MotoGp, Rossi: "Una giornata perfetta e che godimento a casa di quei due..."
dal nostro inviato MASSIMO CALANDRI
Dopo il trionfo, Valentino esalta il lavoro della squadra: "Già da venerdì il setting della moto era molto buono, per tutto il fine-settimana abbiamo lavorato alla grande. E' davvero un giorno speciale"
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JEREZ - Quando taglia il traguardo, impennando di felicità, Lorenzo sta ancora affrontando l'ultima curva. E non c'è immagine migliore per raccontare un'altra impresa di questo Valentino infinito, che con una vittoria accecante come il sole andaluso si candida per il decimo titolo mondiale. Sì, Rossi c'è: vince in casa degli spagnoli e lo fa addirittura indossando i panni del suo nemico - Jorge Lorenzo -, travestendosi da Martello proprio nella pista preferita dal maiorchino, dominando dal via la gara, sempre in testa dal primo all'ultimo giro.
A 37 anni dà una dimostrazione di forza e di carattere, di talento e di freschezza che nessuno mai, nella storia di questo sport. Eterno. "Una giornata perfetta", sorride, sfinito per il caldo. "Già da venerdì il setting della moto era molto buono, per tutto il fine-settimana abbiamo lavorato alla grande. Fino al warm up di stamani, decisivo. E' davvero un giorno speciale".
Jerez, il trionfo di Rossi: tifoso in ginocchio in pista
Esalta il team giapponese e la sua squadra italianissima, Galbusera e Flamigni - "Ragazzi fantastici" -, capomeccanico e telemetrista. Abbraccia, stringe le mani, ringrazia tutti. Ma lo sa bene, che l'eroe è ancora lui. E' il successo numero 113 in 20 stagioni da campione, sempre Hitting the apex - Toccando il limite -, così come nel film che Brad Pitt gli ha dedicato. La pole di sabato, il giro più veloce, un successo prepotente: c'è bisogno di altro? Rossi adesso è terzo in classifica, a 24 punti da Marquez che si è accontentato dell'ultimo gradino del podio perché lo ha capito subito, che oggi con Valentino ("E' stato strepitoso", ammette il catalano) non c'era nulla da fare. Lorenzo, secondo nel ranking con 7 punticini di vantaggio sul pesarese, sbuffa di rabbia: "Oggi è partito molto forte - dice, senza mai nominare il compagno in Yamaha - l'ho superato per un istante al secondo giro ma è subito tornato davanti. A metà gara stavo per tornare su di lui, ma mi hanno tradito le gomme". Forse. Ma le tabelle dicono che Rossi ne aveva più di tutti, a parte quel primo giro avventuroso non c'è stata gara: 4 tornate e aveva già 7 decimi di vantaggio, un secondo e mezzo dopo 9, quasi 3 secondi a metà gara. Solo a due terzi del cammino Jorge ha recuperato qualcosa, ma è durata poco. Ad un certo punto era 4 secondi e passa davanti, ha chiuso rallentando, in sicurezza. "Me lo sentivo, che a Jerez avrei fatto una grande gara", confessa. "Pensavo che Lorenzo sarebbe partito a mille, ma ero molto sicuro di me".
E poi, un episodio esemplare pochi secondi prima della partenza: "Il meccanico mi ha detto: vedrai che vai in testa dal primo giro e non ti prendono più. Ha avuto ragione". Il sorpasso di Jorge al secondo giro ("Lo sapevo che l'avrei ripassato: diciamo che ha tentato di segnare con un tiro da lontano, senza troppe pretese"), poi una sensazione bellissima: "La cosa che mi ha dato più gusto era sentire che ad ogni giro quelli erano sempre più lontano", ride. Ha avuto anche lui problemi con gli pneumatici, "ma ho cercato di gestire la situazione". Fino all'impennata, di nuovo primo. Non succedeva dal 30 agosto scorso, Silverstone. "Li ho battuti qui, a casa loro. "Ho proprio goduto ad essere lì nel mezzo, sul podio, più in alto di loro due".
A ritwittare un post di Caterina Biti, presidente del consiglio comunale di Firenze, è il premier Matteo Renzi, che sulla vittoria di Rossi in Spagna fa suo il commento: "Che soddisfazione! Vincere così in casa loro e far vedere chi è che davvero sa andare in moto! Grazie".
Che soddisfazione! Vincere così in casa loro e far vedere chi è che davvero sa andare in moto! Grazie @ValeYellow46#motogp