?
"Vogliamo ospitare la Ryder Cup. Ci stiamo preparando a presentare la candidatura dell'Italia per l'edizione del 2022"

-La Ryder Cup in Italia?

"Sì, proprio così. Ho una lettera del ministro degli esteri Frattini dove ci garantisce l' appoggio del Governo nel caso in cui decidessimo di presentare la candidatura dell'Italia e noi siamo intenzionati a farlo. Abbiamo l'appoggio di importanti imprenditori internazionali pronti a sostenerci. La Sicilia potrebbe essere la sede ideale per clima e strutture: sarebbe uno spot mondiale per quella Regione e per il nostro golf la consacrazione definitiva a livello mondiale. Noi siamo pronti e molto fiduciosi, sappiamo che a livello internazionale una candidatura dell'Italia sarebbe ben vista, un pò come quella del Qatar nel calcio, l'apertura a mercati nuovi e importanti. Nel prossimo anno metteremo a punto il progetto. Noi ci crediamo e presto il sogno potrebbe diventare realtà"

- Presidente, ma come è stato possibile in così pochi anni da sport elitario alle prime pagine dei giornali

"Perchè prima di pensare ai giornali abbiamo pensato alla base, a rendere popolare il golf. L'idea del tesseramento libero è stata la svolta: abbiamo liberato questo sport dalla polvere snob che lo aveva coperto e lo stava seppellendo. Ora tutti possono giocare a golf, non bisogna essere ricchi, pagare quote astronomiche a circoli esclusivi o chiedere il permesso per entrare. Ora chi ha veramente la passione può iniziare a giocare. E i risultati si vedono: siamo la federazione che negli ultimi anni ha registrato il più alto numero di iscritti. Questo è il mio vero Oscar"

-Siamo però ancora carenti come impianti pubblici: lontani dai modelli dei paesi anglosassoni

"Abbiamo cominciato: sono stati aperti campi pratica a Milano e Torino. A Roma è stata individuata l'area, vicino all'aeroporto di Fiumicino, dove presto cominceranno i lavori per il primo campo pubblico. Il vice sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, che ci è vicino in questo iniziativa, ha ispezionato proprio in questi giorni i terreni. E quel campo, se l'Italia avrà i giochi del 2020 sarà il percorso olimpico"

-Senza i successi dei fratelli Molinari e di Manassero però tutto questo non sarebbe stato possibile

"E' vero, le vittorie hanno facilitato tutto. Ci hanno dato la possibilità di far conoscere ancora di più il golf in Italia.  Quelle vittorie ci daranno la possibilità di chiedere di ospitare la Ryder Cup. E noi siamo fieri che questi campioni siano anche il prodotto del lavoro della federazione che ha avuto la capacità di mettersi al servizio di questi grandi campioni, di aiutarli a crescere, di dargli quei supporti tecnici necessari per arrivare a competere con i più forti del mondo. E' stato un vero gioco squadra che all'estero ci invidiano. Un motivo di orgoglio perchè è stata la dimostrazione di un sistema di lavoro che ha funzionato perfettamente.  La dimostrazione che anche in un periodo di crisi con le idee, l'impegno, la passione e il lavoro i risultati possono arrivare. Non è sempre questione di soldi. E non è finita..."

- Altri fenomeni in arrivo?

"Penso al giovane Gemignani,  a Pavan un ragazzo ormai pronto per il salto nei professionisti. E vedo crescere tanti ragazzi: mi arrivano continuamente segnalazioni di giovani talenti italiani. Insomma si è creato un movimento importante, una scuola italiana"

- Insomma quell' Oscar del presidente del Coni sente di meritarlo?

"Sì soprattutto perchè quando sono arrivato alla presidenza della Federazione, il mio primo impegno è stato quello di portare il golf tra la gente e non gente al golf. E, senza falsa modestia, penso di esserci riuscito"
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