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MotoGp, Rossi e la missione mondiale: ''Sarà battaglia fino alla fine''

Il successo ad Assen ha consentito a Valentino di allungare su Lorenzo nella corsa al titolo. Tra due settimane si corre in Germania: ''Un'altra sfida tostissima'' dice il Dottore che non teme una possibile alleanza tutta spagnola per mettergli i bastoni tra le ruote

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ASSEN (Olanda) - Stamani Valentino è di nuovo il sella alla M1, ma niente paura: Marquez è tornato a Cervera. Rossi riapre il gas però lo fa come ospite d'onore del Festival of Speed di Goodwood. Ieri sera il pesarese è volato in Inghilterra per partecipare al ricevimento organizzato da Lord March, figlio del decimo duca di Richmond e presidente dell'Automobile Racing club britannico. Oggi si esibisce in pista. "Spero mi facciano guidare anche un paio di auto d'epoca", dice il Dottore. Che si concede un giorno ancora di riposo, poi di nuovo a Tavullia preparare la prossima gara. "Tra due settimane c'è il Sachsenring, in Germania. Sarà un'altra battaglia". Parole sante. Marc Marquez gli ha dichiarato ufficialmente guerra e lo aspetta all'ultimo tornante dell'ultimo giro. Anche Jorge Lorenzo aspetta: che i due rivali si battano all'ultimo sangue, poi al sopravvissuto ci penserà lui. Inutile chiedergli chi ha sbagliato ieri pomeriggio: Marc con quell'entrata assurda o Vale che avrebbe dovuto lasciarlo passare? "Non ho opinioni, non mi interessa. Però una cosa la dico: se fossero caduti tutti e due mi avrebbero fatto un bel favore", ghigna cinico il maiorchino. E qualcuno arriva addirittura a ipotizzare una prossima alleanza tra gli iberici della (ex) Invicible Armada: Marquez e Lorenzo quasi amici, l'importante è disinnescare il formidabile Dottore. Poi ci sarà tempo per regolare i conti i conti in Spagna.
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"Ma Agostini è il più grande" - Tre vittorie nella stagione, 111 successi totali, il decimo titolo che si avvicina. Valentino il più grande, anche di Agostini? "Andiamoci piano con i paragoni. Ché poi io sto ancora correndo, quindi non si può fare una vera classifica. Giacomo ha vinto tanto. Ci tiene molto ai suoi titoli, ai numeri. Ed è giusto che il primo posto sia il suo". Però quello era un altro motociclismo. "In 20 anni di carriera anche il mio motociclismo è cambiato. I piloti sono diventati atleti incredibili. Mica come quando potevi fare tardi la sera e berti qualche birra, ma vincevi lo stesso. Le gare le gestivi: lottavi solo alla fine. Oggi si fanno tempi da record al primo giro e serve un passo pazzesco fino all'ultimo". La gara di Assen lo ha confermato. "E' stato un gran premio perfetto. Ho cominciato subito bene giovedì, ho fatto la pole il giorno dopo, sono partito in testa e ho dato tutto dal primo tornante. Eppure, Marquez mi era sempre incollato dietro. Però questa vittoria vale doppio, perché quando sei vicino alla perfezione devi ottenere il massimo. Arriveranno giorni difficili, in cui mi dovrò accontentare di un piazzamento". Come ha fatto ieri Lorenzo. "Lui a mio parere rimane l'avversario più pericoloso. Quando è in forma diventa particolarmente 'rognoso'. Però in Olanda ha avuto qualche problemino. Ci voleva, dopo 4 vittorie consecutive non ne potevo più".
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"Con Marquez sempre guai" - Rossi sorride, giura di non essere mai stato così in forma. E la Yamaha domina: 7 vittorie in 8 gran premi. "Ma attenzione, perché Marquez ha dimostrato di essere tornato competitivo. Meno male che in classifica è parecchio lontano (74 punti dal pesarese, ndr), altrimenti sarebbero stati guai grossi. E comunque non siamo nemmeno a metà del campionato. Non è ancora fuori dalla corsa per il titolo". Il Piccolo Imperatore ha rispolverato il vecchio telaio, quello del 2014: e la Honda ha ripreso a macinare terreno. Il distacco dai cugini di Iwata è ancora abissale, però nel frattempo i giapponesi hanno superato nella classifica costruttori la Ducati, che vive un momento complicato. Iannone ha fatto meraviglie, dimostrando di essere molto cresciuto dal punto di vista caratteriale: il quarto posto di Assen gli permette di restare saldamente terzo nel ranking. Male invece Dovizioso, che ha infilato una serie di gare da dimenticare e ieri è stato superato anche dal sempre più convincente Petrucci con la Ducati versione Pramac.

In Germania sarà guerra - La svolta per il Dottore è arrivata a Barcellona, due settimane fa: "Quel giorno abbiamo trovato un buon setting, e continuando su quella linea sono arrivati nuovi progressi. Poi in Aragona il test col nuovo telaio è andato benissimo. Mi permette di guidare in maniera più agile, come piace a me". Ma non è finita. Anzi. "Il fatto è che ogni circuito ha le sue caratteristiche, e devi adattare la moto". Allora il Sachsenring dovrebbe favorire Valentino, che in passato ci ha vinto 4 volte. Lorenzo, mai. "Vedremo. Non dimenticatevi di Marquez, quello me l'ha giurata!", sorride il pesarese. Vero. Il campione uscente ha perso la serenità, ieri ha costretto il rivale a rivedere a lungo il filmato di quell'ultimo giro. E non ha per niente digerito la sconfitta. "Sono il vincitore morale. Da Valentino c'è sempre da imparare, ma ora basta", ringhia. E pare proprio una minaccia. "Ti aspetto in Germania", risponde secco il Dottore.
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