ROMA - Nella prima immagine è tutto in piega sulla destra, la tuta gialla, in sella ad un'Aprilia. Nell'ultima, scattata dopo il gran premio di Valencia, ha alzato la visiera e guarda lontano. Verso un'altra gara, un'altra sfida. In mezzo, vent'anni di Valentino in pista ma non solo: immagini senza tempo di un campione infinito. Il biondino coi capelli lunghi che vince la sua prima gara a Brno, nell'agosto del 1996. Poi con la riga in mezzo e quei cerotti sul naso che aiutano la respirazione - allora andava di moda -, Vale che impenna e comincia con le sue bizzarre celebrazioni: 'Rossifumi vord cienpion', c'è scritto sul gigantesco numero uno che si trascina dietro il giorno del primo successo iridato. I capelli platinati, poi rossi, verdi, tricolore, rasati come un samurai. I caschi di mille colori, il podio con una palla da carcerato al piede, i vigili urbani farlocchi che lo fermano per eccesso di velocità subito dopo il traguardo. Ed è solo l'inizio.
Marco Guidetti ha cominciato prima. Nel 1976 ad innamorarsi delle gare di motociclsimo. Nel 1986, a fotografarne i protagonisti. Pubblicando e scrivendo per le migliori riviste specializzate e i quotidiani, lavorando a lungo in esclusiva con la Dorna, che gestisce il Grande Circo a 2 ruote. "La prima volta che l'ho incontrato, Valentino era un bambino terribile - 12 anni - che gironzolava nel paddock perché figlio del pilota Graziano Rossi. Per un po' lo persi di vista. Lo ritrovati al primo test su di una Honda 125 Gp, insieme ad altri giovani. Fu immediatamente il più veloce". Da allora Guidetti non lo ha più lasciato: inevitabile, perché il Dottore è diventato la MotoGp. E dopo 20 stagioni, al termine di un campionato memorabile ed irripetibile, forse il più bello e spietato, ha voluto dedicargli uno splendido libro fotografico: "Valentino Rossi campione" (Mondadori, 130 pagine, 19,90 euro), con 150 immagini che sono il passato, il presente e il futuro di questo sport. "Per tutti è Vale, e per quelli che non lo conoscono - racconta l'autore - è esattamente quello che appare: simpatico, guascone, furbo, disponibile e all'occorrenza pronto all'affondo. Sui circuiti di tutto il mondo il colore dominante è il giallo, tutti lo vogliono: Però a Vale sembra non importare, di doversi fermare ad ogni istante per una foto od un autografo".
Le ultime pagine del libro sono per la zuffa malese con Marquez e la rimonta impossibile di Valencia. Le prime le riempie invece Giacomo Agostini con una prefazione da campione, proprio come Valentino: "Vai, continua a correre", scrive Ago. "A divertirti, e a farci divertire".
Marco Guidetti ha cominciato prima. Nel 1976 ad innamorarsi delle gare di motociclsimo. Nel 1986, a fotografarne i protagonisti. Pubblicando e scrivendo per le migliori riviste specializzate e i quotidiani, lavorando a lungo in esclusiva con la Dorna, che gestisce il Grande Circo a 2 ruote. "La prima volta che l'ho incontrato, Valentino era un bambino terribile - 12 anni - che gironzolava nel paddock perché figlio del pilota Graziano Rossi. Per un po' lo persi di vista. Lo ritrovati al primo test su di una Honda 125 Gp, insieme ad altri giovani. Fu immediatamente il più veloce". Da allora Guidetti non lo ha più lasciato: inevitabile, perché il Dottore è diventato la MotoGp. E dopo 20 stagioni, al termine di un campionato memorabile ed irripetibile, forse il più bello e spietato, ha voluto dedicargli uno splendido libro fotografico: "Valentino Rossi campione" (Mondadori, 130 pagine, 19,90 euro), con 150 immagini che sono il passato, il presente e il futuro di questo sport. "Per tutti è Vale, e per quelli che non lo conoscono - racconta l'autore - è esattamente quello che appare: simpatico, guascone, furbo, disponibile e all'occorrenza pronto all'affondo. Sui circuiti di tutto il mondo il colore dominante è il giallo, tutti lo vogliono: Però a Vale sembra non importare, di doversi fermare ad ogni istante per una foto od un autografo".
Le ultime pagine del libro sono per la zuffa malese con Marquez e la rimonta impossibile di Valencia. Le prime le riempie invece Giacomo Agostini con una prefazione da campione, proprio come Valentino: "Vai, continua a correre", scrive Ago. "A divertirti, e a farci divertire".