FIRENZE - Il Rinascimento italiano della MotoGp passa anche attraverso un team toscano ardito e ambizioso come il Pramac Racing. Che vuole continuare a stupire, dopo le gran belle prove di Iannone dell'anno passato, e allora affida le due Ducati Desmosedici ad una agguerrita coppia di piloti: Danilo Petrucci, ventiquattrenne di Terni; Yonny Hernandez, colombiano di Medellin, 26 anni.
Un 'laboratorio' della Rossa - La squadra di Paolo Campinoti ha presentato la nuova stagione in uno scenario insolito e prestigioso (le cantine Cecchi, uno degli sponsor, a Castellina in Chianti) alla presenza di Gigi Dall'Igna e Paolo Ciabatti, direttore generale e sportivo della Rossa. Perché tra Pramac e l'azienda di Borgo Panigale sarà una collaborazione strettissima, come i due ingegneri hanno confermato: "Per noi è una grande opportunità di fare sviluppo. Molte delle cose che stiamo preparando saranno testate dalla Pramac", parola di Dall'Igna.
Petrucci e quei 7 chili - Danilo Petrucci (numero 9) correrà con la Desmosedici Gp14.1, ovvero la versione che era di Cal Crutchlow, e che verrà in continuazione aggiornata. "Per me è come essere all'esordio della carriera, anche se in realtà questo sarà il quarto anno in MotoGp. Sono un debuttante alla scoperta del suo vero potenziale". I test in Malesia sono stati impressionanti. "Rispetto a qualche mese fa ho limato di 3 secondi e 3 decimi il tempo sul giro. E' vero che ho perso 7 chili di peso e ce l'ho messa tutta, ma penso sia soprattutto merito della moto". Racconta di un gran lavoro fatto sull'elettronica, di una squadra affiatata ed entusiasta. E confessa che è sempre stato molto vicino alla Ducati. "L'avevo già provata dopo il Mugello, nel 2012. Ma quella era una moto troppo difficile". Pensare che la stagione scorsa voleva mollare tutto per andare ad aprire un bar in qualche spiaggia lontana. "Ora chiedo solo un po' di pazienza. Inutile fare previsioni: diciamo tra l'ottavo e il quindicesimo posto, siamo tutti lì in 4 decimi. I primi 8 hanno un passo superiore, i primi 4 vanno ancora più forte e il primo - Marquez - è di un altro pianeta".
Molto fiducioso pure il colombiano Hernandez, che col numero 68 avrà a disposizione la Desmosedici Gp14.2 che era di Iannone: "Punto ad entrare nei top ten".
Campinoti: "Un miracolo italiano" - Per Paolo Campinoti, patron della Pramac "questa è la quattordicesima stagione, e ad ogni avventura nuova riusciamo a fare meglio: un piccolo miracolo italiano, avere a fianco la Ducati è un modo per crescere entrambi". Quelli della Rossa l'hanno definito un 'factory support team', Paolo Ciabatti ha ricordato che il software factory Ducati sarà adottato da entrambe le squadre. Francesco Guidotti, team manager, ha sottolineato che il 'laboratoriò Pramac-Ducati ha "grandi aspettative per il 2015, anche se non sarà facile: tutte le squadre si stanno rinforzando".
Un 'laboratorio' della Rossa - La squadra di Paolo Campinoti ha presentato la nuova stagione in uno scenario insolito e prestigioso (le cantine Cecchi, uno degli sponsor, a Castellina in Chianti) alla presenza di Gigi Dall'Igna e Paolo Ciabatti, direttore generale e sportivo della Rossa. Perché tra Pramac e l'azienda di Borgo Panigale sarà una collaborazione strettissima, come i due ingegneri hanno confermato: "Per noi è una grande opportunità di fare sviluppo. Molte delle cose che stiamo preparando saranno testate dalla Pramac", parola di Dall'Igna.
Petrucci e quei 7 chili - Danilo Petrucci (numero 9) correrà con la Desmosedici Gp14.1, ovvero la versione che era di Cal Crutchlow, e che verrà in continuazione aggiornata. "Per me è come essere all'esordio della carriera, anche se in realtà questo sarà il quarto anno in MotoGp. Sono un debuttante alla scoperta del suo vero potenziale". I test in Malesia sono stati impressionanti. "Rispetto a qualche mese fa ho limato di 3 secondi e 3 decimi il tempo sul giro. E' vero che ho perso 7 chili di peso e ce l'ho messa tutta, ma penso sia soprattutto merito della moto". Racconta di un gran lavoro fatto sull'elettronica, di una squadra affiatata ed entusiasta. E confessa che è sempre stato molto vicino alla Ducati. "L'avevo già provata dopo il Mugello, nel 2012. Ma quella era una moto troppo difficile". Pensare che la stagione scorsa voleva mollare tutto per andare ad aprire un bar in qualche spiaggia lontana. "Ora chiedo solo un po' di pazienza. Inutile fare previsioni: diciamo tra l'ottavo e il quindicesimo posto, siamo tutti lì in 4 decimi. I primi 8 hanno un passo superiore, i primi 4 vanno ancora più forte e il primo - Marquez - è di un altro pianeta".
Molto fiducioso pure il colombiano Hernandez, che col numero 68 avrà a disposizione la Desmosedici Gp14.2 che era di Iannone: "Punto ad entrare nei top ten".
Campinoti: "Un miracolo italiano" - Per Paolo Campinoti, patron della Pramac "questa è la quattordicesima stagione, e ad ogni avventura nuova riusciamo a fare meglio: un piccolo miracolo italiano, avere a fianco la Ducati è un modo per crescere entrambi". Quelli della Rossa l'hanno definito un 'factory support team', Paolo Ciabatti ha ricordato che il software factory Ducati sarà adottato da entrambe le squadre. Francesco Guidotti, team manager, ha sottolineato che il 'laboratoriò Pramac-Ducati ha "grandi aspettative per il 2015, anche se non sarà facile: tutte le squadre si stanno rinforzando".