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Golf e turismo
accoppiata vincente

Uno studio condotto da "Protiviti" evidenzia le capacità della disciplina, in grado di poter diventare trainante anche nell'ambito vacanziero. Ne è convinto anche il presidente della Federazione Italiana Golf, Franco Chimenti: "La nostra tipologia di turisti porta soldi alle città, siamo in grande crescita non solo dal punto di vista sportivo"

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ROMA - Il golf come strumento per il potenziamento del turismo in Italia: gli studi condotti da "Protiviti", un gruppo multinazionale di consulenza direzionale, rivelano la doppia dimensione di uno sport che può diventare un vero e proprio prodotto turistico a livello internazionale. Alessandro Cencioni, coordinatore dei lavori, analizza il fine principale di questa ricerca. "Volevamo identificare le sinergie e le possibili linee di sviluppo del golf. Dallo studio emerge un quadro di grandi opportunità: il turista golfista soddisfatto può diventare il portavoce di un'immagine positiva dell'Italia ed innescare un circolo virtuoso che coinvolga anche coloro che non giocano".

INTERESSE IN CRESCITA  -  I dati strettamente numerici parlano comunque di uno sport in ascesa all'interno della nostra nazione: i circoli, rispetto allo scorso anno, sono aumentati da 375 a 385, con un tasso di crescita dei tesseramenti pare al 4.5%. Il golf sta diventando gradualmente un'attività in grado di attirare anche i cosiddetto "Juniores": tra i giovani l'aumento dei tesseramenti è del 9%. Quel che rimane fortemente disomogenea è la distribuzione dei circoli sul territorio nazionale: l'offerta nel centro-sud, per quanto in miglioramento, è ancora nettamente inferiore rispetto al Nord, dove la Lombardia resta "al comando" per numero di impianti (ben 67, contro i 57 del Piemonte e i 44 dell'Emilia Romagna). Calabria e Molise sono le regioni con meno circoli: solo 2 a testa.
 
CHIMENTI E IL TURISMO  -  Il presidente della Federazione Italiana Golf, Franco Chimenti, tiene particolarmente all'aspetto turistico della disciplina. "Negli ultimi 10 anni abbiamo raddoppiato il numero degli iscritti portandoli a oltre 100 mila. Stiamo avendo risultati straordinari con i nostri atleti e siamo riusciti ad abbassare la media dell'età dei praticanti. La nostra è una Federazione che fino a oggi si è occupata di eccellere nello sport, ma oggi stiamo aprendo anche al turismo: la nostra tipologia di turisti porta soldi alle città". La conferma di questo trend arriva dalle pagine della ricerca: chi viaggia con l'intento di giocare spende in media circa il doppio di un turista "tradizionale".

I NODI DELLO STUDIO  -  "Protiviti" ha avuto come oggetto tre distinti ben precisi: il segmento sportivo, ossia l'insieme dei 385 Golf Club nazionali; il segmento sportivo-turistico, rappresentato dai 104 Golf Club definiti dalla Federazione "a vocazione turistica", poiché propongono i loro servizi in un'ottica più votata al territorio o con l'inserimento diretto all'interno dei circoli di strutture ricettive; infine il segmento sportivo-turistico della Regione Lazio. La prima parte del lavoro evidenzia, come già preannunciato, la forte differenza tra nord e sud. Puglia, Campania, Calabria e Molise ospitano soli 17 circoli, mentre nelle isole ve ne sono ben 19, di cui 13 in Sardegna: segnale di marcata caratterizzazione turistica di queste due regioni.

LE AREE IN CUI INTERVENIRE  -  Il potenziale turistico può essere accresciuto soprattutto in zone di mare: non tutti seguono l'esempio delle due isole. In Basilicata, Marche, Abruzzo e Liguria la percentuale di circoli a vocazione turistica è infatti inferiore al 23%. Discorso analogo per Lazio ed Emilia Romagna, che sfruttano non al meglio l'offerta culturale a differenza di Toscana e Veneto. Per ultimo, il capitolo montagna: Trentino, Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta non hanno ancora colto le capacità del golf, mezzo con cui potrebbero ovviare al problema della stagionalità nei periodi in cui lo sci non può attirare turisti.

L'INCIDENZA NEL MONDO  -  La crescita è evidente soprattutto nell'ambito della commercializzazione sui mercati dell'intermediazione internazionale: il golf si piazza al quinto posto nella classifica degli sport più offerti, con il 14.4%, alle spalle di ciclismo, sci, trekking e calcio, tutte discipline con una storia molto più radicata all'interno del nostro paese, sia per numero di appassionati che per quantità di infrastrutture e associazioni coinvolte. L'interesse dei Tour Operator converge soprattutto verso Lazio, Toscana, Lombardia e Veneto, mentre il turismo interno vede anche Piemonte e Emilia Romagna ben posizionate. L'identikit del "turista golfista" ha linee guida ben chiare: spende circa 20 euro in più rispetto al turista tradizionale, ha buona capacità di spesa e si lascia incuriosire dalle diverse risorse locali.
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