AUGUSTA - Un pizzico di Italia, tanto Rory McIlroy ma, soprattutto, tantissimo Tiger Woods. Tornato nella notte italiana ai suoi livelli, quelli che lo hanno reso lo sportivo più ricco del mondo prima dello scandalo sexy, del divorzio, della crisi tecnica e umana. Il Masters sta forse recuperando il vero Tiger, protagonista di una rimonta dal 24° al terzo posto, a pari merito col coreano Choi e a tre colpi dal leader ventunenne McIlroy; e in questo evento sacro dello sport americano, orgoglio, tradizione e business in uno scenario naturale da favola, fa piacere trovare almeno uno dei nostri giocatori. Un Molinari sì, l'altro no, insomma. Dopo il secondo giro che ha tagliato a metà il campo dei partecipanti, è rimasto in gara Edoardo, mentre il fratello Francesco non ce l'ha fatta. "Dodo", 37° in classifica, ha reagito dopo gli errori del giorno prima, ha recuperato i due colpi persi rispetto al par, è riuscito a non "spegnere la luce", come aveva ammesso affranto giovedì. "E' stata una lotta" spiega alla fine, "ma è stato bello chiudere alla buca 18 con un birdie. È la prima volta che passo il "taglio" qui al Masters, sono soddisfatto ma ancora non capisco perché non gioco al meglio".
I Molinari arrivavano al Masters con grandi ambizioni, dopo la scorsa stagione in cui Edoardo aveva vinto lo Scottish Open e il Johnnie Walker a Gleneagles, Francesco aveva battuto l'ex numero 1 Westwood vincendo il World Golf Championship in Cina, e insieme avevano fatto parte del team europeo che ha conquistato la Ryder Cup. Nessuno dei due al momento è pienamente soddisfatto delle sue condizioni. "Nel secondo giro ho giocato abbastanza bene" si consola Francesco, "devo recriminare su quel che ho fatto il giorno prima. Non sono arrivato a questo appuntamento con una forma sufficiente, ho lavorato soprattutto sul gioco corto e meno su quello lungo. Ora vado a casa mia, a Londra, torno negli Usa per un torneo poi mi prendo tre settimane di pausa".
Un anno e mezzo di pausa, invece, sembra essersela presa Tiger Woods, di nuovo tigre dalle unghie retrattili quando molti nel mondo del golf cominciavano a temere che non fosse più in grado di ferire nessuno. Un avvio zoppo, ieri, fuorviante. Subito tre colpi persi alla buca 1, 3 e 7, poi l'immediata reazione, dopo il birdie alla 2 e alla 6 ecco una sequenza d'altri tempi, dalla 8 alla 10, dalla 13 alla 15 birdie a ripetizione, per concludere in bellezza con un preciso putt alla 18. Attorno a lui i soliti muri di folla, un silenzio totale seguito da esplosioni di entusiasmo. L'impresa di Tiger ha messo ingiustamente in secondo piano l'emergere di un nuovo gruppo di ragazzi che giocano con aria scanzonata e maturità da veterano. Rory McIlroy ai 65 colpi del primo giorno ha aggiunto un solido 69 che conferma il primo posto, a due lunghezze segue il ventitreenne australiano Jason Day, che ha fatto addirittura meglio di Woods girando in 64. Ma gli States, oggi, hanno occhi solo per un campione ritrovato.
I Molinari arrivavano al Masters con grandi ambizioni, dopo la scorsa stagione in cui Edoardo aveva vinto lo Scottish Open e il Johnnie Walker a Gleneagles, Francesco aveva battuto l'ex numero 1 Westwood vincendo il World Golf Championship in Cina, e insieme avevano fatto parte del team europeo che ha conquistato la Ryder Cup. Nessuno dei due al momento è pienamente soddisfatto delle sue condizioni. "Nel secondo giro ho giocato abbastanza bene" si consola Francesco, "devo recriminare su quel che ho fatto il giorno prima. Non sono arrivato a questo appuntamento con una forma sufficiente, ho lavorato soprattutto sul gioco corto e meno su quello lungo. Ora vado a casa mia, a Londra, torno negli Usa per un torneo poi mi prendo tre settimane di pausa".
Un anno e mezzo di pausa, invece, sembra essersela presa Tiger Woods, di nuovo tigre dalle unghie retrattili quando molti nel mondo del golf cominciavano a temere che non fosse più in grado di ferire nessuno. Un avvio zoppo, ieri, fuorviante. Subito tre colpi persi alla buca 1, 3 e 7, poi l'immediata reazione, dopo il birdie alla 2 e alla 6 ecco una sequenza d'altri tempi, dalla 8 alla 10, dalla 13 alla 15 birdie a ripetizione, per concludere in bellezza con un preciso putt alla 18. Attorno a lui i soliti muri di folla, un silenzio totale seguito da esplosioni di entusiasmo. L'impresa di Tiger ha messo ingiustamente in secondo piano l'emergere di un nuovo gruppo di ragazzi che giocano con aria scanzonata e maturità da veterano. Rory McIlroy ai 65 colpi del primo giorno ha aggiunto un solido 69 che conferma il primo posto, a due lunghezze segue il ventitreenne australiano Jason Day, che ha fatto addirittura meglio di Woods girando in 64. Ma gli States, oggi, hanno occhi solo per un campione ritrovato.