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Motogp, Suppo: "Marquez può far vincere mondiale a Rossi...."

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ROMA - Valentino a Valencia avrà davanti 8 file da 3 piloti ciascuna. Se Lorenzo taglia per primo il traguardo, allora il pesarese per diventare mondiale deve arrivare secondo. Cioè, sorpassarne 23. Un miracolo. Se Jorge chiude secondo, Rossi è obbligato a fare terzo: con il quarto posto di Vale i 2 rivali finiscono a pari punti, però il maiorchino ha più vittorie (6 contro 4). Insomma, un'altra impresa. Ma se Lorenzo in gara chiude terzo, allora al pesarese basta il sesto posto per cucirsi il decimo titolo sulla tuta. E un sesto posto, anche partendo dall'inferno, si può fare. Ecco perché il pesarese ha bisogno di Marquez e Pedrosa.
 "Con una doppietta della Honda, le probabilità di Valentino aumentano di brutto. E' paradossale, però Marc potrebbe diventare il suo alleato migliore".

 Livio Suppo, team principal Honda, qualche settimana fa ha stupito tutti confessando a Repubblica di fare il tifo (a modo suo) per Rossi.
 "Visto che Marc ormai è fuori gioco, mi farebbe piacere vincesse un italiano".
 
Ma come: proprio Suppo, che dicevano essere nemico giurato del numero 46?
 "A 36 anni ha dimostrato di essere un grandissimo campione: vincente, concreto, costante. Se lo merita".

 Però.
 "Però dopo Phillip Island tutto è più difficile. Si è creato un clima molto pericoloso, lontanissimo dallo sport: vorrei tanto si calmassero le acque".
 
Torinese, 51 anni, laurea in Economia, un primo mondiale con Stoner in Ducati, che poi ha convinto a passare dalla parte dei giapponesi, nel 2013 Suppo è stato fondamentale anche nella scelta Honda di puntare tutto sul giovane Marquez. Naturalmente condivide ogni passaggio del comunicato sottoscritto ieri da Shuei Nakamoto, il grande capo.
 "Ha parlato di fatti, non di ipotesi: e i fatti sono che Marc in Australia non ha favorito Lorenzo, altrimenti non avrebbe vinto togliendogli 5 preziosissimi punti; che giovedì a Sepang Valentino ha attaccato Marquez in conferenza stampa; che in gara lo ha mandato fuori traiettoria, provocandone la caduta. Questo è il punto, non se sia stato tirato o meno un calcio".
 
Si è scatenata una 'guerrà tra Italia e Spagna: Honda è preoccupata per le ripercussioni anche dal punto di vista commerciale (su internet presunti tifosi di Valentino invitano a boicottare anche gli altri sponsor del campione uscente: Repsol, Redbull, Gas). E l'immagine di Marquez - il giovane talento sempre sorridente, il ragazzo che doveva prendere il posto di Rossi nell'immaginario degli appassionati  -  rischia di restare macchiata per sempre.
 "Sono convinto che con il tempo la gente capirà che Marc è sempre il bravo ragazzo che conoscete. Perché davvero le cose stanno così. Per lui non c'è differenza, se il titolo va a Rossi o Lorenzo. Lui vuole solo battersi fino all'ultimo: come a Sepang".
 
Invece ora la bacheca facebook di Marquez è piena di minacce e cattivi auguri.
 "Mi piacerebbe che qualcuno prendesse ufficialmente le distanze da certi 'tifosi', così come era accaduto con quelli che in Australia se l'erano presa con Iannone perché aveva tolto punti a Vale".

 Pensare che Marquez e Pedrosa in questo momento sono chiaramente i più veloci: la Honda ha vinto gli ultimi 3 gran premi.
 "Sono gli unici che in questo momento possono stare davanti a Lorenzo. E indirettamente dare una mano a Rossi. Ma a Valencia deve essere una corsa, non una guerra".
 
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