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L' Open d'Italia deve crescere

Il movimento golfistico italiano è cresciuto grazie a Manassero ei fratelli Molinaroi, ora la federazione deve puntare al cambio della data e aumentare il montepremi
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TORINO - È cresciuto il golf italiano, è tempo di far crescere l'Open d'Italia. Il massimo appuntamento nel nostro paese, che quest'anno ha fatto un passetto in avanti col montepremi (da 1,3 milioni a 1,5 milioni di euro), ma fatica a tenere la velocità di un fenomeno come Manassero, di campioni affermati come i Molinari, ma anche di tornei emergenti dei paesi del golfo e dell'estremo Oriente. La 68esima edizione del BMW Italian Open parte domani al Royal Park I Roveri di Fiano Torinese, nel parco naturale della Mandria, ma è già aperto il dibattito su cosa fare del torneo vetrina del golf italiano. A partire dalla data, che per alcuni sarebbe infelice e consiglierebbe uno spostamento non di un paio di settimane, né di un mese, ma addirittura alla fine dell'estate, quando la morsa del tour americano e di quello europeo diventa un po' meno stringente. Ed è quindi possibile attirare più campioni di quanti (non pochi) ce ne siano gi…
TORINO - È cresciuto il golf italiano, è tempo di far crescere l'Open d'Italia. Il massimo appuntamento nel nostro paese, che quest'anno ha fatto un passetto in avanti col montepremi (da 1,3 milioni a 1,5 milioni di euro), ma fatica a tenere la velocità di un fenomeno come Manassero, di campioni affermati come i Molinari, ma anche di tornei emergenti dei paesi del golfo e dell'estremo Oriente. La 68esima edizione del BMW Italian Open parte domani al Royal Park I Roveri di Fiano Torinese, nel parco naturale della Mandria, ma è già aperto il dibattito su cosa fare del torneo vetrina del golf italiano. A partire dalla data, che per alcuni sarebbe infelice e consiglierebbe uno spostamento non di un paio di settimane, né di un mese, ma addirittura alla fine dell'estate, quando la morsa del tour americano e di quello europeo diventa un po' meno stringente. Ed è quindi possibile attirare più campioni di quanti (non pochi) ce ne siano già a questa edizione torinese. Ne è convintissimo Edoardo Molinari, gioiello del nostro golf che lo scorso anno ha vinto lo Scottish Open, il Johnnie Walker Championship ed è stato tra i protagonisti della vittoria europea sugli Usa alla Ryder Cup. Non ci sarà nemmeno, "Dodo", nella sua Torino, concentrato come quasi tutti i big sullo Us Open, che si disputerà la prossima settimana sul terribile campo del Congressional Country Club a Bethesda, nel Maryland. Molti giocheranno in questo fine settimana negli Usa: al St. Jude Classic ci saranno non solo gli americani, gli australiani, ma anche gli inglesi Westwood e Davis, lo spagnolo Garcia, il sudafricano Goosen, che ad alcune tappe del tour europeo non mancano. "Questa non è la data definitiva" ha preannunciato il presidente della federgolf Franco Chimenti. "La nostra ambizione è quella di spostare l'Open a settembre, in un periodo in cui i nostri giocatori non hanno altri impegni".

Il campo dei partecipanti resta comunque ricco, non foss'altro per la presenza di Matteo Manassero, 18 anni e tutti i record di precocità battuti, uno dei golfisti più ammirati del momento, rimpianto dagli organizzatori del Masters che hanno compilato con leggerezza la lista degli invitati all'ultima edizione. "Sarebbe fantastico mettere il mio nome sul trofeo, l'Open d'Italia è qualcosa che voglia vincere nella mia carriera". Francesco Molinari è stato il più giovane vincitore, nel 2006, ed ora si presenta rafforzato dalle vittorie in Ryder Cup e nel World Golf Championship. Lo scozzese Colin Montgomerie era il capitano della squadra europea lo scorso ottobre a Newport, ma da giocatore sul tour continentale ha vinto 37 tornei. I suoi vice di Ryder Cup ci sono tutti: anche il nordirlandese Darren Clarke (13 vittorie), il danese Thomas Bjorn (11) e l'irlandese Paul McGinley (4) vantano solide carriere sul circuito. L'elenco degli altri giocatori da seguire è lunghissimo, in campo saranno una sessantina i vincitori sullo European Tour. Più facile ricordare le nazioni, come la Svezia del campione in carica Andersson-Hed, l'India di Jeev Milkha Singh e Chowrasia, la Thailandia di Jaidee, la Francia di Bourdy, l'Inghilterra di Khan e Howell, la Spagna di Martin, l'Argentina del vincitore 2009 Vancsik e il Sudafrica di Aiken e dell'ex campione Otto. Poi qualche amarcord, come Costantino Rocca, e tanto futuro, quello che Andrea Pavan e soprattutto il quindicenne Domenico Geminiani, che sta crescendo in Florida, possono regalare nelle prossime stagioni targate Manassero & Molinari.