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Golf, Manassero e Molinari protagonisti all'Open Usa

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ROMA - Sul percorso del Merion Golf Club, ad Ardmore in Pennsylvania, prende il via il 113° U.S. Open Championship  (13-16 giugno), il secondo major stagionale e anche il più democratico perchè, entro un certo limite di handicap, vi possono partecipare tutti attraverso una miriade di prequalifiche.

Quest'anno il numero delle iscrizioni ha toccato la cifra record di 9.860 giocatori demolendo il precedente primato 9.086 e sono stati coinvolti 111 percorsi. In realtà alla fine nel field approdano come sempre i più forti, salvo qualche rarissima eccezione che conferma la regola.

Al Merion GC, che ospita per la quinta volta l'evento, saranno in campo Francesco Molinari e Matteo Manassero, il primo al 18° major in carriera, il secondo al nono. Hanno entrambi le carte in regola per potersi ritagliare un ruolo da protagonisti e, in pratica, hanno affinato a loro forma proprio per la parte centrale della stagione, sicuramente la più impegnativa, do…
ROMA - Sul percorso del Merion Golf Club, ad Ardmore in Pennsylvania, prende il via il 113° U.S. Open Championship  (13-16 giugno), il secondo major stagionale e anche il più democratico perchè, entro un certo limite di handicap, vi possono partecipare tutti attraverso una miriade di prequalifiche.

Quest'anno il numero delle iscrizioni ha toccato la cifra record di 9.860 giocatori demolendo il precedente primato 9.086 e sono stati coinvolti 111 percorsi. In realtà alla fine nel field approdano come sempre i più forti, salvo qualche rarissima eccezione che conferma la regola.

Al Merion GC, che ospita per la quinta volta l'evento, saranno in campo Francesco Molinari e Matteo Manassero, il primo al 18° major in carriera, il secondo al nono. Hanno entrambi le carte in regola per potersi ritagliare un ruolo da protagonisti e, in pratica, hanno affinato a loro forma proprio per la parte centrale della stagione, sicuramente la più impegnativa, dopo un inizio nel quale hanno avuto un rendimento altalenante.

La vittoria nel BMW PGA Championship e il successivo quarto posto nel Nordea Masters hanno sicuramente dato delle certezze a Manassero, che nei precedenti sei major da professionista ha ottenuto quale miglior risultato il 37° posto nel PGA Championship (2011).
Meglio da dilettante con la 13a posizione nell'Open Championship (2009) e la 36a nel Masters (2010).

Molinari, che sembra aver trovato il passo giusto e che è migliorato molto nel putting, è al quinto US Open, dove ha toccato il punto più alto della classifica con il 27° posto nel 2009.
E' da tempo stabilmente tra i 'top 50' del world ranking, ma ha necessità di raccogliere quanto prima qualcosa di importante perchè il 38° posto (Manassero è 25°) a 32 centesimi di punto dal 51° non è del tutto rassicurante.

La prestazione al Memorial Tournament ha fatto scendere le quotazioni di Tiger Woods: lo statunitense ha giocato molto male, ha persino segnato un 79 ed ha chiuso al 65° posto, quasi in coda al gruppo. Woods, ancora a caccia del 15° major, parte comunque con il ruolo da favorito. La vigilia del torneo è stata movimentata dall'incontro del numero uno mondiale con Sergio Garcia: i rapporti fra i due non sono mai stati idilliaci, ma erano peggiorati negli ultimi tempi specie dopo una frase infelice dello spagnolo.

Sulla faccenda Tiger ha tagliato corto. "Quando Sergio mi ha visto mi ha detto ciao e basta. Le scuse c'erano già state. E' un argomento chiuso. Tra poco inizia l'US Open, concentriamoci su quello". Se Woods si esprimerà ai livelli pre Memorial sarà difficile per tutti contrastarlo. Il n.1 del mondo non vince un major da cinque anni: l'ultimo fu proprio l'US Open nel 2008.

Gli avversari di Woods sono quelli di sempre. Phil Mickelson ha acquistato punti con la prestazione della scorsa settimana nel FedEc St. Jude (secondo) e in casa statunitense appare abbastanza tonico Matt Kuchar, mentre sembra difficile una difesa efficace del titolo da parte di Webb Simpson.

Citazione d'obbligo per Rory McIlroy, spodestato nella classifica mondiale da Woods e poi abbondantemente distanziato, e per Adam Scott, che si è imposto nel Masters. Nella lista dei candidati al successo anche Luke Donald, lo stesso Garcia, Lee Westwood, Graeme McDowell, Charl Schwartzel, Martin Kaymer e Louis Oosthuizen.

Woods, McIlroy e Scott nei primi due giri giocheranno insieme, un trio che garantisce spettacolo. Andrà subito in scena, quindi, l'incontro fra Woods e Steve Williams, il suo ex caddie che dopo il licenziamento gliene ha dette di tutti i colori e che attualmente è al servizio di Scott.