Studia fino alle quattro, poi corre a giocare a golf. È accompagnato negli Usa da papà, quando ha messo i piedi per la prima volta sul campo dell'Augusta National ha sospirato: "Ma qui l'erba è molto più verde di tutti i campi che conosco". È impazzito per Tiger Woods, come milioni di ragazzini nel mondo, ma il bello è che quando Tiger vinceva la prima volta il Masters lui non era nato. Ed oggi, che sono passati appena quattordici anni e sei mesi da quando l'anagrafe di Guangzhou ha registrato la nascita di Guan Tianlang, figlio del medico Guan Han Wen, il piccolo fan della Tigre gioca il Masters che comincia giovedì. Più giovane di sempre nel superesclusivo club della Georgia, leggero refolo di vento di quel che potrebbe presto trasformarsi in un uragano sul golf mondiale: l'arrivo della Cina, che sui green comincia a fare affidamento. In chiave olimpica (medaglie) e sociale (mercato per nuovi ricchi).
Ma per ora l'unico, grande protagonista è lui, Guan Tianlang, nato il 25 ottobre 1998, segaligno e alto come un ramo di bambù, così giovane da far sembrare un veterano il Matteo Manassero che nel 2010 giocò il Masters sedicenne. Il cinese che cambierà il golf parla con misura, equilibrio, rispetto: "Sono così eccitato, veramente felice di diventare il più giovane giocatore del Masters. È un onore poter giocare coi migliori del mondo. Passare il cut non è il mio obiettivo, mi interessa più quel che mostrerò al mondo. Mi piace il proverbio "l'uomo propone, Dio dispone"". Ma dietro le parole sagge c'è anche la sfrontatezza di chi, qualificandosi per il Masters dopo aver vinto l'Asia-Pacific Amateur Championship in Tailandia, scrisse su Twitter: "I WANT to win the US Masters in Augusta". Il suo sogno è chiaro: "Vorrei un giorno vincere tutti e quattro i major nello stesso anno". Impresa riuscita nemmeno a Tiger Woods, e l'espressione ammirata del rinato campione afroamericano, che ha giocato col ragazzino terribile in una pro-am in Cina, rappresenta il sentimento di tanti artisti del green di fronte al nuovo fenomeno. "È spaventoso pensare che lui è nato dopo che ho vinto il mio primo Masters. Sì, certo, è anche eccitante sapere di aver ispirato bambini non solo negli Stati Uniti, ma anche in Cina e nel resto del mondo. Il golf sta diventando globale, e non può che crescere ancora: con l'ammissione alle Olimpiadi molti governi investiranno sui giovani per farli arrivare a certi livelli". Ma questo è il domani, Guan Tianlang non c'entra nulla coi progetti olimpici. La sua sembra la storia di tanti giocatori europei o americani: genitori golfisti, che lo portano al campo e gli mettono in mano mini-bastoni all'età di quattro anni. Per poi scoprire, a undici anni, che il figlio è in grado di vincere il mondiale junior a San Diego con undici colpi di vantaggio. E a tredici (più 177 giorni) di diventare il più giovane di sempre sullo European Tour. Augusta è il naturale traguardo di questa ascesa rapidissima dalla Cina fino al paradiso del golf.
Tutto il resto, vittorie comprese, arriverà quando Guan sarà già familiare su pagine pubblicitarie e reportage fotografici. Nel frattempo papà e mamma vigilano: l'istruzione del ragazzo non deve subire contraccolpi, attorno al futuro campione dovranno esserci più coetanei che adulti, magari affamati di contratti e procure. Prima si educa. Poi si scrive la storia
Ma per ora l'unico, grande protagonista è lui, Guan Tianlang, nato il 25 ottobre 1998, segaligno e alto come un ramo di bambù, così giovane da far sembrare un veterano il Matteo Manassero che nel 2010 giocò il Masters sedicenne. Il cinese che cambierà il golf parla con misura, equilibrio, rispetto: "Sono così eccitato, veramente felice di diventare il più giovane giocatore del Masters. È un onore poter giocare coi migliori del mondo. Passare il cut non è il mio obiettivo, mi interessa più quel che mostrerò al mondo. Mi piace il proverbio "l'uomo propone, Dio dispone"". Ma dietro le parole sagge c'è anche la sfrontatezza di chi, qualificandosi per il Masters dopo aver vinto l'Asia-Pacific Amateur Championship in Tailandia, scrisse su Twitter: "I WANT to win the US Masters in Augusta". Il suo sogno è chiaro: "Vorrei un giorno vincere tutti e quattro i major nello stesso anno". Impresa riuscita nemmeno a Tiger Woods, e l'espressione ammirata del rinato campione afroamericano, che ha giocato col ragazzino terribile in una pro-am in Cina, rappresenta il sentimento di tanti artisti del green di fronte al nuovo fenomeno. "È spaventoso pensare che lui è nato dopo che ho vinto il mio primo Masters. Sì, certo, è anche eccitante sapere di aver ispirato bambini non solo negli Stati Uniti, ma anche in Cina e nel resto del mondo. Il golf sta diventando globale, e non può che crescere ancora: con l'ammissione alle Olimpiadi molti governi investiranno sui giovani per farli arrivare a certi livelli". Ma questo è il domani, Guan Tianlang non c'entra nulla coi progetti olimpici. La sua sembra la storia di tanti giocatori europei o americani: genitori golfisti, che lo portano al campo e gli mettono in mano mini-bastoni all'età di quattro anni. Per poi scoprire, a undici anni, che il figlio è in grado di vincere il mondiale junior a San Diego con undici colpi di vantaggio. E a tredici (più 177 giorni) di diventare il più giovane di sempre sullo European Tour. Augusta è il naturale traguardo di questa ascesa rapidissima dalla Cina fino al paradiso del golf.
Tutto il resto, vittorie comprese, arriverà quando Guan sarà già familiare su pagine pubblicitarie e reportage fotografici. Nel frattempo papà e mamma vigilano: l'istruzione del ragazzo non deve subire contraccolpi, attorno al futuro campione dovranno esserci più coetanei che adulti, magari affamati di contratti e procure. Prima si educa. Poi si scrive la storia