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Ryder Cup giovani, due italiani trascinano l’Europa contro gli Usa: ma il loro futuro è a stelle e strisce

(afp)
Francesca Fiorellini e Giovanni Binaghi hanno incantato in attesa della sfida dei grandi. Il gol italiano si affida a loro, che però per studio e green andranno oltre oceano
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ROMA – “A tre anni giocavo in casa con bastone e palline di plastica che tiravo dappertutto, per la gioia di mia madre”. “Oggi sono venuti a vedermi zii e nipoti che non sanno nemmeno cosa sia il golf”. Due diciottenni, con tutta la vita davanti. Lei romana, lui milanese. Storie diverse, tra chi respira golf da quando è nato e chi ha parenti che hanno scoperto solo adesso cosa sia questo sport. Ma resteranno loro due, Francesca e Giovanni, gli unici in grado di vincere in casa nella prima Ryder Cup italiana. Non nella coppa assoluta che si accende tra oggi e domenica, ma nella versione baby, la Junior Ryder Cup che l’Europa ha dominato con 11 punti di vantaggio sugli Stati Uniti (20 ½-9 ½). Con due azzurri in squadra: Francesca Fiorellini e Giovanni Binaghi.

La gara era decisa da più di un’ora, al Marco Simone Golf and Country Club di Roma, quando Francesca è arrivata all’ultima buca e all’ultimo colpo in svantaggio con l’americana Kylie Chong: tutta la squadra europea già radunata attorno al green ha seguito la traiettoria della pallina partita da sette metri e mezzo, per imbucarsi permettendo il pareggio con l’avversaria Usa. Con una grande rimonta nella seconda parte del giro ha vinto pure Binaghi contro Jackson Byrd. Grande festa, e grande pubblico, perché erano già migliaia i tifosi, soprattutto americani, presenti sul percorso in attesa della tre giorni della Ryder Cup dei “grandi”.

Ma sembra che gli Usa non siano solo avversari, ma anche futuro per i due promettenti azzurri. Un futuro ancora lontano per Giovanni, figlio di un’autorità del golf italiano e internazionale: Alberto Binaghi, 14 stagioni sul Tour Europeo, oggi commissario tecnico della Nazionale dilettanti maschile dopo esser stato inserito nella lista dei 50 migliori maestri europei dalla nota rivista Golf Digest. Per questo il figlio era un pericolo pubblico in casa sin da piccolo, e presto ha capito che il suo destino era lo stesso del padre, “che mi stimolo, mi aiuta dalla mattina alla sera”. Il richiamo delle università americane si fa sempre più forte, anche se non verrà esaudito in tempi brevi. Con la rapidità che porterà invece Francesca Fiorellini la prossima estate alla Ucla di Los Angeles, una delle università più prestigiose del mondo. “Sono romano dell’Eur e romanista” dice, “ma non chiedetemi chi sia il mio giocatore preferito, non ne so abbastanza. È stato bellissimo vincere in casa, con un sostegno assurdo. Di fronte ai miei genitori Federico e Luisa, a zii e cugini che non mi avevano mai visto e non hanno idea di cosa sia il golf, credo che si siano divertiti vedendo questa atmosfera bellissima”. Se la Ryder Cup assoluta è riservata solo agli uomini, quella junior è invece mista, unendo ragazze e ragazzi nello stesso team: “Secondo me sarebbe molto divertente se lo facessero anche i campioni” guarda il mondo con occhi nuovi Francesca, in attesa di diventare grande, e possibilmente campionessa in un college americano.

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