ROMA – L’unica certezza è che sabato se ne saprà di più. Perché la prima brutta giornata degli Stati Uniti alla Ryder Cup potrebbe non avere solo risvolti tecnici. Potrebbe non essere solo colpa di “avversari formidabili”, come il capitano Usa Zach Johnson ha definito gli europei che conducono 6.5 a 1.5, né del cambio di fuso orario, del sole cocente italiano, del campo del Marco Simone Golf & Country Club designato per la gara più emozionante del golf. Per non parlare della tradizione negativa, che impedisce al Team stelle e strisce di vincere in Europa esattamente da trent’anni, e passando dall’era pre-Tiger Woods a quella attuale, inevitabilmente condiziona le teste. No, a frenare gli americani ci sarebbero problemi di salute: un virus di cui non sono precisi i contorni, un virus misterioso, ma descritto senza girarci troppo attorno da Johnson. “Ci sono state alcune cose impreviste che abbiamo dovuto affrontare in termini di salute, davvero un peccato” spiega il capitano. “Non è una scusa, perché abbiamo una squadra ampia (panchina lunga, si direbbe nel calcio, ndr), ma dirò solo che sono grato che abbiamo un medico di squadra”.
Rory McIlroy consola l'americano Xander Schauffele
(afp)
Johnson: “Stiamo combattendo all’interno del team”
Un medico, la salute: il quadro è quasi chiaro. Manca la diagnosi, ma qualcosa sta succedendo nel super team, un gruppo allargato che ha viaggiato dagli Stati Uniti fino a Fiumicino spesso con le famiglie al seguito. “Stiamo solo combattendo questo all’interno del team. È una cosa che si è diffusa un po', i caddie, i giocatori. È quello che è. Ma non è niente di più. I ragazzi combattono e giocano a prescindere. Voglio dire, non è qualcosa che ci appesantisce a causa delle alternative di cui disponiamo e delle molte opzioni che pensiamo di avere”. Ma al di là del tentativo di non trovare alibi, uno dei nemici più velenosi dei campioni, quando un capitano parla di “congestione” e di “energia probabilmente un po’ bassa”, qualcosa c’è. E si capisce anche nelle scelte dei giocatori mandati in campo, spesso difficili da spiegare con la logica per gli osservatori più attenti.
Ryder Cup, l’Europa domina: 5 punti di vantaggio sugli Usa. E Djokovic chiede i selfie coi giocatori
Le sorprendenti scelte degli americani
Per esempio la panchina di Jordan Spieth e Justin Thomas, la coppia americana più prolifica degli ultimi anni, nella disastrosa sessione mattutina (4-0 per l’Europa). Poi l’esclusione nella sessione pomeridiana di Patrick Cantlay, che costituisce una coppia dalle statistiche importanti con Xander Schauffele, andato in campo con Collin Morikawa e travolto subito da 5 buche consecutive vinte da Rory McIlroy e Matt Fitzpatrick. Anche Rickie Fowler e Brian Harman non hanno più messo piede in campo dopo aver giocato la mattina, e la notizia dei problemi in casa americana rende sfumati i confini tra scelta tecnica e salute. Forse decisivi, questi ultimi, nella scelta di non impiegare nei doppi di sabato mattina Fowler, Burns, Morikawa e Clark. Ma qualcosa di importante va riconosciuto: nessun problema di salute americano ha aiutato Jon Rahm, Viktor Hovland, Justin Rose, solo per fare qualche nome, a trovare colpi spettacolari, piazzati nella prima giornata come nella sceneggiatura scritta da un dio del golf. Visto che la Ryder Cup è sbarcata a Roma, viene spontaneo dire: date all’Europa quel che è dell’Europa.