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Mugello, vecchi e nuovi campioni del 'Vivaio Azzurro'

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MUGELLO - In principio fu Fausto Gresini. Poi Luca Cadalora, Max Biaggi. Ezio Gianola, Pierfrancesco Chili, Lucio Cecchinello. I rimpianti Andrea Antonelli, Doriano Romboni. E Michele Pirro, Danilo Petrucci, Romano Fenati, gli altri giovanissimi della Moto3. Sono 30 anni che il San Carlo Team Italia scopre e plasma i talenti del motociclismo italiano: una storia che continua e non a caso è stata celebrata stamani al Mugello - dove tutto è cominciato, nel 1985  -  con la premiazione dei campioni di ieri e di oggi del 'vivaio' azzurro.

Tre titoli mondiali, 18 europei e 17 italiani: se siamo ai vertici di questo sport è anche e forse soprattutto grazie all'impegno della Fmi e al suo piano di formazione dei piloti, che comincia dalle mini-moto e arriva fino al mondiale. Il primo riconoscimento è arrivato da Carmelo Ezpeleta, il gran capo della Dorna, che ha ricordato come "altre nazioni abbiano cercato di copiare il progetto della Federazione italiana, senza riuscirci. Non è un caso, se nel motomondiale ci sono tantissimi italiani di livello".

Paolo Sesti, il presidente, ha ricordato che nel 2008 la Fmi ha ripreso a gestire direttamente il settore velocità e i risultati sono arrivati: "Allora nella vecchia Moto3, la 125, non c'erano praticamente più piloti italiani: adesso sono 9, e molti di loro sono passati per il Team Italia". Gente come Fenati, adesso allo Sky Team Vr46 di Valentino, e Niccolò Antonelli, Francesco Bagnaia, Andrea Locatelli, Alessandro Tonucci, Matteo Ferrari, Stefano Manzi. Insieme a tanti altri campioni, e a quelli che verranno presto.
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