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Mondiale al via dal Qatar, non solo Marquez-Rossi: "E' il mondiale più equilibrato di sempre"

I Magnifici Quattro sono diventati sei. Oltre al campione del mondo e Valentino, Lorenzo e Pedrosa, anche i due della Ducati Gp15 (Dovizioso e Iannone) possono aspirare al ruolo di grande sorpresa. Attesa anche per il grande ritorno di Aprilia e Suzuki

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DOHA -  I Magnifici Quattro sono diventati 6. La MotoGp riparte oggi con la prima giornata di libere (ore 17.55, diretta Sky Sport) e un favorito d'obbligo, Márquez, più i 3 rivali di sempre: la coppia Yamaha  -  Valentino, Lorenzo  -  insieme all'altro pilota Honda, Pedrosa. Ma le Ducati Gp15 di Dovizioso e Iannone promettono di essere la grande sorpresa d'una stagione che esordisce domenica nella notte calda di Losail, Qatar, primo di 18 gran premi (ultimo appuntamento a Valencia, in novembre). "Tutti possono vincere, è il mondiale più equilibrato di sempre", confessa il campione uscente. Le tre gare iniziali - a metà aprile si corre in Texas, una settimana dopo nel nord dell'Argentina - saranno con ogni probabilità decisive: lo scorso anno Marc, il Piccolo Diavolo catalano, prese subito il largo e la rimonta finale del Dottore fu inutile. "Se non lo facciamo scappare, nella seconda parte del campionato può succedere di tutto", conferma Rossi.

Márquez, l'Imperatore. Il Bimbo Marc si è fatto uomo: a 22 anni ha l'esperienza di Matusalemme e ancora grandi margini di miglioramento, giurano gli esperti. Marco Melandri, uno che è appena rientrato nel Circo ma di piloti se ne intende, dice di "non aver mai visto niente di simile: un marziano". Grandi tempi nei test malesi, bene anche in Qatar. Ma la superiorità della Honda non è più così sfacciata, e chissà se la buona sorte continuerà ad essere dalla parte del fuoriclasse di Cervera. Che non ha paura, figurarsi: "Ducati ha fatto grandi passi avanti, con Valentino è sempre battaglia, gli altri sono migliorati: lottare in gruppo è meglio, ti costringe a dare il 100%".

Lorenzo, il ritorno. Il maiorchino lo scorso anno ha sbagliato la preparazione invernale. Questa volta no. A gennaio era già fisicamente in forma smagliante, senza un filo di grasso. "Non mi sentivo così dalla mia stagione d'esordio in MotoGp, nel 2008". Continua a litigare con le gomme, deve mettere a posto qualcosa nell'assetto, ma ha una gran voglia di rivincita: la Yamaha a Sepang è andata alla grande, meno bene invece a Losail (forse è solo colpa del poco grip della pista). Jorge sarà subito protagonista. "Voglio essere veloce fin dalle libere".

L'infinito Valentino. Ha firmato ancora per due anni con la Yamaha, però la stagione decisiva è questa e lui lo sa benissimo. In inverno si è allenato e divertito a Tavullia, alternando durissime sedute in palestra - un gran lavoro sulla resistenza - a lunghe corse sul percorso del Ranch con i ragazzi dell'Academy. Continua ad avere qualche problema in più di messa a punto rispetto al compagno di squadra, però non è lontano dai due spagnoli. E se ricomincia come ha finito la scorsa stagione, a 36 anni può lottare ancora per il titolo. "La prima gara dell'anno è come il primo giorno di scuola: solo io sono 20 anni che corro, ormai è come andare all'università".

Le Rosse con le ali. La Creatura di Gigi Dall'Igna è già storia prima ancora del gran premio d'esordio: più piccola e compatta, con due piccole ali sulle carene, la Desmosedici Gp15 Ducati ha cominciato benissimo nelle prove malesi e ha entusiasmato a Losail. La gomma morbida darà un vantaggio in più nelle prove. Le giapponesi sono vicinissime. Andrea Dovizioso e Andrea Iannone sono diversi (uno glaciale, l'altro furibondo) ma complementari. E affamati. Una coppia destinata a fare sognare. Dovi: "La moto è più equilibrata, meno estrema. Abbiamo ancora ampi margini di miglioramento". Iannone: "Marquez non mi fa paura, l'ho già battuto in passato".

Dove eravamo rimasti? Rieccole: Aprilia e Suzuki, due storici marchi, tornano nella classe "regina". L'azienda di Noale ha anticipato di un anno i programmi perché vuole subito fare esperienza: i primi riscontri non sono esaltanti, soprattutto fa penare il poco entusiasmo di Melandri. Ma da metà stagione potrebbe progredire. Molto meglio i giapponesi di Hamamatsu, con due piloti aggressivi (Aleix Espargaro, Vinales) che già dall'inizio potrebbero tranquillamente impensierire i migliori.

Ezpeleta, l'insaziabile. Don Carmelo, padre-padrone della Dorna, fa il bilancio di un motomondiale che non sembra conoscere crisi e guarda al futuro prossimo con nuove certezze: "Nel 2017 ci saranno 6 case con 12 piloti ufficiali (Honda, Yamaha, Ducati, Suzuki, Aprilia e Ktm) più altrettanti team satellite, per un totale di 24 moto tra ufficiali e satellite. Basta con le open".
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