ROCHESTER (Stati Uniti) - Jason Dufner ha vinto con 270 colpi (68 63 71 68) il Pga Championship, quarto major stagionale dove Francesco Molinari si è classificato 33esimo con 283 (72 68 70 73, +3), 72esimo Matteo Manassero con 292 (72 69 74 77, +12). All'East Course (yards 7.163, par 70) dell'Oak Hill CC, a Rochester nello stato di New York, Dufner, 36enne di Cleveland, ha conquistato il suo primo major e il terzo titolo in carriera, dopo i due datati 2012, superando nel giro finale Jim Furyk (272 - 65 68 68 71, -8), unico vero interlocutore nella corsa al titolo. Ha ottenuto un altro piazzamento eccellente lo svedese Henrik Stenson, terzo con 273 (-7) e tra i primi tre per la quarta volta consecutiva, tornato agli ottimi livelli di gioco che lo caratterizzarono tra il 2006 e 2007, ma che non ha ancora la capacità di graffiare nei momenti chiave.
La sorprese sono venute dall'altro svedese Jonas Blixt, quarto con 274 (-6), e da Scott Piercy, autore di un 65 (-5) miglior score del turno e quinto alla pari con Adam Scott (275, -5), che invece ha buttato ancora una volta una buona occasione. Efficace la regolarità di David Toms, settimo con 276 (-4) e in alto dopo parecchio tempo, e ottava posizione con 277 (-3) per Zach Johnson, Dustin Johnson, per l'australiano Jason Day e per il nordirlandese Rory McIlroy, campione uscente, che è sembrato potersi inserire nella corsa al titolo prima di impantanarsi con una palla ingiocabile alla buca cinque per un tripo bogey deleterio.
E' stato un torneo nel quale sono completamente mancati i big a partire da Tiger Woods e da Phil Mickelson. Il primo, 40esimo con 284 (71 70 73 70, +4), ha mostrato nervosismo e con una caratteristica insolita: lui, combattente nato, ha mollato dopo il secondo giro quando ha capito che il possibile 15esimo major nel suo palmares era andato. Mickelson, 72esimo come Manassero, ha vivacchiato per due turni, poi ha ceduto nel terzo con un 78 (+8).
Furyk ha iniziato il giro finale da leader con un colpo di vantaggio su Dufner, ma è apparso abbastanza incerto con il gioco lungo rimediando sul green. Tuttavia ha potuto poco contro i tre birdie dell'avversario in otto buche e alla nona, quando ha segnato il primo bogey di giornata, dopo che aveva messo a segno un birdie, si è trovato due colpi indietro che sono rimasti tali sino al termine.
Entrambi hanno comunque potuto giocare con tranquillità perchè chi li seguiva non andava certo ad andatura tale da far pensare ad un riaggancio. Stenson e Scott, che erano i due rivali più accreditati e pericolosi, hanno iniziato tutti e due con un bogey, poi sono andati a corrente alternata. Scott ha commesso errori decisivi alla 13 e alla 16 (in totale cinque birdie e cinque bogey per il 70) e Stenson si è perso con due bogey nelle ultime cinque buche. Di McIlroy, che aveva dato subito battaglia con un birdie, si è detto: alla buca 5 ha trovato il triplo bogey e alla fine ha potuto solo rimontare fino al 70 del par dopo altri tre birdie e un bogey.
"E' stata una giornata lunga e difficile -è il commento di Dufner- su un campo molto impegnativo. Ancora non mi capacito di quanto avvenuto, anzi non posso credere che sia accaduto proprio a me. Nel giro finale ho avuto molta fiducia e ho deciso di essere aggressivo perchè volevo vincere e quindi non sono mai stato indeciso oppure sulla difensiva. Semmai prudente sulle ultime buche. Sono felicissimo e questo successo segna una svolta nella mia carriera".
La sorprese sono venute dall'altro svedese Jonas Blixt, quarto con 274 (-6), e da Scott Piercy, autore di un 65 (-5) miglior score del turno e quinto alla pari con Adam Scott (275, -5), che invece ha buttato ancora una volta una buona occasione. Efficace la regolarità di David Toms, settimo con 276 (-4) e in alto dopo parecchio tempo, e ottava posizione con 277 (-3) per Zach Johnson, Dustin Johnson, per l'australiano Jason Day e per il nordirlandese Rory McIlroy, campione uscente, che è sembrato potersi inserire nella corsa al titolo prima di impantanarsi con una palla ingiocabile alla buca cinque per un tripo bogey deleterio.
E' stato un torneo nel quale sono completamente mancati i big a partire da Tiger Woods e da Phil Mickelson. Il primo, 40esimo con 284 (71 70 73 70, +4), ha mostrato nervosismo e con una caratteristica insolita: lui, combattente nato, ha mollato dopo il secondo giro quando ha capito che il possibile 15esimo major nel suo palmares era andato. Mickelson, 72esimo come Manassero, ha vivacchiato per due turni, poi ha ceduto nel terzo con un 78 (+8).
Furyk ha iniziato il giro finale da leader con un colpo di vantaggio su Dufner, ma è apparso abbastanza incerto con il gioco lungo rimediando sul green. Tuttavia ha potuto poco contro i tre birdie dell'avversario in otto buche e alla nona, quando ha segnato il primo bogey di giornata, dopo che aveva messo a segno un birdie, si è trovato due colpi indietro che sono rimasti tali sino al termine.
Entrambi hanno comunque potuto giocare con tranquillità perchè chi li seguiva non andava certo ad andatura tale da far pensare ad un riaggancio. Stenson e Scott, che erano i due rivali più accreditati e pericolosi, hanno iniziato tutti e due con un bogey, poi sono andati a corrente alternata. Scott ha commesso errori decisivi alla 13 e alla 16 (in totale cinque birdie e cinque bogey per il 70) e Stenson si è perso con due bogey nelle ultime cinque buche. Di McIlroy, che aveva dato subito battaglia con un birdie, si è detto: alla buca 5 ha trovato il triplo bogey e alla fine ha potuto solo rimontare fino al 70 del par dopo altri tre birdie e un bogey.
"E' stata una giornata lunga e difficile -è il commento di Dufner- su un campo molto impegnativo. Ancora non mi capacito di quanto avvenuto, anzi non posso credere che sia accaduto proprio a me. Nel giro finale ho avuto molta fiducia e ho deciso di essere aggressivo perchè volevo vincere e quindi non sono mai stato indeciso oppure sulla difensiva. Semmai prudente sulle ultime buche. Sono felicissimo e questo successo segna una svolta nella mia carriera".