SAN FRANCISCO - Michael Thompson leader del 112° che ha preso il via Us Open all'Olympic Club (par 70) di San Francisco. Il 27enne di Tucson, al secondo anno di circuito, è al comando con un gran 66 (-4) in una giornata in cui solo altri cinque concorrenti hanno chiuso sotto par sull'ostico tracciato del Lake Course, tutti al secondo posto con 69 (-1). Francesco Molinari, autore di un bel primo giro con 71 (+1) colpi, è al 15° posto.
Tra i cinque al secondo posto c'è Tiger Woods, apparso molto tonico, che condivide la posizione con David Toms, Nick Watney, con l'inglese Justin Rose e con il nordirlandese Graeme McDowell, vincitore della gara nel 2010.
Sono all'ottavo posto con il 70 del par Matt Kuchar, Jim Furyk e l'inglese Ian Poulter, affiancati da cinque giocatori, poi per trovare altri partecipanti sui quasi si fondavano le previsioni della vigilia bisogna scendere al 40° occupato dal sudafricano Charl Schwartzel, dall'inglese Lee Westwood e dallo spagnolo Sergio Garcia.
Al 74° con 75 (+5) Dustin Johnson, i sudafricani Ernie Els e Retief Goosen e il fijano Vijay Singh, mentre hanno lo stesso score di Manassero anche Phil Mickelson Steve Stricker e l'australiano Adam Scott. Sono ancora più attardati il nordirlandese Rory McIlroy, n.2 mondiale e campione uscente, e il sudafricano Louis Oosthuizen, 109esimi con 77 (+7), Bubba Watson, 125° con 78 (+8), e l'inglese Luke Donald, numero uno mondiale, 140° con 79 (+9). Stessa posizione per il 14enne cinese Andy Zhang, entrato nel field all'ultimo momento per la defezione dell'inglese Paul Casey e divenuto il più giovane partecipante all'US Open della storia. I primi due del ranking mondiale rischiano il taglio.
Molinari si è trovato subito in difficoltà con un doppio bogey in apertura, ma ha avuto la forza di rimettersi rapidamente in carreggiata con tre birdie tra la quarta e la nona buca. I guai sono però ricominciati con una coppia di bogey (11esima e 12esima) e con un terzo alla 16esima, poi il torinese ha ridotto a un colpo lo svantaggio sul par con il quarto birdie alla buca 17. Manassero ha segnato quattro bogey nelle prime sei buche, seguiti da un birdie per un '+3' al giro di boa. Stesso andamento nel rientro con altri quattro bogey e un birdie nelle ultime sei buche.
Michael Thompson, leader a sorpresa che nei due anni di tour ha collezionato solo tre piazzamenti tra i top ten, si è espresso con sette birdie e tre bogey; Tiger Woods (partito dalla buca 9) con un birdie e un bogey in uscita e con due birdie e un bogey quasi in chiusura. "Ho avuto il controllo del gioco per l'intero giro - ha detto - e mi sono trovato a mio agio. Ho dovuto modificare qualcosa perchè il vento era cambiato rispetto ai giorni di prova. Tutto è andato come lo avevo programmato e lo score è sicuramente soddisfacente. No, non credo che avrei potuto far meglio: sono stato molto paziente nel seguire il mio piano di gioco. Domani probabilmente sarà diverso: qui le cose variano in continuazione e quindi occorre essere pronti ad adeguarsi".
Tra i cinque al secondo posto c'è Tiger Woods, apparso molto tonico, che condivide la posizione con David Toms, Nick Watney, con l'inglese Justin Rose e con il nordirlandese Graeme McDowell, vincitore della gara nel 2010.
Sono all'ottavo posto con il 70 del par Matt Kuchar, Jim Furyk e l'inglese Ian Poulter, affiancati da cinque giocatori, poi per trovare altri partecipanti sui quasi si fondavano le previsioni della vigilia bisogna scendere al 40° occupato dal sudafricano Charl Schwartzel, dall'inglese Lee Westwood e dallo spagnolo Sergio Garcia.
Al 74° con 75 (+5) Dustin Johnson, i sudafricani Ernie Els e Retief Goosen e il fijano Vijay Singh, mentre hanno lo stesso score di Manassero anche Phil Mickelson Steve Stricker e l'australiano Adam Scott. Sono ancora più attardati il nordirlandese Rory McIlroy, n.2 mondiale e campione uscente, e il sudafricano Louis Oosthuizen, 109esimi con 77 (+7), Bubba Watson, 125° con 78 (+8), e l'inglese Luke Donald, numero uno mondiale, 140° con 79 (+9). Stessa posizione per il 14enne cinese Andy Zhang, entrato nel field all'ultimo momento per la defezione dell'inglese Paul Casey e divenuto il più giovane partecipante all'US Open della storia. I primi due del ranking mondiale rischiano il taglio.
Molinari si è trovato subito in difficoltà con un doppio bogey in apertura, ma ha avuto la forza di rimettersi rapidamente in carreggiata con tre birdie tra la quarta e la nona buca. I guai sono però ricominciati con una coppia di bogey (11esima e 12esima) e con un terzo alla 16esima, poi il torinese ha ridotto a un colpo lo svantaggio sul par con il quarto birdie alla buca 17. Manassero ha segnato quattro bogey nelle prime sei buche, seguiti da un birdie per un '+3' al giro di boa. Stesso andamento nel rientro con altri quattro bogey e un birdie nelle ultime sei buche.
Michael Thompson, leader a sorpresa che nei due anni di tour ha collezionato solo tre piazzamenti tra i top ten, si è espresso con sette birdie e tre bogey; Tiger Woods (partito dalla buca 9) con un birdie e un bogey in uscita e con due birdie e un bogey quasi in chiusura. "Ho avuto il controllo del gioco per l'intero giro - ha detto - e mi sono trovato a mio agio. Ho dovuto modificare qualcosa perchè il vento era cambiato rispetto ai giorni di prova. Tutto è andato come lo avevo programmato e lo score è sicuramente soddisfacente. No, non credo che avrei potuto far meglio: sono stato molto paziente nel seguire il mio piano di gioco. Domani probabilmente sarà diverso: qui le cose variano in continuazione e quindi occorre essere pronti ad adeguarsi".