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MotoGp, Nespoli: ''Rossi un extraterrestre, in lui c'è qualcosa di speciale''

L'astronauta italiano, ospite della Tim a Misano, propone di studiare quel fenomeno del Dottore: ''Potrebbe insegnare qualcosa a tutti, anche noi dell'Agenzia spaziale europea"

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MISANO - "Valentino mi sembra un extraterrestre". Parola di Paolo Nespoli, 6 missioni nello spazio e 6 mesi in orbita tra il 2007 e il 2011. L'astronauta italiano, nel fine-settimana ai box di Misano ospite Tim, propone di 'studiare' quel fenomeno del Dottore. "Potrebbe insegnare qualcosa a tutti, anche noi dell'Agenzia spaziale europea. C'è qualcosa in lui di speciale, straordinario: nel modo in cui fa le cose e gestisce il rapporto tra emozioni e tecnologia. A modo suo è un apripista del genere umano".
Ci sono molti paralleli tra l'avventura nello spazio e la MotoGp.
"Lo sforzo dell'ingegno. La velocità. L'emozione. Un'impresa in cui non puoi lasciare nulla al caso. La ricerca, il sogno. Lo sforzo di impadronirsi della tecnologia migliore e interpretarla insieme a ciò che ci circonda. La voglia di andare oltre, di scoprire qualcosa che è ancora sconosciuto".
In fondo, una navicella spaziale è un po' come una moto. Magari la Yamaha M1 di Rossi.
"Credo ci voglia altrettanta attenzione nel gestire le cose dal pilota. Anche se forse lo Shuttle era più 'manovrabile' da parte dell'uomo rispetto alle navicelle attuali. Quanto alla velocità, a me quasi fa più impressione quella raggiunta qui dalle moto che la nostra (25 volte la velocità del suono, ndr)".
Però che rumore, in pista.
"Ma anche nello spazio c'è rumore, il silenzio è una leggenda. In orbita si sentono i motori, è piacevole. Piuttosto, il rombo qui a Misano mi ha ricordato quello dei lanci dello Shuttle: quando sei a 7 chilometri di distanza per vederlo partire, e ci vogliono 30 secondi prima di sentirne l'impatto sul petto".
Tra 2 anni, a 60 compiuti, tornerà in missione nello spazio. Un fenomeno dal punto di vista anagrafico. Un po' come Valentino, ancora leader a 36 anni.
"Nel mio caso l'età conta relativamente. E' più una questione di testa. Di preparazione, esperienza, competenza, capacità di lavorare in squadra, di rispondere alle emergenze, agli imprevisti. Forse anche Rossi è un po' così".
Un extraterrestre.
"Noi astronauti sogniamo sempre di incontrarne uno nello spazio. Per ora mi accontento di Valentino. Sulla Terra".
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