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I Molinari a caccia
della giacca verde

Edoardo e Francesco saranno tra i 99 protagonisti della 75ª edizione del Masters Tournament sul percorso dell''Augusta National, ad Augusta in Georgia

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AUGUSTA - Edoardo e Francesco Molinari saranno tra i 99 giocatori che daranno vita alla 75ª edizione del Masters Tournament (7-10 aprile), il primo major stagionale che si svolge sul percorso dell'Augusta National, ad Augusta in Georgia. E' la seconda volta consecutiva che i due fratelli partecipano insieme questo torneo, nel quale però Edoardo ha una presenza in più avendolo disputato da dilettante nel 2006. Entrambi sono al nono major in carriera, tutti da pro per Francesco e quattro da amateur per Edoardo.

Con il successo di domenica scorsa nello Houston Open, Phil Mickelson, campione uscente, ha assunto il ruolo di favorito numero uno in un evento che lo ha già visto tre volte vincitore e spesso protagonista. In genere il 41enne mancino di San Diego si presenta a inizio stagione sempre in ottima forma, mentre tende a calare dalla metà e questo spiega in parte il suo ottimo feeling con il Masters. Di solito la cabala è contraria a chi si presenta ad Augusta dopo aver vinto al settimana prima, ma Mickelson ha superato anche questo tabù nel 2006, anno in cui indossò la giacca verde dopo essersi imposto nell BellSouth Classic.

I pericoli per Mickleson, contrariamente alle tendenze passate, questa volta arriveranno dall'Europa, come testimonia ampiamente anche la classifica mondiale con il tedesco Martin Kaymer e l'inglese Lee Westwood ai primi due posti e con Luke Donald, Graeme McDowell e Paul Casey, subito dietro lo statunitense che con la vittoria nel Texas è risalito in terza posizione. In particolare appare in grado di vincere soprattutto Kaymer, che ha cambiato passo dopo aver conquistato il suo primo major (PGA Championship, 2010), mentre è meno probabile che Westwood ripeta la prestazione dello sorso anno, quando si classificò secondo a tre colpi da Mickelson, poiché i problemi fisici dell'ultimo periodo stanno incidendo sul suo rendimento. La mina vagante è sicuramente McDowell, capace di tutto come ha dimostrato nell'US Open 2101 e in Ryder Cup, ma ancora un po' incostante per farci pieno affidamento.

Dopo tanti anni Tiger Woods è nella lista dei 'non favoriti'. Infatti, sebbene il suo gioco stia migliorando, è difficile ipotizzare una sua improvvisa resurrezione. A suo favore la pazienza certosina con cui cura gli allenamenti e la fiducia incrollabile, ma al momento non bastano. In casa americana, a parte Mickelson, si nutrono speranza su Nick Watney, Hunter Mahan, Bubba Watson, Dustin Johnson e Matt Kuchar, un po' poco forse rispetto ad altri nomi del passato, ma del resto Jim Furyk, reduce da un ottimo 2010, e Steve Stricker, così come altri, non hanno ancora trovato il ritmo giusto. Ci si attende qualcosa di importante anche dai giovanissimi Rickie Fowler e Ricky Barnes, sebbene non appaiano ancora maturi per un titolo Masters.

Difficile pensare a un exploit di Geoff Ogilvy o di Sergio Garcia oppure di qualcuno della 'vecchia guardià come Ernie Els, Retief Goosen, Padraig Harrington o Angel Cabera, mentre almeno per ora non sembrano avere il passo da major Adam Scott e Camilo Villegas.

I due fratelli Molinari hanno ottime chances di ottenere un risultato di prestigio. Edoardo, reduce da una settimana di riposo dopo il bel 12° posto nell'Arnold Palmer Invitational, ha peraltro necessità di un ottimo piazzamento per recuperare punti per la graduatoria mondiale (28°) dove ha perso qualche posizione. Francesco, che è saldamente al 15° posto nel world ranking, ha avuto qualche problema di tenuta nello Houston Open, dove ha ceduto negli ultimi due giri forse per le pause che si è concesso nel mese di marzo, ma nell'atmosfera del major sicuramente ritroverà ritmo e concentrazione.

Al torneo, come detto, prendono parte 99 concorrenti dei quali 46 americani e 53 internazionali. E' la quinta volta nella storia che i giocatori di casa sono in inferiorità. Sono 25 gli europei, uno in meno dello scorso anno. Lo scozzese Sandy Lyle, vincitore del Masters nel 1988, sarà al via per la 30ª volta. Honorary Starter l'81enne Arnold Palmer, che verrà affiancato dal 71enne Jack Nicklaus. Il montepremi verrà annunciato nell'ultima giornata di gara. Dovrebbe comunque essere, come lo scorso anno, attorno ai 7,5 milioni di dollari con prima moneta di 1.350.000 dollari.

Il torneo sarà preceduto dal "Par 3 Contest", al quale sono invitati tutti i partecipanti e i past-champions non iscritti. I giocatori superstizioni, ma probabilmente anche gli altri, preferiscono un buon piazzamento, perché nessun vincitore ha poi fatto accoppiata con il Masters nello stesso anno.

Sul percorso costruito nel 1958 dagli architetti George Cobb e Clifford Roberts, lungo 1.060 yards, la prima edizione del Par 3 Contest fu disputata nel 1960 e fu vinta da Sam Snead. Il record del percorso appartiene con 20 colpi, sette sotto par, ad Art Wall (1965) e a Gay Brewer (1973). Negli anni sono state effettuate 72 "buche in uno" con record di cinque nel 2002.

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