Golf, Seve Trophy: nell' Europa ci sono Molinari e Manassero. Usa in President Cup
PARIGI - Sul percorso del Saint-Nom-La- Bretèche, nei pressi di Parigi in Francia, si disputa il Seve Trophy by Golf+ (3-6 ottobre) la sfida tra la selezione del Resto d'Europa, guidata dallo spagnolo José Maria Olazabal, e quella di Gran Bretagna & Irlanda, capitanata dallo scozzese Sam Torrance, entrambe formate da dieci giocatori. Si gioca nel ricordo del grandissimo Severiano Ballesteros, purtroppo scomparso. Nel team continentale vi sono Francesco Molinari e Matteo Manassero insieme ai danesi Thomas Bjorn e Thorbjorn Olesen, al francese Gregory Bourdy, al belga Nicolas Colsaerts, agli spagnoli Gonzalo Fernandez Castaño e Miguel Angel Jimenez, al finlandese Mikko Ilonen e all'olandese Joost Luiten. I britannici oppongono gli inglesi Paul Casey, Tommy Fleetwood, Simon Khan, David Lynn e Chris Woods, il gallese Jamie Donaldson e gli scozzesi Paul Lawrie, Marc Warren, Stephen Gallacher e Scott Jamieson. La selezione continentale ha vinto la prima edizio…
PARIGI - Sul percorso del Saint-Nom-La- Bretèche, nei pressi di Parigi in Francia, si disputa il Seve Trophy by Golf+ (3-6 ottobre) la sfida tra la selezione del Resto d'Europa, guidata dallo spagnolo José Maria Olazabal, e quella di Gran Bretagna & Irlanda, capitanata dallo scozzese Sam Torrance, entrambe formate da dieci giocatori. Si gioca nel ricordo del grandissimo Severiano Ballesteros, purtroppo scomparso. Nel team continentale vi sono Francesco Molinari e Matteo Manassero insieme ai danesi Thomas Bjorn e Thorbjorn Olesen, al francese Gregory Bourdy, al belga Nicolas Colsaerts, agli spagnoli Gonzalo Fernandez Castaño e Miguel Angel Jimenez, al finlandese Mikko Ilonen e all'olandese Joost Luiten. I britannici oppongono gli inglesi Paul Casey, Tommy Fleetwood, Simon Khan, David Lynn e Chris Woods, il gallese Jamie Donaldson e gli scozzesi Paul Lawrie, Marc Warren, Stephen Gallacher e Scott Jamieson. La selezione continentale ha vinto la prima edizione del trofeo, poi sono seguiti sei successi britannici, l'ultimo due anni fa per 15,5-12,5 sullo stesso tacciato, che ospita l'evento per la terza volta consecutiva. Il torneo si dipana su quattro giornate con cinque fourball nelle prime due, due sessione di quattro foursomes al sabato e dieci singoli la domenica. L'unica novità della formula è nella terza giornata dove i quattro greensome del mattino sono stati sostituiti con quattro foursome. In palio 28 punti e 1.750.000 euro.
PRESIDENTS CUP: LA COMPAGINE USA FAVORITA - Si potrebbe definire una sfida senza storia, perché gli Stati Uniti nelle precedenti nove edizioni hanno fatto la parte del leone con ben otto successi contro uno, ma la Presidents Cup (3-6 ottobre) ha comunque il suo fascino e offre l'occasione, peraltro ambitissima, ai giocatori del Resto del Mondo, che non sono statunitensi o europei (impegnati nella Ryder Cup), di potersi esprimere in una competizione a squadre molto sentita anche a livello di pubblico. Il modello del match biennale è naturalmente la Ryder Cup, con squadre di dodici elementi, ma i punti in palio sono molti di più, ben 34. Sul percorso del Muirfield Village GC, a Dublin nell'Ohio, si comincia con sei fourball nella prima giornata, si prosegue con altrettanti foursomes nella seconda, quindi cinque fourballs e cinque foursomes al sabato e finale con i dodici singoli la domenica. Gli Stati Uniti, che hanno come capitano Fred Couples assistito da Jay Haas e Davis Love III, schierano Tiger Woods, Brandt Snedeker, Phil Mickelson, Matt Kuchar, Jason Dufner, Keegan Bradley, Steve Stricker, Bill Haas, Hunter Mahan, Zach Johnson, Webb Simpson e Jordan Spieth, gli ultimi due beneficiari di wild card. Sul fronte opposto l'International Team, agli ordini di Nick Price, che sarà coadiuvato da Shigeki Maruyama, da Mark McNulty e da Tony Johnstone, sarà formato dagli australiani Adam Scott e Jason Day, dai sudafricani Charl Schwartzel, Ernie Els, Louis Oosthuizen, Branden Grace e Richard Sterne, dal giapponese Hideki Matsuyama, dal canadese Graham DeLaet e dall'argentino Angel Cabrera, che sono entrati attraverso l'apposita classifica, e da Brendon de Jonge dello Zimbabwe e dall'australiano Marc Leishman, ai quali Price ha concesso le due wild card a sua disposizione. Gli Stati Uniti, naturalmente, difendono il trofeo avendo vinto per 19-15 l'ultimo match voltosi due anni addietro a Melbourne. Come detto hanno perso una sola volta, ma fu una sconfitta che lasciò il segno. Era il 1998 e a Melbourne gli "Internazionali", guidati da Peter Thomson, inflissero agli americani un pesantissimo 20,5-11,5 (all'epoca i punti erano 32 in totale) e Jack Nicklaus ne uscì fuori criticatissimo per essere divenuto il capitano americano ad aver subito il passivo più pesante della storia in tutti gli incontri internazionali dei team a stelle e strisce. Due anni dopo gli statunitensi, affidati a Ken Venturi, di presentarono con i coltello tra i denti al R. Trent Jones GC, in Virginia, e restituirono il passivo con tanto di interessi (21,5-10,5), ma ciò non valse a cancellare l'onta subita da Nicklaus.
LPGA TOUR: GIULIA SERGAS AL REIGNWOOD CLASSIC IN CINA - Il LPGA Tour si trasferisce sul percorso del Pine Valley GC, a Pechino in Cina, per la disputa del Reignwood LPGA Classic (3-6 ottobre, 72 buche). E' uno dei tornei a numero chiuso (81 partenti) che caratterizzano la parte finale del circuito e al quale prende parte Giulia Sergas, grazie alla sua posizione nella money list dovuta a una serie di ottime prestazioni stagionale, riconosciute peraltro dalla capitana della compagine europea di Solheim Cup, Liselotte Neumann, che l'ha voluta nel team vincente contro le statunitensi. Malgrado alcune defenzioni importanti il field è di ottima qualità per la presenza delle coreane Inbee Park, numero uno mondiale, Na Yeon Choi e So Yeon Ryu, delle americane Stacy Lewis, Cristie Kerr, Michelle Wie e Brittany Lang, della cinese Shanshan Feng, dell'australiana Karrie Webb, della taiwanese Yani Tseng, della svedese Anna Nordqvist e delle spagnole Azahara Muñoz e Beatriz Recari. Il montepremi è di 1.800.000 dollari.
PRESIDENTS CUP: LA COMPAGINE USA FAVORITA - Si potrebbe definire una sfida senza storia, perché gli Stati Uniti nelle precedenti nove edizioni hanno fatto la parte del leone con ben otto successi contro uno, ma la Presidents Cup (3-6 ottobre) ha comunque il suo fascino e offre l'occasione, peraltro ambitissima, ai giocatori del Resto del Mondo, che non sono statunitensi o europei (impegnati nella Ryder Cup), di potersi esprimere in una competizione a squadre molto sentita anche a livello di pubblico. Il modello del match biennale è naturalmente la Ryder Cup, con squadre di dodici elementi, ma i punti in palio sono molti di più, ben 34. Sul percorso del Muirfield Village GC, a Dublin nell'Ohio, si comincia con sei fourball nella prima giornata, si prosegue con altrettanti foursomes nella seconda, quindi cinque fourballs e cinque foursomes al sabato e finale con i dodici singoli la domenica. Gli Stati Uniti, che hanno come capitano Fred Couples assistito da Jay Haas e Davis Love III, schierano Tiger Woods, Brandt Snedeker, Phil Mickelson, Matt Kuchar, Jason Dufner, Keegan Bradley, Steve Stricker, Bill Haas, Hunter Mahan, Zach Johnson, Webb Simpson e Jordan Spieth, gli ultimi due beneficiari di wild card. Sul fronte opposto l'International Team, agli ordini di Nick Price, che sarà coadiuvato da Shigeki Maruyama, da Mark McNulty e da Tony Johnstone, sarà formato dagli australiani Adam Scott e Jason Day, dai sudafricani Charl Schwartzel, Ernie Els, Louis Oosthuizen, Branden Grace e Richard Sterne, dal giapponese Hideki Matsuyama, dal canadese Graham DeLaet e dall'argentino Angel Cabrera, che sono entrati attraverso l'apposita classifica, e da Brendon de Jonge dello Zimbabwe e dall'australiano Marc Leishman, ai quali Price ha concesso le due wild card a sua disposizione. Gli Stati Uniti, naturalmente, difendono il trofeo avendo vinto per 19-15 l'ultimo match voltosi due anni addietro a Melbourne. Come detto hanno perso una sola volta, ma fu una sconfitta che lasciò il segno. Era il 1998 e a Melbourne gli "Internazionali", guidati da Peter Thomson, inflissero agli americani un pesantissimo 20,5-11,5 (all'epoca i punti erano 32 in totale) e Jack Nicklaus ne uscì fuori criticatissimo per essere divenuto il capitano americano ad aver subito il passivo più pesante della storia in tutti gli incontri internazionali dei team a stelle e strisce. Due anni dopo gli statunitensi, affidati a Ken Venturi, di presentarono con i coltello tra i denti al R. Trent Jones GC, in Virginia, e restituirono il passivo con tanto di interessi (21,5-10,5), ma ciò non valse a cancellare l'onta subita da Nicklaus.
LPGA TOUR: GIULIA SERGAS AL REIGNWOOD CLASSIC IN CINA - Il LPGA Tour si trasferisce sul percorso del Pine Valley GC, a Pechino in Cina, per la disputa del Reignwood LPGA Classic (3-6 ottobre, 72 buche). E' uno dei tornei a numero chiuso (81 partenti) che caratterizzano la parte finale del circuito e al quale prende parte Giulia Sergas, grazie alla sua posizione nella money list dovuta a una serie di ottime prestazioni stagionale, riconosciute peraltro dalla capitana della compagine europea di Solheim Cup, Liselotte Neumann, che l'ha voluta nel team vincente contro le statunitensi. Malgrado alcune defenzioni importanti il field è di ottima qualità per la presenza delle coreane Inbee Park, numero uno mondiale, Na Yeon Choi e So Yeon Ryu, delle americane Stacy Lewis, Cristie Kerr, Michelle Wie e Brittany Lang, della cinese Shanshan Feng, dell'australiana Karrie Webb, della taiwanese Yani Tseng, della svedese Anna Nordqvist e delle spagnole Azahara Muñoz e Beatriz Recari. Il montepremi è di 1.800.000 dollari.