✕

La Ryder Cup a Roma: golf capitale, sfida Usa-Europa tra campioni e celebrity

L'americano Brian Harman prova il campo 

 (ansa)
L’attesissimo evento al Marco Simone Golf & Country Club da venerdì a domenica. Attesi sulle tribune 250 mila spettatori, pacchetti sold out da un paio d’anni. Giovedì l’anteprima con i campioni dello sport
2 minuti di lettura

Roma. Sono arrivati gli americani. Da un paio d’anni, perché se si fossero mossi adesso non avrebbero trovato nemmeno le briciole, nemmeno un pacchetto settimanale di quelli polverizzati un anno fa. Se ora si spostano in massa tra il centro di Roma e la via Tiburtina finalmente a due corsie, prima si muovevano pochi e discreti su van dedicati, diretti ai campi di golf sul territorio laziale destinato a ospitare il grande evento: giocare su quelle buche è come andare a Roma per il Giubileo. C’è chi ha pagato 60 mila dollari per un pacchetto-famiglia, hotel e cene a Trastevere incluse. Non è un’allucinazione collettiva, ma un richiamo che forse gli italiani non hanno capito ancora a fondo, ma all’estero sì, con 39 broadcaster coinvolti e oltre 250.000 spettatori attesi da 85 nazioni, fortunati possessori di biglietti sorteggiati tra richieste provenienti da 140 Paesi. Un test durissimo per la Roma degli oltre cento cantieri aperti, una sfida che metterà sotto esame l’organizzazione ital…

Roma. Sono arrivati gli americani. Da un paio d’anni, perché se si fossero mossi adesso non avrebbero trovato nemmeno le briciole, nemmeno un pacchetto settimanale di quelli polverizzati un anno fa. Se ora si spostano in massa tra il centro di Roma e la via Tiburtina finalmente a due corsie, prima si muovevano pochi e discreti su van dedicati, diretti ai campi di golf sul territorio laziale destinato a ospitare il grande evento: giocare su quelle buche è come andare a Roma per il Giubileo. C’è chi ha pagato 60 mila dollari per un pacchetto-famiglia, hotel e cene a Trastevere incluse. Non è un’allucinazione collettiva, ma un richiamo che forse gli italiani non hanno capito ancora a fondo, ma all’estero sì, con 39 broadcaster coinvolti e oltre 250.000 spettatori attesi da 85 nazioni, fortunati possessori di biglietti sorteggiati tra richieste provenienti da 140 Paesi. Un test durissimo per la Roma degli oltre cento cantieri aperti, una sfida che metterà sotto esame l’organizzazione italiana.

Ryder Cup, spettacolo in tv in 201 Paesi

È la Ryder Cup, torneo che trasforma il golf elevandolo a un’altra dimensione. Facendo convivere uno sport di solito misurato con un tifo da stadio, un pubblico che sembra uscito da Beautiful, abiti da atelier e look impeccabile, col ritmo forsennato di supporter che sembrano partoriti dal pub dove si gioca a freccette e si urla per il Liverpool. L’unico torneo sportivo che mette in scena la partita tra Stati Uniti ed Europa, non Francia, Germania, Italia ma Europa con la bandiera blu e l’Inno alla Gioia a cui rendono omaggio inglesi e nordirlandesi, alla faccia della Brexit. Una magia, un mistero, premiato da ascolti record quantificati in 623 milioni di case raggiunte in 201 nazioni. Quanti miliardi? Uno o due? Qui si ragiona in case, è la Ryder Cup.

Oggi l’All Star Match con i campioni, da Djokovic a Sainz

Tutto questo avverrà in Italia, anzi sta già avvenendo al Marco Simone Golf & Country Club della famiglia Biagiotti, i giocatori del Team Europe e del Team Usa stanno provando il campo, oggi ci sarà un All Star Match che vedrà in campo alcuni appassionati di golf di un certo peso: tra gli altri Novak Djokovic e Gareth Bale, contro Carlos Sainz e Andriy Shevchenko. I ventiquattro giocatori che si contenderanno la coppa raggiungeranno piazza di Spagna per una foto ufficiale sulla scalinata di Trinità dei Monti, sfileranno lungo Via dei Condotti poi parteciperanno a una cena di gala alle Terme di Caracalla. Esagerato? Negli Stati Uniti un ospite fisso col cappellino targato Usa è Michael Jordan. All’edizione di Cardiff del 2010 intervenne l’allora principe Carlo del Galles, assistendo a un concerto presentato da Catherine Zeta-Jones. A Parigi nel 2018 i giocatori cenarono alla reggia di Versailles, accompagnati dalle mogli vestite come regine. Perché anche questo è Ryder Cup, le moglie sono membri dei team, fanno squadra, indossano la divisa ufficiale. Nel roster delle due squadre appaiono anche le “partner”, insieme ai caddie, i preziosissimi porta bastone, ai vicecapitani tra i quali vincitori di Major come Francesco Molinari, presente a Roma in questa veste insieme al fratello Edoardo.

Ryder Cup, il boom dal 1979 con Europa vs Stati Uniti

La Ryder Cup è una piccola coppa dorata, donata da un commerciante di semi talmente appassionato da farsi seppellire con un bastone chiamato ferro 5. Ai vincitori tra Usa e Gran Bretagna promise un party a base di panini di pollo e champagne. Per la prima edizione del 1927 i britannici salparono sul transatlantico Aquitania, ma le presero dagli americani. Dal 1979 la Gran Bretagna è stata sostituita dall’Europa, e la popolarità della coppa è cresciuta a dismisura. Il Los Angeles Times scrisse: “È la guerra del golf, la nostra sporca dozzina contro la loro”.

La magia di Roma

Dopo otto anni d’attesa l’evento finalmente può partire, con un carico di campioni mai visto nel nostro Paese. È un’edizione speciale, in cui il mondo anglofono del golf si confronta con l’italianità, nel bene nel male. Sul campo svetta la torre millenaria del castello di Marco Simone. Alla prima ricognizione ha alzato lo sguardo e visto una sagoma conosciuta il capitano Usa, Zach Johnson, uno dei pochi ad aver battuto Tiger Woods nell’epoca d’oro, al Masters 2007. Cristiano fervente, Johnson ha stropicciato gli occhi, e capito che là in fondo c’era il cupolone di San Pietro: “Mi sono chiesto, ma quante miglia siamo lontani dal centro di Roma? Questo in America non lo puoi vedere”.

Leggi i commenti