AUGUSTA - A questo punto Rory McIlroy, fuoriclasse nordirlandese di appena ventuno anni, può solo perdere il Masters: quattro colpi di vantaggio, e tre giorni al comando di un evento che manda nel panico campioni esperti e affermati. Un torneo che ha ribattezzato Amen's Corner una conca che racchiude tre buche, tra laghetti e boschi che possono spegnere qualsiasi velleità o consegnare un giocatore alla leggenda. Ma se per caso il ragazzo questa notte concedesse una pausa al suo gioco magnifico, ai suoi approcci alla buca disegnati col compasso, c'è una muta di avversari pronta a saltargli addosso. Dietro McIlroy ci sono dodici giocatori racchiusi in tre colpi, e se non fosse stato per un paio di sciagurate buche nella prima giornata in corsa ci sarebbe potuto essere anche Edoardo Molinari. Smaltita la delusione del 74 iniziale con due doppi bogey, "Dodo" è risalito prima dal 64° al 37° posto, poi la scorsa notte un giro in 69, tre colpi sotto il par, lo ha proiettato tra i primi venti del Masters: diciottesimo a fine giornata. Da ricordare un putt da dieci metri alla buca 14. "Stavolta ho finalmente giocato bene, anche se ho sbagliato qualche putt di troppo. Ogni giorno miglioro, sono a due colpi dai primi dieci, là dove voglio arrivare: nell'ultimo giro attaccherò, credo di poter ancora salire in classifica".
Per il più grande del fratelli Molinari, vincitore lo scorso anno dello Scottish Open e del Johnnie Walker a Gleneagles, oltre che della Ryder Cup, questo è il primo Masters giocato fino in fondo. Non aveva superato il taglio nel 2006, quando era ancora dilettante, e lo scorso anno: "Questo è un campo dove si impara ogni giorno che passa". Non a caso ci sono campioni del passato, ormai pensionati, che sfruttano l'invito degli organizzatori e su questo campo se la cavano, belli arzilli, come il 51enne Fred Couples che è nono in classifica, a pari merito con Tiger Woods che dopo il secondo giro stellare di venerdì, ha perso un paio di colpi con una serie di putt sfortunati. L'esperienza è fondamentale, anche se Rory McIlroy, tifoso del Manchester United e dell'Ulster nel rugby, ha tutte le intenzioni di dare una bella lezione ai veterani, come fece il 21enne Tiger Woods nel 1997. Dovrà, semplicemente, giocare come nei primi tre giorni per non avere problemi. Anche se alle sue spalle, insieme al sudafricano Schwartzel, al coreano Choi, all'australiano Day, con una zampata improvvisa s'è piazzato Angel Cabrera, soprannominato "El Pato", il papero come Pato: argentino di Cordoba, non ha vinto tantissimo. Ma ha la passione dei tornei major: nel 2007 vince lo Us Open battendo Tiger e Furyk a casa loro, nel 2009 proprio il Masters dopo un playoff con Perry. Voleva fare il calciatore, ma ora ha imparato a fare gol anche sul green.
Per il più grande del fratelli Molinari, vincitore lo scorso anno dello Scottish Open e del Johnnie Walker a Gleneagles, oltre che della Ryder Cup, questo è il primo Masters giocato fino in fondo. Non aveva superato il taglio nel 2006, quando era ancora dilettante, e lo scorso anno: "Questo è un campo dove si impara ogni giorno che passa". Non a caso ci sono campioni del passato, ormai pensionati, che sfruttano l'invito degli organizzatori e su questo campo se la cavano, belli arzilli, come il 51enne Fred Couples che è nono in classifica, a pari merito con Tiger Woods che dopo il secondo giro stellare di venerdì, ha perso un paio di colpi con una serie di putt sfortunati. L'esperienza è fondamentale, anche se Rory McIlroy, tifoso del Manchester United e dell'Ulster nel rugby, ha tutte le intenzioni di dare una bella lezione ai veterani, come fece il 21enne Tiger Woods nel 1997. Dovrà, semplicemente, giocare come nei primi tre giorni per non avere problemi. Anche se alle sue spalle, insieme al sudafricano Schwartzel, al coreano Choi, all'australiano Day, con una zampata improvvisa s'è piazzato Angel Cabrera, soprannominato "El Pato", il papero come Pato: argentino di Cordoba, non ha vinto tantissimo. Ma ha la passione dei tornei major: nel 2007 vince lo Us Open battendo Tiger e Furyk a casa loro, nel 2009 proprio il Masters dopo un playoff con Perry. Voleva fare il calciatore, ma ora ha imparato a fare gol anche sul green.