MILANO - Il terzo posto di Assen, arrivato dopo un filotto entusiasmante di quattro vittorie consecutive, non ha tolto il sorriso a Jorge Lorenzo, ma ha semplicemente rafforzato un concetto chiaro nella testa del pilota spagnolo: non sarà facile vincere questo mondiale. "I miei rivali sono molto forti", ripete il campione di Palma de Maiorca a Milano per il lancio della nuova campagna pubblicitaria del suo sponsor Sector. Adesso Valentino Rossi è primo in classifica con 10 punti di vantaggio sul compagno della Yamaha.
Lorenzo, ad Assen era naturale frenare dopo quattro vittorie consecutive?
"No. Il fatto è che me la devo vedere con una concorrenza agguerrita. Non posso sempre vincere io. E' un Mondiale apertissimo. Siamo in otto che possiamo lottare per le posizioni di vertice in ogni Gp. E qualche pilota non si è ancora messo in mostra, ma è molto bravo. Attenzione, ad esempio, ai piloti Suzuki, in particolare a Maverick Viñales".
In Italia tutti parlano della volata tra Rossi e Marquez in Olanda. Come giudica l'episodio?
"Non penso che Valentino sarebbe andato dritto tagliando la curva se Marquez non l'avesse toccato".
Rossi l'ha definita l'avversario più "rognoso" da affrontare. Le fa piacere?
"Vuol dire che sono "tosto"? Allora va bene. E io come definirei Valentino? Alto e simpatico - sorride - scherzi a parte, quello che ha detto Rossi dimostra che adesso c'è più rispetto".
Allora andate più d'accordo dopo qualche frizione negli anni scorsi?
"E' sempre difficile usare questi concetti in uno sport individuale come il motociclismo nel quale ognuno corre per sé. Ma indubbiamente il nostro rapporto è cambiato. Durante la prima avventura insieme in Yamaha era difficile condividere il team con Valentino. Forse non mi accettava del tutto perché io ero giovane. Invece adesso mi vede in un altro modo. Ho dimostrato di essere un buon pilota e anche Valentino ne ha preso atto. Così tutto diventa più facile. Però resta difficilissimo batterlo. E abbiamo la fortuna-sfortuna di guidare la stessa moto. Così chi perde non ha scuse".
Per lei è una stagione altalenante: inizio difficile, poi quattro vittorie e nuova frenata in Olanda. Perché?
"Ogni cosa ha la sua spiegazione. In Qatar ho avuto un problema al casco, negli Stati Uniti mi ha danneggiato la bronchite. E le nuove gomme Brixton non aiutano chi ha una guida pulita come la mia. Ma, quando non ho avuto inconvenienti, sono andato bene. Ad Assen Valentino e Marquez sono semplicemente stati più veloci di me".
Il prossimo Gp al Sachsenring può servire ad avvicinare Rossi in classifica?
"In teoria no perché non sono mai andato benissimo su quella pista. Però non si sa mai. Fino all'anno scorso non avevo mai vinto ad Aragon, invece a settembre sono riuscito a sfatare il tabù".
La vittoria finale in un Mondiale le manca dal 2012. Il digiuno la spinge a volere fortemente questo campionato? Altrimenti per lei sarebbe l'astinenza iridata più lunga dal 2006.
"Non è una cosa a cui penso con insistenza. Voglio sempre vincere il Mondiale. Ma sono fiero di una cosa pensando alla mia carriera. Escludendo l'anno scorso, è dal 2009 che vinco il Mondiale o arrivo 2°. Credo che sia una grande dimostrazione di regolarità. Poi non so come andrà a finire questa annata perché, lo ripeto, i miei rivali sono i migliori del mondo".
Vorrebbe chiudere la carriera alla Yamaha?
"Sì , mi piacerebbe perché questo team è una vera famiglia. E non è da tutti poter correre quasi tutta la carriera con la stessa moto, come mi succede dal 2008. Di solito i piloti cambiano molto di più. La mia idea è questa. Mi trovo benissimo. Poi nello sport non si sa mai, vale per le moto, le auto e il calcio".
A proposito di pallone, il "suo" Barcellona sta pressando la Juventus per avere Pogba. Lo vorrebbe in blaugrana?
"Non lo so. E' forte, ma credo che costi molto. E il Barcellona ha già tanti bravi calciatori. Chi deve fare il mercato valuterà se vale la pena spendere così tanti soldi per un giocatore. E' una scommessa. Anche se è bravo bisogna stare attenti a pagare tanto un campione".
Approfitterà della visita in Italia per fare un altro giro in motocross al circuito del Ciglione vicino Malpensa?
"No, basta motocross. E' troppo pericoloso per i salti. Meglio lasciare stare".
A quale supereroe si paragonerebbe?
"Non lo, sono umano, non ho super-poteri. Devo solo cercare di andare forte in moto. Però, se devo fare un nome, dico Thor perché ha il martello. Anch'io sono un po' un martello. Ma sono meno muscoloso".
Lorenzo, ad Assen era naturale frenare dopo quattro vittorie consecutive?
"No. Il fatto è che me la devo vedere con una concorrenza agguerrita. Non posso sempre vincere io. E' un Mondiale apertissimo. Siamo in otto che possiamo lottare per le posizioni di vertice in ogni Gp. E qualche pilota non si è ancora messo in mostra, ma è molto bravo. Attenzione, ad esempio, ai piloti Suzuki, in particolare a Maverick Viñales".
In Italia tutti parlano della volata tra Rossi e Marquez in Olanda. Come giudica l'episodio?
"Non penso che Valentino sarebbe andato dritto tagliando la curva se Marquez non l'avesse toccato".
Rossi l'ha definita l'avversario più "rognoso" da affrontare. Le fa piacere?
"Vuol dire che sono "tosto"? Allora va bene. E io come definirei Valentino? Alto e simpatico - sorride - scherzi a parte, quello che ha detto Rossi dimostra che adesso c'è più rispetto".
Allora andate più d'accordo dopo qualche frizione negli anni scorsi?
"E' sempre difficile usare questi concetti in uno sport individuale come il motociclismo nel quale ognuno corre per sé. Ma indubbiamente il nostro rapporto è cambiato. Durante la prima avventura insieme in Yamaha era difficile condividere il team con Valentino. Forse non mi accettava del tutto perché io ero giovane. Invece adesso mi vede in un altro modo. Ho dimostrato di essere un buon pilota e anche Valentino ne ha preso atto. Così tutto diventa più facile. Però resta difficilissimo batterlo. E abbiamo la fortuna-sfortuna di guidare la stessa moto. Così chi perde non ha scuse".
Per lei è una stagione altalenante: inizio difficile, poi quattro vittorie e nuova frenata in Olanda. Perché?
"Ogni cosa ha la sua spiegazione. In Qatar ho avuto un problema al casco, negli Stati Uniti mi ha danneggiato la bronchite. E le nuove gomme Brixton non aiutano chi ha una guida pulita come la mia. Ma, quando non ho avuto inconvenienti, sono andato bene. Ad Assen Valentino e Marquez sono semplicemente stati più veloci di me".
Il prossimo Gp al Sachsenring può servire ad avvicinare Rossi in classifica?
"In teoria no perché non sono mai andato benissimo su quella pista. Però non si sa mai. Fino all'anno scorso non avevo mai vinto ad Aragon, invece a settembre sono riuscito a sfatare il tabù".
La vittoria finale in un Mondiale le manca dal 2012. Il digiuno la spinge a volere fortemente questo campionato? Altrimenti per lei sarebbe l'astinenza iridata più lunga dal 2006.
"Non è una cosa a cui penso con insistenza. Voglio sempre vincere il Mondiale. Ma sono fiero di una cosa pensando alla mia carriera. Escludendo l'anno scorso, è dal 2009 che vinco il Mondiale o arrivo 2°. Credo che sia una grande dimostrazione di regolarità. Poi non so come andrà a finire questa annata perché, lo ripeto, i miei rivali sono i migliori del mondo".
Vorrebbe chiudere la carriera alla Yamaha?
"Sì , mi piacerebbe perché questo team è una vera famiglia. E non è da tutti poter correre quasi tutta la carriera con la stessa moto, come mi succede dal 2008. Di solito i piloti cambiano molto di più. La mia idea è questa. Mi trovo benissimo. Poi nello sport non si sa mai, vale per le moto, le auto e il calcio".
A proposito di pallone, il "suo" Barcellona sta pressando la Juventus per avere Pogba. Lo vorrebbe in blaugrana?
"Non lo so. E' forte, ma credo che costi molto. E il Barcellona ha già tanti bravi calciatori. Chi deve fare il mercato valuterà se vale la pena spendere così tanti soldi per un giocatore. E' una scommessa. Anche se è bravo bisogna stare attenti a pagare tanto un campione".
Approfitterà della visita in Italia per fare un altro giro in motocross al circuito del Ciglione vicino Malpensa?
"No, basta motocross. E' troppo pericoloso per i salti. Meglio lasciare stare".
A quale supereroe si paragonerebbe?
"Non lo, sono umano, non ho super-poteri. Devo solo cercare di andare forte in moto. Però, se devo fare un nome, dico Thor perché ha il martello. Anch'io sono un po' un martello. Ma sono meno muscoloso".