INDIANAPOLIS - . “Abbiamo migliorato molto: la moto è più agile e leggera, il passo è buono. Ma siamo ancora abbastanza indietro e per il podio sarà davvero dura”. Un Valentino agrodolce si prepara a passare la notte in officina con Silvano Galbusera, capomeccanico, perché c’è ancora molto da fare per essere competitivi domani. Marquez (che ha conquistato la pole) e Lorenzo volano, il pesarese invece parte dalla terza fila e rischia di perdere parecchi punti al termine del primo dei 9 “spareggi” che lo separano dal decimo titolo. “Non devo commettere errori e limitare i danni nelle gare che mi sono meno favorevoli, come questa di Indianapolis”, spiega. “E però questa volta quei due sembrano lontanissimi”.
Il Dottore riconosce di avere fatto un passo avanti rispetto alle inquietanti prove libere di venerdì. Ma chissà se basterà. “Abbiamo tolto peso davanti: la moto adesso è più leggera e reattiva, con meno stress si gira meglio”. Valentino ammette che c’è stato un errore nell’approccio a questa gara, dopo le vacanze estive: “Ci siamo presentati con lo stesso assetto che ad Assen e al Sachsenring ci aveva dato delle soddisfazione. Ma su questa pista ci vuole qualcosa di diverso”. Nel T2 si soffre troppo. “Il punto è che io voglio una moto che possa frenare forte, ma in questo modo quando mi trovo a percorrere quel tratto di circuito – il T2, appunto – ci sono troppe ‘esse’ e finisco per non essere abbastanza pronto. Dovremo lavorarci su stanotte, è sicuro. E speriamo di migliorare durante il warm up. Non sarà facile”.
Facce scure nei box Ducati. Andrea Iannone, settimo crono e terza fila, taglia corto: “Bisogna capire cosa ci sta succedendo, ed essere pronti anche ad una dura autocritica, se serve”. Dice di voler comunque vedere le cose positivamente: “Non va come vorrei, ma comunque abbiamo migliorato rispetto a ieri: soprattutto sul passo. Il punto è che su questa pista ci aspettavamo di tornare forti. E invece...”. Non sorride neppure Andrea Dovizioso. Anzi. “I primi tre-quattro sono troppo distanti. Il problema è che quando mettiamo le gomme morbide per fare il tempo vengono fuori delle vibrazioni che rendono la moto ingestibile”. Undicesimo tempo, e prima addirittura l’onta delle Q1: “E’ un momento così. Dobbiamo resistere”.
Fa invece festa Danilo Petrucci, che in sella alla Ducati dello scorso anno, la Gp14 versione Pramac, firma un quinto crono che gli regala una insperata seconda fila. “Siamo stati bravi a mettere a posto la noto col serbatoio scarico, ma c’è ancora tantissimo da fare. Proverò ad arrivare tra i primi 10”.
GRIGLIA DI PARTENZA
1^ fila:
1. Marc Marquez SPA Honda 1'31.884 alla media di 163,3 Km/h
2. Dani Pedrosa SPA Honda 1'32.055
3. Jorge Lorenzo SPA Yamaha 1'32.186
2^ fila:
4. Cal Crutchlow GBR Honda 1'32.208
5. Danilo Petrucci ITA Pramac 1'32.243
6. Bradley Smith GBR Yamaha 1'32.269
3^ fila:
7. Andrea Iannone ITA Ducati 1'32.468
8. Valentino Rossi ITA Yamaha 1'32.511
9. Maverick Viñales SPA Suzuki 1'32.571
4^ fila:
10. Andrea Dovizioso ITA Ducati 1'32.636
11. Pol Espargaro SPA Yamaha 1'32.670
12. Aleix Espargaro SPA Suzuki 1'32.814
Il Dottore riconosce di avere fatto un passo avanti rispetto alle inquietanti prove libere di venerdì. Ma chissà se basterà. “Abbiamo tolto peso davanti: la moto adesso è più leggera e reattiva, con meno stress si gira meglio”. Valentino ammette che c’è stato un errore nell’approccio a questa gara, dopo le vacanze estive: “Ci siamo presentati con lo stesso assetto che ad Assen e al Sachsenring ci aveva dato delle soddisfazione. Ma su questa pista ci vuole qualcosa di diverso”. Nel T2 si soffre troppo. “Il punto è che io voglio una moto che possa frenare forte, ma in questo modo quando mi trovo a percorrere quel tratto di circuito – il T2, appunto – ci sono troppe ‘esse’ e finisco per non essere abbastanza pronto. Dovremo lavorarci su stanotte, è sicuro. E speriamo di migliorare durante il warm up. Non sarà facile”.
Facce scure nei box Ducati. Andrea Iannone, settimo crono e terza fila, taglia corto: “Bisogna capire cosa ci sta succedendo, ed essere pronti anche ad una dura autocritica, se serve”. Dice di voler comunque vedere le cose positivamente: “Non va come vorrei, ma comunque abbiamo migliorato rispetto a ieri: soprattutto sul passo. Il punto è che su questa pista ci aspettavamo di tornare forti. E invece...”. Non sorride neppure Andrea Dovizioso. Anzi. “I primi tre-quattro sono troppo distanti. Il problema è che quando mettiamo le gomme morbide per fare il tempo vengono fuori delle vibrazioni che rendono la moto ingestibile”. Undicesimo tempo, e prima addirittura l’onta delle Q1: “E’ un momento così. Dobbiamo resistere”.
Fa invece festa Danilo Petrucci, che in sella alla Ducati dello scorso anno, la Gp14 versione Pramac, firma un quinto crono che gli regala una insperata seconda fila. “Siamo stati bravi a mettere a posto la noto col serbatoio scarico, ma c’è ancora tantissimo da fare. Proverò ad arrivare tra i primi 10”.
GRIGLIA DI PARTENZA
1^ fila:
1. Marc Marquez SPA Honda 1'31.884 alla media di 163,3 Km/h
2. Dani Pedrosa SPA Honda 1'32.055
3. Jorge Lorenzo SPA Yamaha 1'32.186
2^ fila:
4. Cal Crutchlow GBR Honda 1'32.208
5. Danilo Petrucci ITA Pramac 1'32.243
6. Bradley Smith GBR Yamaha 1'32.269
3^ fila:
7. Andrea Iannone ITA Ducati 1'32.468
8. Valentino Rossi ITA Yamaha 1'32.511
9. Maverick Viñales SPA Suzuki 1'32.571
4^ fila:
10. Andrea Dovizioso ITA Ducati 1'32.636
11. Pol Espargaro SPA Yamaha 1'32.670
12. Aleix Espargaro SPA Suzuki 1'32.814