ROMA- Francesco Molinari pronto ad affrontare il primo dei due consecutivi impegni negli Stati Uniti che lo vedranno in campo nel prestigioso WGC Bridgestone Invitational (2-5 agosto), terzo dei quattro tornei del World Golf Championship il mini circuito mondiale, e nel PGA Championship (9-12 agosto, Kiawah Island), quarto e ultimo major stagionale. Sul percorso del Firestone CC, ad Akron nell'Ohio, il Bridgestone Invitational sarà una sorta di anteprima del major, poichè vi prendono parte 78 tra i migliori giocatori del mondo che poi si trasferiranno in South Carolina dove la rosa sarà più ampia.
La lista dei favoriti parte ancora da Tiger Woods, che vanta sette vittorie ad Akron. Pur non essendo stato convincente nell'Open Championship ne è uscito con un terzo posto e, soprattutto con il secondo nel World Ranking, con un distacco inferiore al punto rispetto al leader, l'inglese Luke Donald. Questi, a digiuno di major, ha invece rotto il ghiaccio nel WGC lo scorso anno, ma non si giocava con formula medal (Accenture Match Play). Prevedibile tra i due una gara nella gara, perchè se è vero che Woods, dovendo scegliere, preferirebbe andare a segno nel PGA Championship per avvicinarsi con il 15° successo in un major ai 18 di Jack Nicklaus, è certo che ora non lascerà nulla di intentato per riprendersi la leadership mondiale. Difende il titolo l'australiano Adam Scott e sarà interessante seguire le sue reazioni dopo l'incredibile modo in cui ha gettato al vento un Open Championship che a quattro buche dal termine era saldamente nelle sue mani. A beneficiare dei suoi errori è stato il sudafricano Ernie Els, 43anni e una carriera che sembrava nella parabola discendente dopo un 2011 senza successi e ora clamorosamente rilanciata.
Quasi tutti i partecipanti sono in grado di imporsi, ma va concesso credito in particolare ai soliti noti, sempre capaci di fare la differenza anche quando magari non sono al top, come ad esempio Phil Mickelson e Jim Furyk, il nordirlandese Rory McIlroy, il tedesco Martin Kaymer e gli inglesi Lee Westwood e Justin Rose, quest'ultimo in vetta alla money list europea.
La lista dei favoriti parte ancora da Tiger Woods, che vanta sette vittorie ad Akron. Pur non essendo stato convincente nell'Open Championship ne è uscito con un terzo posto e, soprattutto con il secondo nel World Ranking, con un distacco inferiore al punto rispetto al leader, l'inglese Luke Donald. Questi, a digiuno di major, ha invece rotto il ghiaccio nel WGC lo scorso anno, ma non si giocava con formula medal (Accenture Match Play). Prevedibile tra i due una gara nella gara, perchè se è vero che Woods, dovendo scegliere, preferirebbe andare a segno nel PGA Championship per avvicinarsi con il 15° successo in un major ai 18 di Jack Nicklaus, è certo che ora non lascerà nulla di intentato per riprendersi la leadership mondiale. Difende il titolo l'australiano Adam Scott e sarà interessante seguire le sue reazioni dopo l'incredibile modo in cui ha gettato al vento un Open Championship che a quattro buche dal termine era saldamente nelle sue mani. A beneficiare dei suoi errori è stato il sudafricano Ernie Els, 43anni e una carriera che sembrava nella parabola discendente dopo un 2011 senza successi e ora clamorosamente rilanciata.
Quasi tutti i partecipanti sono in grado di imporsi, ma va concesso credito in particolare ai soliti noti, sempre capaci di fare la differenza anche quando magari non sono al top, come ad esempio Phil Mickelson e Jim Furyk, il nordirlandese Rory McIlroy, il tedesco Martin Kaymer e gli inglesi Lee Westwood e Justin Rose, quest'ultimo in vetta alla money list europea.
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