MISANO - Il boato stavolta non c'è stato solo in pista, ma in tutta Misano: quando Rossi ha passato Marquez e quando poi dopo 10 giri di sorpassi e controsorpassi il campione del mondo è scivolato via. Lì, di fatto, è iniziata la festa. La festa per una vittoria bellissima di Valentino Rossi che segna il suo ritorno sul tetto del mondo.
LA CRONACA DELLA GARA
E già perché è vero che Marquez è scivolato via, ma è anche vero che Rossi ha corso come se fosse in qualifica, senza sbagliare nulla e imponendo un ritmo pazzesco alla gara. Un ritmo che ha prima lasciato di stucco il suo compagno di squadra Porfuera (se l'è visto andar via insieme a Marquez) e poi lo stesso campione del mondo che dopo una serie infinita di sorpassi e controsorpassi si è dovuto incollare al codone della M1 per cercare di tenere il suo ritmo. E lì, l'errore: Marc ha "perso l'anteriore", è rimasto incollato alla moto, ha cercato di tenerla in piedi ma nulla, non ce l'ha fatta. Poi la beffa: la moto si spegne e non c'è verso di farla ripartire, neanche con l'aiuto dei commissari di percorso. Quando il motore finalmente si accende, ormai è tardi, tardissimo e alla fine Marquez sarà solo 15esimo al traguardo.
Terzo Dani Pedrosa, che si avvicina con il suo risultato a Marquez in classifica iridata. Benissimo i due della Ducati, che sono riusciti a finire a ridosso del podio. Andrea Dovizioso è quarto, mentre Andrea Iannone ha finito quinto.
La vittoria di oggi insomma chiude la bocca a tutti quelli che consideravano Rossi finito. A tutti quelli che lo chiamavano Ladygaga46, pollettogiallo, VaLentino, ecc. ecc.: Valentino è sempre il ragazzino e - soprattutto - il campione che tutti abbiamo conoscito.
Rossi in ogni caso è andato forte, fortissimo, per tutto il week end il motivo lo ha spiegato lui stesso quando - commosso - si è sfilato il casco: "La Yamaha oggi era più veloce della Honda". E Valentino è stato il miglior interprete di questa moto straordinaria che - almeno per una volta - è riuscita a battere la stratosferica Honda.
Per Rossi quella di oggi è l'ottantunesima vittoria nella top class, la 107/a nella carriera, la decima su un tracciato italiano. Numeri, inutile dirlo, da leggenda. E questo ovviamente ha un riflesso anche sulla classifica iridata: Marc Marquez rimane ancora in vetta a quota 289 punti, con Dani Pedrosa a soli 74 punti di distacco (215). Allo spagnolo della Honda si riavvicina Rossi che è ora a quota 214. Il campionato "post Marquez" è insomma apertissimo.
Ordine d'arrivo
1. Valentino Rossi (Italy) Yamaha
2. Jorge Lorenzo (Spain) Yamaha
3. Dani Pedrosa (Spain) Honda
4. Andrea Dovizioso (Italy) Ducati
5. Andrea Iannone (Italy) Ducati
6. Pol Espargaro (Spain) Yamaha
7. Bradley Smith (Britain) Yamaha
8. Alvaro Bautista (Spain) Honda
9. Cal Crutchlow (Britain) Ducati
10. Yonny Hernandez (Colombia) Ducati
11. Karel Abraham (Czech Republic) Honda
12. Hiroshi Aoyama (Japan) Honda
13. Scott Redding (Britain) Honda
14. Alex de Angelis (San Marino) Yamaha
15. Marc Marquez (Spain) Honda
LA CRONACA DELLA GARA
E già perché è vero che Marquez è scivolato via, ma è anche vero che Rossi ha corso come se fosse in qualifica, senza sbagliare nulla e imponendo un ritmo pazzesco alla gara. Un ritmo che ha prima lasciato di stucco il suo compagno di squadra Porfuera (se l'è visto andar via insieme a Marquez) e poi lo stesso campione del mondo che dopo una serie infinita di sorpassi e controsorpassi si è dovuto incollare al codone della M1 per cercare di tenere il suo ritmo. E lì, l'errore: Marc ha "perso l'anteriore", è rimasto incollato alla moto, ha cercato di tenerla in piedi ma nulla, non ce l'ha fatta. Poi la beffa: la moto si spegne e non c'è verso di farla ripartire, neanche con l'aiuto dei commissari di percorso. Quando il motore finalmente si accende, ormai è tardi, tardissimo e alla fine Marquez sarà solo 15esimo al traguardo.
Terzo Dani Pedrosa, che si avvicina con il suo risultato a Marquez in classifica iridata. Benissimo i due della Ducati, che sono riusciti a finire a ridosso del podio. Andrea Dovizioso è quarto, mentre Andrea Iannone ha finito quinto.
La vittoria di oggi insomma chiude la bocca a tutti quelli che consideravano Rossi finito. A tutti quelli che lo chiamavano Ladygaga46, pollettogiallo, VaLentino, ecc. ecc.: Valentino è sempre il ragazzino e - soprattutto - il campione che tutti abbiamo conoscito.
Rossi in ogni caso è andato forte, fortissimo, per tutto il week end il motivo lo ha spiegato lui stesso quando - commosso - si è sfilato il casco: "La Yamaha oggi era più veloce della Honda". E Valentino è stato il miglior interprete di questa moto straordinaria che - almeno per una volta - è riuscita a battere la stratosferica Honda.
Per Rossi quella di oggi è l'ottantunesima vittoria nella top class, la 107/a nella carriera, la decima su un tracciato italiano. Numeri, inutile dirlo, da leggenda. E questo ovviamente ha un riflesso anche sulla classifica iridata: Marc Marquez rimane ancora in vetta a quota 289 punti, con Dani Pedrosa a soli 74 punti di distacco (215). Allo spagnolo della Honda si riavvicina Rossi che è ora a quota 214. Il campionato "post Marquez" è insomma apertissimo.
Ordine d'arrivo
1. Valentino Rossi (Italy) Yamaha
2. Jorge Lorenzo (Spain) Yamaha
3. Dani Pedrosa (Spain) Honda
4. Andrea Dovizioso (Italy) Ducati
5. Andrea Iannone (Italy) Ducati
6. Pol Espargaro (Spain) Yamaha
7. Bradley Smith (Britain) Yamaha
8. Alvaro Bautista (Spain) Honda
9. Cal Crutchlow (Britain) Ducati
10. Yonny Hernandez (Colombia) Ducati
11. Karel Abraham (Czech Republic) Honda
12. Hiroshi Aoyama (Japan) Honda
13. Scott Redding (Britain) Honda
14. Alex de Angelis (San Marino) Yamaha
15. Marc Marquez (Spain) Honda