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La vittoria di Chimenti
"Siamo fuori dalla nicchia"

Il presidente delle Fig fa un bilancio del 2011: "Felice per i succesi sportivi con 7 azzurri nell'Europaen Tour e per i giovani, come Gemignani, che  crescono ma il successo più bello arriva dal movimento di base"

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ROMA - "Vincere lo scudetto è difficile. Rivincerlo è ancora più difficile. Ma noi ci siamo riusciti". Franco Chimenti è il presidente della Federgolf ma sceglie il gergo calcistico per archiviare il 2011 azzurro. Si può far festa per le vittorie dei big, ma anche per la crescita complessiva di uno sport che non è più una nicchia dorata.

GRANDE AZZURRI - "Praticamente nessuno mi dice più che il golf è solo roba da ricchi", dice Chimenti, numero 1 di un 'esercito' che comprende circa 100.000 tesserati. Arriva il momento dei bilanci di fine anno e si può sorridere: dopo gli exploit del 2010, non sono mancate le conferme dai green di tutto il mondo. Il trionfo di Matteo Manassero al Malaysian Open, ad aprile, è la perla di una stagione piena di soddisfazioni. "E' importante mantenere un alto livello. Arrivare in vetta è complicato, rimanerci è una dimostrazione di forza", dice Chimenti. Ci sono tutti i presupposti per guardare al 2012 con ottimismo. Merito soprattutto della pattuglia che scenderà in campo nell'European Tour. Nella prossima stagione, l'Italia schiererà un 'settebello': "Avere 7 atleti nel circuito è un risultato importantissimo", dice Chimenti pensando alla 'formazione' che comprende Manassero, i fratelli Edoardo e Francesco Molinari, Andrea Pavan, Federico Colombo, Alessandro Tadini e Lorenzo Gagli. Dietro di loro, cresce in fretta Domenico Geminiani: "Un fenomeno", dice Chimenti pensando al 15enne che ha mostrato le sue qualità negli Stati Uniti. "Ma è italianissimo", dice il presidente della Fig scommettendo sul baby.

LA SQUADRA FEMMINILE - Il bicchiere è mezzo pieno, seppur non pienissimo, quando si pensa al lato 'rosa' del movimento. Diana Luna ha nobilitato l'anno con 2 vittorie. "Ma non c'è solo lei: Giulia Sergas è ancora giovane e ha ottime possibilità", dice Chimenti. E' innegabile, però, che il 'vivaio' femminile offre meno soluzioni in tempi brevissimi. "Qualche errore evidentemente è stato commesso in passato, ma abbiamo invertito la tendenza: stanno venendo su giovani molto valide e interessanti", afferma il presidente. Le qualità degli atleti di vertice dimostrano l'ottima salute dell'intero movimento.

LA BASE CRESCE - Se il vertice brilla, vuol dire che la base è solida. E sempre più ampia. "Da quando abbiamo introdotto il tesseramento libero -dice ricordando la svolta fortemente voluta- abbiamo ottenuto risultati ottimi. Ho messo in campo tutte le forze per aprire i circoli e la risposta è stata eccellente". E i risultati, dice, sono sotto gli occhi di tutti: i golfisti italiani sono oltre 100.000, con il traguardo storico raggiunto già nel 2009. Nel 2002, quando cominciò l"era Chimentì, quota 70.000 era lontana. "I dati assumono un significato ancor più rilevante se si pensa che il paese è alle prese con una grave crisi economica. Il golf piace e lo dimostra anche il successo televisivo. Tantissimi spettatori guardano i tornei, anche se non comprendono del tutto regole e dettagli tecnici. Non mi sorprenderei se si arrivasse alla creazione di un canale ad hoc", dice prima di rendere omaggio a Mario Camicia, la 'voce' del golf che si è appena spenta: "Abbiamo perso un amico e un vero ambasciatore del nostro sport".

PREPARAZIONE OLIMPIADI - Nel 2012 il golf sarà solo spettatore ai Giochi di Londra. Il rientro nella famiglia olimpica avverrà nel 2016 a Rio de Janeiro. "Abbiamo aspettato talmente tanto... Quattro anni non complicheranno i progetti: anzi, consentiranno di limare alcuni dettagli". C'è tempo per crescere ancora e per vedere nascere nuove stelle. Nel frattempo, magari, al top si potrà rivedere anche il 'fenomeno' per eccellenza. "Tiger Woods -dice Chimenti riferendosi all'ex numero 1 del mondo- è senz'altro importante per il nostro movimento a livello globale. Fino a qualche tempo fa, lo avrei definito indispensabile: ma il golf ora è in grado di crescere da solo".
 
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