SAN FRANCISCO - Tiger Woods in vetta all'US Open con David Toms e Jim Furyk. Matteo Manassero risale, Francesco Molinari perde terreno. Con un ottimo secondo giro in 69 colpi, terzo score di giornata, Manassero è risalito dal 93° al 29° posto con 145 (76 69, +5) colpi nel secondo major stagionale che si sta svolgendo all'Olympic Club (par 70) di San Francisco in California. Giornata difficile invece per Molinari che con un parziale di 76 (+6) e il totale di 147 (+7) è sceso dal 15° al 51°.
Al comando, con 139 (69 70, -1), c'è il trio formato da Woods, Toms e Furyk, unici tre giocatori che sono sotto par sul difficilissimo tracciato del Lake Course. Sono seguiti con 141 (+1) dal nordirlandese Graeme McDowell, dal belga Nicolas Colsaerts, da John Peterson, e da Michael Thompson, leader dopo un turno e capace comunque di limitare i danni dovuti a una tensione a cui non è abituato.
Sono in nona posizione con 143 (+3) il sudafricano Charl Schwartzel, Hunter Mahan, Matt Kuchar e Jason Dufner, che di questi tempi è sempre una mina vagante, e possono ancora dire la loro Steve Stricker, in rimonta con un 68 (-2), secondo punteggio del turno, l'inglese Justin Rose, lo spagnolo Sergio Garcia e il sudafricano Ernie Els, 18esimi con 144 (+4). Non c'è ancora disco rosso per gli inglesi Lee Westwood e Ian Poulter, per il tedesco Martin Kaymer e per i sudafricani Retief Goosen e Branden Grace, tutti alla pari con Manassero.
Torneo sempre più difficile, invece, per l'australiano Adam Scott, 42° con 146 (+6), e per Phil Mickelson, 51° come Molinari, il cui rendimento è molto discontinuo. Merita una nota a parte il dilettante Hunter Hamrick, che ha siglato il miglior giro con un gran 67 (-3, con quattro birdie e un bogey), il quale per qualche buca è stato anche in vetta alla classifica. E' terminato il torneo di Luke Donald, numero uno mondiale, 108° con 151 (+11), e del nordirlandese Rory McIlroy, numero due, 95° con 150 (+10), entrambi usciti al taglio caduto a 148 (+8) e che ha lasciato in gara 72 concorrenti. Sono andati fuori anche Dustin Johnson, Bubba Watson, il giapponese Ryo Ishikawa e il sudafricano Louis Oosthuizen, 73esimi con 149 (+9), il fijano Vijay Singh,123° con 153 (+13), e il 14enne cinese Andy Zhang, 144° con 156 (+16), il più giovane concorrente della storia dell'US Open.
Al comando, con 139 (69 70, -1), c'è il trio formato da Woods, Toms e Furyk, unici tre giocatori che sono sotto par sul difficilissimo tracciato del Lake Course. Sono seguiti con 141 (+1) dal nordirlandese Graeme McDowell, dal belga Nicolas Colsaerts, da John Peterson, e da Michael Thompson, leader dopo un turno e capace comunque di limitare i danni dovuti a una tensione a cui non è abituato.
Sono in nona posizione con 143 (+3) il sudafricano Charl Schwartzel, Hunter Mahan, Matt Kuchar e Jason Dufner, che di questi tempi è sempre una mina vagante, e possono ancora dire la loro Steve Stricker, in rimonta con un 68 (-2), secondo punteggio del turno, l'inglese Justin Rose, lo spagnolo Sergio Garcia e il sudafricano Ernie Els, 18esimi con 144 (+4). Non c'è ancora disco rosso per gli inglesi Lee Westwood e Ian Poulter, per il tedesco Martin Kaymer e per i sudafricani Retief Goosen e Branden Grace, tutti alla pari con Manassero.
Torneo sempre più difficile, invece, per l'australiano Adam Scott, 42° con 146 (+6), e per Phil Mickelson, 51° come Molinari, il cui rendimento è molto discontinuo. Merita una nota a parte il dilettante Hunter Hamrick, che ha siglato il miglior giro con un gran 67 (-3, con quattro birdie e un bogey), il quale per qualche buca è stato anche in vetta alla classifica. E' terminato il torneo di Luke Donald, numero uno mondiale, 108° con 151 (+11), e del nordirlandese Rory McIlroy, numero due, 95° con 150 (+10), entrambi usciti al taglio caduto a 148 (+8) e che ha lasciato in gara 72 concorrenti. Sono andati fuori anche Dustin Johnson, Bubba Watson, il giapponese Ryo Ishikawa e il sudafricano Louis Oosthuizen, 73esimi con 149 (+9), il fijano Vijay Singh,123° con 153 (+13), e il 14enne cinese Andy Zhang, 144° con 156 (+16), il più giovane concorrente della storia dell'US Open.