Augusta - Dopo la rimonta del secondo turno, un altro giorno da leone ha proiettato Rory McIlroy in testa al Masters. 66 colpi venerdì, 66 il sabato e alle sue spalle, inevitabilmente, s’è fatto il vuoto. Due consecutivi 66 al Masters sono materiale per il libro dei record su questo campo che non lesina le insidie. Arrampicatosi a -12, il nordirlandese ha due colpi di vantaggio sul rivale più annunciato, Bryson DeChambeau che, partito per ultimo con Justin Rose, leader per due giri ma scivolato al quinto posto dopo un deludente 75 (+3) è riuscito solo in parte ad arginarne l’autentico strapotere, grazie soprattutto a tre birdie sulle ultime 4 buche.
A 4 colpi c’è il sempre più sorprendente canadese Corey Conners: all’insegna della regolarità (68-70-70 i suoi score) tiene in vita il sogno, difficile ma statisticamente non proibito, del primo successo in un Major. Seguono, distanziati di altre due lunghezze, Patrick Reed, campione Masters 2018, e l’astro nascente Aberg, 25enne svedese che l’anno scorso qui al suo debutto arrivò subito secondo.
Rory, un avvio straordinario
L’avvio di giornata di McIlroy è stato talmente imperioso da indurre i colleghi anglo-americani a rispolverare l’arrotato gioco di parole dedicatogli nei giorni dei suoi 4 successi-Slam, lontani ormai 11 anni: “Roaring Rory” scrivevano all’epoca e cioè “Il ruggito di Rory” (o, se preferite, “Il ruggente Rory”). Il tempo di mettersi sulle sue tracce e, in appena 5 buche, con tre birdie e un eagle imbucato da fuori green alla 2, aveva già guadagnato 5 colpi sul par, staccando in classifica chiunque, compresi quelli che gli erano davanti. Un appannamento a metà giro, con due bogey alla 8 e alla 10 sembravano destinati a ricacciarlo nel gruppo ma un birdie e un altro eagle nei par 5 di ritorno lo hanno rimesso in orbita. Soltanto l’altrettanto autorevole finale di DeChambeau ha limitato il suo vantaggio lasciando intatta l’incertezza sull’esito finale.
Un’altra sfida con DeChambeau
Nessuno dei primi 5, raccolti nello spazio di 6 colpí può sentirsi escluso, ma è chiaro che il mezzogiorno d fuoco della domenica riguarderà soprattutto i primi due che, insieme, partiranno per ultimi. Si ripropone il duello all’ultimo colpo dell’US Open 2024, quando soltanto due cortissimi putt clamorosamente sbagliati da McIlroy consegnarono per un solo colpo la vittoria all’americano, protagonista, peraltro, di un fantastico giro finale. Nella testa di Rory ronzerà per tutte le ultime ore di vigilia il ricordo di quei 4 colpi di vantaggio gettati al vento qui nel 2011. Quattro, e non due come stavolta, che non bastarono a consegnargli la vittoria in questo che rimane l’unico torneo Major a essergli sfuggito. Per il gioco espresso stavolta in tutto il torneo e pur tenendo in grandissima considerazione le straordinarie qualità di DeChambeau sarà forse quello, il ricordo dell’inaudito naufragio di 14 anni fa, il nemico più insidioso da combattere.