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Manassero si racconta: ''Da piccolo sono cresciuto a biberon e vhs di golf''

Il più giovane vincitore di tornei mai visto al mondo svela un retroscena sulla sua infanzia: "L'unico modo per farmi addormentare era mettermi seduto, darmi il latte e farmi vedere le videocassette di golf di mio padre in tv. La mia aspirazione è vincere la Ryder Cup"
di MATTIA CHIUSANO

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TORINO - Prima che tutto iniziasse, prima che milioni di appassionati nel mondo si accorgessero che un adolescente italiano stava riscrivendo le regole del golf, c'era un bambino che faticava a prender sonno. Come tutti, apparentemente. Ma il destino era già scritto, nei primi mesi di vita. Per far addormentare il bebè Matteo c'era un solo modo.
"Biberon e videocassette di golf. I vhs erano, credo, di mio padre. Servivano per addormentarmi, ma anche per il risveglio, che era molto importante. Così iniziavo la mia giornata, seduto sul divano bevendo latte e golf, un po' come quelli che partono la mattina con caffè e giornale".

Vent'anni dopo Matteo Manassero è il più giovane vincitore di tornei mai visto al mondo. Ne ha già collezionati quattro, ad un'età in cui Tiger Woods stava prendendo confidenza col circuito. Il primo in Spagna a diciassette anni e 188 giorni, poi la Malesia, Singapore per arrivare al Pga di Wentworth, appena al di sotto come prestigio rispetto ai quattro tornei Major, gli Slam del golf. Gli Agnelli lo hanno "adottato", il suo circolo è diventato il Royal Park di Torino dove Allegra Agnelli lo sprona: "Che effetto ti fa essere così in alto? Ora dovrai mantenerlo, questo livello, la cosa più difficile: ma ce la fai, ce la fai".

Ormai tutti si aspettano qualcosa di grande da lei.
"Penso che sia normale che le aspettative inizino a crescere, crescono il mio livello di gioco, i risultati. Sarebbe controproducente se mi fissassi degli obiettivi troppo alti, ma le aspettative degli altri non possono che spronarmi".
Per vincere ha perso sette chili in pochi mesi.
"Da dicembre dello scorso anno. In cinque settimane ho fatto il lavoro più impegnativo, poi ho perso altri chili di assestamento. Dieta classica, tolti carboidrati, dolci, più attività aerobica: solo questione di volontà. Mi sento bene, finalmente il corpo si è adattato e di questo ha beneficiato il golf".
Quali sono i suoi limiti?
"La lunghezza del drive: devo migliorare, ma ci sto lavorando, e il lavoro paga".
Ryder Cup, British Open, oro olimpico: cosa sceglie?
"Forse imbucare il putt che dà la Ryder Cup all'Europa, credo sia la massima esperienza per un golfista".
Chi vince il prossimo major tra lei e Tiger Woods?
"Woods, e lo farà presto. Ma se mi troverò nella situazione giusta già domenica prossima allo Us Open, non si sa mai...".
Che impressione le fa vincere in un paese in cui magari conta più un gol di Insigne nell'Under 21?
"Il golf sta crescendo, se ne è parlato tanto nelle ultime due settimane, una volta non era così. L'Under 21? La guardo anch'io".
Parteciperebbe a un reality per far crescere la popolarità del golf?
"No, non lo farei. Non crescerebbe così, il golf, cresce quando una persona qualsiasi può entrare in un club senza conoscere nessuno e giocare. Se vincessi un major, quello farebbe la differenza molto più di un reality".
Cosa farebbe in questo momento se non fosse un golfista?
"Starei studiando, giocando a calcio e godendo la vita da universitario. Ho perso tanto tempo con gli amici a casa, ho perso tanto tempo vuoto ma divertente. Però sono fortunato ad avere questa vita bellissima che ha tantissimi pregi e qualche difetto".
C'è spazio per la trasgressione nella sua vita?
"Poco, ma se per trasgressione si intende divertimento allora ci può stare. Basta sapere il momento in cui è giusto farlo, nessuno mi può impedire di divertirmi come un ragazzo normale".
Come si diverte?
"Con gli amici, giocando a calcio, guardando tutti gli sport. Non sono un tipo che si diverte molto in discoteca, dopo qualche ora inizio a stufarmi".
Da milanista come vede Balotelli? Vittima o provocatore?
"Non penso sia una vittima, un termine che non mi piace. Lui è un ragazzo a cui piace molto divertirsi a modo suo, ma credo che alcuni episodi vengano esagerati, alcuni atteggiamenti considerati negativi solo per il nome che porta. Spero di conoscerlo, intanto me lo godo da calciatore e tifoso".
Cosa la fa arrabbiare?
"Sono un po' permaloso, quindi me la prendo, ma poi passa. Ho un buon senso dell'umorismo, le battute le capisco. Non accetto particolarmente le critiche, anche quelle che non sono indirizzate a me".
È uno di quelli che all'estero rimpiangono la cucina italiana?
"Purtroppo sì. Ci arrangiamo nei migliori ristoranti italiani, ma la cucina di casa non è la stessa".
Non usa molto i social network.
"Un po' twitter, non facebook. Non voglio abusare di tweet, non so cosa scrivere, mi piace invece leggere le notizie che sono spesso in anteprima".
Le era piaciuto Gomorra di Saviano. Cosa legge ora?
"L'ultimo libro è la biografia di Agassi. Ma ora non leggo, sono decisamente più appassionato di film. Sono della nuova generazione".
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