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Woods fa il punto decisivo
Agli Usa la Presidents Cup

L'ex numero uno del mondo ha siglato il 18esimo punto, ma a decidere la competizione a favore degli americani sono stati gli ultimi quattro match. Per la squadra Usa è la quarta vittoria consecutiva nella manifestazione. Pavan settimo nel Dunhill Championship

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MELBOURNE - Tiger Woods ha conquistato il punto che ha regalato la Presidents Cup agli Stati Uniti. La selezione a stelle e strisce, guidata da Fred Couples, si è imposta per 19-15 sull'International Team andata in scena sul tracciato del Royal Melbourne Golf Club di Melbourne, in Australia. Gli Usa hanno centrato il quarto successo consecutivo nella manifestazione, giunta alla nona edizione. Gli americani hanno iniziato i 12 singoli finali in vantaggio per 13-9. L'International Team, condotto da Greg Norman, ha provato a ribaltare la situazione con i successi del coreano Kyung-tae Kim (1 up su Webb Simpson), del sudafricano Charl Schwartzel (2/1 su Dustin Johnson), del giapponese Ryo Ishikawa (3/2 su Bubba Watson) e dell'australiano Geoff Ogilvy (2 up su Bill Haas), ma gli statunitensi si sono portati nuovamente avanti con Hunter Mahan (5/3 sull'australiano Jason Day) e con Nick Watney (3/2 sul coreano K.J. Choi).

La compagine di Norman non ha mollato e ha tenuto l'incontro vivo con l'australiano Adam Scott (2/1 su Phil Mickelson) e con il sudafricano Retief Goosen (1 up su Matt Kuchar). Decisivi gli ultimi quattro match, tutti appannaggio degli statunitensi. E' stato Tiger a siglare il 18° punto, quello decisivo (4/3 sull'australiano Aaron Baddeley), ma è solo un dettaglio statistico nel contesto dei successi di Jim Furyk (4/3 sul sudafricano Ernie Els), di David Toms (7/5 sull'australiano Robert Allenby) e di Steve Stricker (2/1 sul corean Y.E. Yang). Furyk, che quest'anno non ha vinto del PGA Tour dopo essersi imposto nel 2010 nella FedEx Cup, ha fatto l'ex-plein con cinque successi in altrettanti incontri, quarto giocatore nella storia della competizione a riuscire nell'impresa. Woods, che ha vinto due matche su cinque, con il punto finale ha dato ragione a Couples, che gli aveva affidato una wild card con largo anticipo suscitando numerose polemiche.

"Ho giocato bene per tutta la settimana - ha detto l'ex numero uno mondiale - ma non ho imbucato abbastanza per aver migliori risultati. Tra l'altro sul green colpivo bene la palla, che non voleva saperne di entrare in buca: ha più volte sbordato nelle prime quattro partite. Fa sentire bene cogliere il punto decisivo, ma avrei preferito qualcuno lo avesse segnato prima".

Tra gli statunitensi ha portato quattro punti Mahan (quattro vittorie, una sconfitta) e tre punti Mickleson (3-1), Simpson (3-2), Toms (3-1) e Watson (3-2). Per gli Internazionali, tra i quali nessuno è rimasto imbattuto, hanno ottenuto 3, 5 punti Ogilvy e Schwartzel (3 vittorie, una sconfitta, un pari) e ne hanno siglati tre Choi e Goosen (3 vittorie, due sconfitte).

Nell'albo d'oro della manifestazione, alle 7 vittorie statunitensi l'International Team contrappone un successo e un pari con trofeo assegnato ex-aequo. Accadde nel 2003 (anno nel quale gli incontri di match play furono portati da 32 ai 34 attuali), quando lo spareggio tra Els e Woods per l'assegnazione del titolo fu sospeso per oscurità. L'unico rovescio subito dagli americani (1998) fece scalpore, perché il punteggio di 20,5 a 11,5 con cui si impose l'International Team, guidato da Peter Thomson proprio al Royal Melbourne, è stato il più pesante passivo subito da una squadra a stelle e strisce (nell'occasione affidata a Jack Nicklaus) in qualsiasi competizione a squadre professionistica e dilettantistica.

DUNHILL CHAMPIONSHIP: PAVAN SETTIMO - Con un'ottima prestazione Andrea Pavan si è classificato al settimo posto con 276 colpi (68 70 68 70, -12) nell'Alfred Dunhill Championship, la prima gara dell'European Tour che il romano ha disputato dopo aver conquistato la 'cartà attraverso l'ordine di merito del Challenge Tour (2°). Sul percorso del Leopard Creek CC (par 72), a Malelane in Sudafrica, ha colto il primo successo nel circuito il 33enne Garth Mulroy, nato a Durban, residente negli Stati Uniti e con due titoli nel Sunshine Tour, che ha concluso con 269 colpi (69 68 64 68), diciannove sotto par. Conquistata la vetta nel terzo turno, Mulroy è stato agganciato a quattro buche dalla fine dallo scozzese George Murray, ma ha reagito con due birdie vincenti. Murray ha occupato la seconda piazza con 271 (-17) e si sono sistemati sulla terza con 275 (-13) i sudafricani Jaco Van Zyl, molto altalenante nel rendimento, e George Coetzee, lo scozzese Peter Whiteford e il cileno Felipe Aguilar. L'altro sudafricano Hennie Otto, vincitore di un Open d'Italia (2008), ha affiancato Pavan, che proprio sull'ultima buca ha perso la terza posizione per un bogey. Nel suo 70 (-2) cinque birdie e tre bogey. Mulroy è stato gratificato con 158.500 euro su un montepremi di un milione di euro.

DUNLOP PHOENIX: VINCE TOSHINORI MUTO, 38° EDOARDO MOLINARI  - Il giapponese Toshinori Muto (201 - 68 70 63, -12) ha vinto a sorpresa il  Dunlop Phoenix, torneo del Japan Tour svoltosi sul percorso del Phoenix Country Club (par 71) a Miyazaki, in Giappone, dove Edoardo Molinari è terminato 38° con 217 colpi (72 73 72, +4). Muto, 33enne di Gunma, ha ottenuto il suo quarto titolo nel circuito grazie a un 63 finale (-8 con nove birdie e un bogey), score più basso realizzato in carriera, che gli ha permesso di superare lo spagnolo Gonzalo Fernandez Castaño (205 - 68 66 71, -8), leader dopo due turni. Al terzo posto con 206 (-7) l'irlandese Shane Lowry e lo statunitense Ricky Barnes, al quinto con 207 (-6) l'australiano Brendan Jones, al sesto con 208 (-5), il nipponico Koumei Oda. In decima posizione con 210 (-3) l'iberico Pablo Larrazabal e in 31ª con 215 (+2) il coreano Sang-Moon Bae, leader della money list. Il torneo è stato ridotto da 72 a 54 buche, essendo stata annullata la terza giornata per il maltempo. Molinari, che ha chiuso alla pari con il nordirlandese Graeme McDowell, ha segnato due birdie, un bogey e un doppio bogey per il 72 (+1) di giornata. Il torinese ha devoluto la metà della sua vincita di 690.000 yen a Green Tee Charity, che raccoglie fondi per conto della Japan Golf Association allo scopo di aiutare persone che hanno subito danni dal terremoto dello scorso marzo. Al vincitore sono andati 30 milioni di yen su un montepremi di 200 milioni di yen.
 
LPGA TOUR: COPPIA AL COMANDO, 55ª GIULIA SERGAS - Giulia Sergas è rimasta al 55° posto con 231 colpi (75 79 77, +15) nel CME Group Titleholders, la gara che conclude la stagione del LPGA Tour sul percorso del Grand Cypress Resort a Orlando, in Florida. E' cambiata la classifica dove si sono portate al vertice con 209 colpi (-7) la tedesca Sandra Gal (69 69 71) e la coreana Hee Young Park (71 69 69), seguite con 210 (-6) dalla norvegese Suzann Pettersen e con 211 (-5) dalla statunitense Paula Creamer. Si è messa in corsa prepotentemente per il titolo la coreana Yani Tseng, numero uno mondiale, risalita dal 21° al quinto posto con 212 (-4), dopo un 66, dove si trova anche la coreana Na Yeon Choi, in vetta per due turni e poi messa in affanno da un 75 (+3). Sono in buona graduatoria, ma out nella lotta per il successo, la coreana In-Kyung Kim e la spagnola Beatriz Recari, settime con 214 (-2), Cristie Kerr, nona con 215 (-1), Michelle Wie, 12ª con 216 (par), la svedese Anna Nordqvist, 13ª con 217 (+1) e la giapponese Ai Miyazato. 15ª con 218 (+2). Nello score di 77 (+5) della Sergas due birdie, cinque bogey e un doppio bogey. Il montepremi è di 1.500.000 dollari con prima moneta di 500.000 dollari. Alla gara prendono parte le prime tre classificate di ognuna delle 22 gare in calendario, ma scalando le qualificate. La Sergas è riuscita ad entrare con l'11° posto nel Navistar Classic essendo la terza tra coloro che non avevano ancora acquisito il diritto. Il Grand Cypress Resort è un complesso con tre percorsi di 9 buche disegnati da Jack Nicklaus, dove si sta giocando sui due del North e del South. Si caratterizzano per la presenza di tanti ostacoli d'acqua e per i green dalle pendenze piuttosto accentuate.
 
SENIOR TOUR: FUBON OPEN AL TAIWANESE CHIEN SOON LU - Chien Soon Lu, 52enne di Taiwan, è stato profeta in patria e si è imposto dopo una corsa di testa con 204 colpi (64 71 69), dodici sotto par, nel Fubon Senior Open, il torneo del Senior Tour disputato sul tracciato del Miramar G&CC (par 72) a Taiwan. Il vincitore, che ha intascato 52.397 euro sui 274.763 in palio, ha superato di cinque colpi il dilettante statunitense Lorens Chan (209, -7) e di ben otto il filippino Frankie Minoza (212, - 4). Al quarto posto con 213 (-3) l'altro taiwanese Tseng-te Chen e al quinto con 214 (-2) il giapponese Massy Kuramoto. Alla gara non hanno preso parte giocatori italiani.


 
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