La Ryder Cup riunisce i fratelli Molinari: vincendo nel 2010 divennero l’Italian Job
di Mattia ChiusanoEdoardo e Francesco Molinari con la Ryder Cup
(ansa)Tredici anni dopo si sono ritrovati, anche se non è la stessa cosa. Un conto è essere giocatori del team europeo di Ryder Cup, membri della dozzina di eletti che affronterà gli americani, un conto essere vicecapitani, assistenti del capitano Luke Donald. Ma nella vita bisogna saper fare i bilanci, e due persone sagge come i fratelli Molinari li hanno sicuramente fatti. Sono a bordo, entreranno nel vivo della prima Ryder Cup italiana che scoccherà il primo colpo alle 7.35 di venerdì mattina. In campo ci saranno, rappresenteranno l’Italia nel Team Europe. Francesco detto “Chicco”, laureato in economia aziendale, Edoardo detto “Dodo”, laureato in ingegneria. Torinesi, figli di dentisti.
Il mezzo punto decisivo per battere gli Usa
Tredici anni f…
Tredici anni dopo si sono ritrovati, anche se non è la stessa cosa. Un conto è essere giocatori del team europeo di Ryder Cup, membri della dozzina di eletti che affronterà gli americani, un conto essere vicecapitani, assistenti del capitano Luke Donald. Ma nella vita bisogna saper fare i bilanci, e due persone sagge come i fratelli Molinari li hanno sicuramente fatti. Sono a bordo, entreranno nel vivo della prima Ryder Cup italiana che scoccherà il primo colpo alle 7.35 di venerdì mattina. In campo ci saranno, rappresenteranno l’Italia nel Team Europe. Francesco detto “Chicco”, laureato in economia aziendale, Edoardo detto “Dodo”, laureato in ingegneria. Torinesi, figli di dentisti.
Il mezzo punto decisivo per battere gli Usa
Tredici anni fa divennero famosi nella coppa contesa tra Usa ed Europa: erano la prima coppia di fratelli giocatori dal 1963. “Italian job” scrivevano i tabloid. Raccontano che in quella edizione gallese, a Celtic Manor nel 2010, l’allora principe del Galles Carlo disse a un dirigente italiano: “Complimenti, avete fatto una seconda Cappella Sistina”. Un complimento ai The Molinaris che in quel momento scalavano appaiati i vertici mondiali. Vincendo insieme la Coppa del mondo in Cina nel novembre 2009, conquistando grazie a “Dodo” il Dunlop Phoenix, il torneo più ricco del Giappone, e lo Scottish Open, per poi essere inseriti nel Team Europe che vinse la coppa. Con il loro aiutino, uniti in un doppio che fermò gli americani impedendo la vittoria finale.
Edoardo e Francesco in ricognizione al Marco Simone Golf Club
Gli infortuni di Dodo e i trionfi di Chicco
Il tempo e gli infortuni hanno poi cambiato gli equilibri. Nel 2012 e 2013 Edoardo si è fatto male due volte alla mano sinistra, ha perso il posto nel circuito europeo, è dovuto ripartire dalle qualificazioni, ha messo su famiglia con la moglie Anna e le figlie Margherita e Camilla. Francesco invece è diventato londinese, scegliendo come base l’Inghilterra per crescere con la moglie Valentina i figli Tommaso ed Emma e spostarsi più facilmente tra America ed Europa. Fino a quando non è stato baciato dagli dei del golf, in un anno indimenticabile per lo sport azzurro: il 2018. La stagione più bella in cui è diventato il primo italiano a vincere un torneo Major, l’Open d’Inghilterra a Carnoustie, ascoltando Bohemian Rapsody dei Queen prima di entrare in campo; giocando una stagione sempre ad alto livello fino a vincere la Race To Dubai, l'ordine di merito che designa il miglior giocatore europeo; conquistando cinque punti su cinque alla Ryder Cup di Parigi, battendo sempre Tiger Woods e trascinando l’Europa alla vittoria. Un momento magico continuato l’anno dopo con il successo all’Arnold Palmer Invitational negli Usa, ma concluso con la vittoria sfiorata al Masters di Augusta, quasi uno shock dal quale – a livello di risultati – Francesco non si è più ripreso.
L’addio a Londra e alla California per tornare a Torino
Il golf vive su equilibri spesso fragili, quasi su fiammate, e quel che è capitato a Chicco è la storia anche di altri campioni. Poi c’è la vita che ti cambia, quindi la Londra multiculturale degli anni belli non è stata più così attraente e la famiglia Molinari è emigrata in California, per poi arrivare alla decisioni di tornare a casa, a Torino, quasi a chiudere un cerchio. Francesco quest’anno è stato quinto all’Abu Dhabi Championship, ma i risultati non sono stati sufficienti per maturare la convocazione. Il capitano Luke Donald l’ha voluto come vice, in una posizione già coperta da più di un anno dal fratello Edoardo. Rimasto sempre sul circuito, ma specializzato nel frattempo in statistica applicata al golf. Coi numeri studia le variabili di uno sport difficile da prevedere, una scienza che Donald apprezza. Ricongiungendo nella squadra di Ryder Cup due fratelli che nel 2010 erano diventati l’Italian Job.