MotoGp, Francia; Rossi: ''Qui non posso sbagliare''. Ma le prime libere lo bocciano
dal nostro inviato MASSIMO CALANDRIQuello di Le Mans è un circuito che piace molto a Valentino, a caccia del secondo successo consecutivo dopo quello di Jerez: ''Ma anche un podio sarebbe importante''. La prima giornata di prove però non è positiva
LE MANS - Giura di sentirsi più "competitivo" rispetto alla passata - straordinaria, sfortunatissima - stagione. Durante l'inverno ha intensificato il lavoro aerobico in palestra, aumentando pure il numero di sessioni al Ranch di Tavullia con i ragazzi dell'Academy. E poi, la collaborazione con Luca Cadalora, il 3 volte campione del mondo promosso "coach" e stratega: è l'uomo che suggerisce traiettorie nuove e vincenti, come sulla pista andalusa due settimane fa. Valentino: 37 anni, un bambino.
"Finalmente veloce come quei due" - Se Rossi non parla dell'inseguimento al decimo titolo, è solo per scaramanzia: "Ma quest'anno per la prima volta mi sento sullo stesso piano di quei due", confessa. Lorenzo, Marquez: compagni di biscocho malese. Sa di poterli sfidare sul ritmo, sull'intensità. Sulla velocità pura, sulla tenuta. "Anche in Texas ero lì, con loro. Una caduta ci stava, …
"Finalmente veloce come quei due" - Se Rossi non parla dell'inseguimento al decimo titolo, è solo per scaramanzia: "Ma quest'anno per la prima volta mi sento sullo stesso piano di quei due", confessa. Lorenzo, Marquez: compagni di biscocho malese. Sa di poterli sfidare sul ritmo, sull'intensità. Sulla velocità pura, sulla tenuta. "Anche in Texas ero lì, con loro. Una caduta ci stava, …
LE MANS - Giura di sentirsi più "competitivo" rispetto alla passata - straordinaria, sfortunatissima - stagione. Durante l'inverno ha intensificato il lavoro aerobico in palestra, aumentando pure il numero di sessioni al Ranch di Tavullia con i ragazzi dell'Academy. E poi, la collaborazione con Luca Cadalora, il 3 volte campione del mondo promosso "coach" e stratega: è l'uomo che suggerisce traiettorie nuove e vincenti, come sulla pista andalusa due settimane fa. Valentino: 37 anni, un bambino.
"Finalmente veloce come quei due" - Se Rossi non parla dell'inseguimento al decimo titolo, è solo per scaramanzia: "Ma quest'anno per la prima volta mi sento sullo stesso piano di quei due", confessa. Lorenzo, Marquez: compagni di biscocho malese. Sa di poterli sfidare sul ritmo, sull'intensità. Sulla velocità pura, sulla tenuta. "Anche in Texas ero lì, con loro. Una caduta ci stava, era da 25 gare che non succedeva e un piccolo, grande errore possono commetterlo tutti. Poi, il trionfo di Jerez. Lo sento: siamo alla pari, mentre nel 2015 avevo comunque la sensazione che mi mancasse qualcosa".
Un team sereno e vincente - L'Eterna Primavera del Dottore è rilanciata dalla serenità con cui il suo team affronta il campionato: dal capomeccanico ai ragazzi che lavorano nell'hospitality Yamaha, l'impressione è quella di una squadra compatta, motivata, vincente. "Il segreto è Valentino: che dopo l'ultimo gran premio ha avuto una parola diversa e un'attenzione particolare per ognuno di noi. Così, non puoi che dare il massimo. Sempre". Chiedete nel paddock, e vi risponderanno tutti nello stesso modo. Compresi Silvano Galbusera, il capomeccanico che 2 anni fa ha preso il posto del totem australiano, Jeremy Burgess. E Matteo Flamini, che ormai lavora con Rossi da più di due lustri.
"Non posso sbagliare" - Questa sfida francese è due volte importante. Perché Valentino non può più perdere terreno da Marquez (a +24 dal pesarese) e al tempo stesso deve confermare rispetto a Lorenzo (+7) il ruolo di numero uno che la Yamaha gli ha definitivamente affidato, complice il prossimo trasloco alla Ducati del compagno Jorge. E perché questa pista piace particolarmente al Dottore, tanto che finì sul podio - un secondo e un terzo posto - pure durante le sue sciaguratissime stagioni con la Rossa. E' dal 2008 che qui non taglia per primo il traguardo, è dal 2009 - anno del suo nono ed ultimo mondiale - che non vince due volte consecutive. "No. Non posso sbagliare", confessa.
L'incognita Michelin - Qualcuno lo provoca, sostenendo che il suo - ennesimo - Rinascimento sia legato alle nuove, vecchie Michelin. Gomme che i piloti più giovani non hanno ancora imparato a gestire. A differenza di Vale, che con quegli pneumatici ci è cresciuto e ha vinto quasi tutti i suoi titoli. "Le gomme? Volete dire che sono il solo segreto delle mie 113 vittorie?", risponde domandando, ironico ma anche un po' infastidito. Poi aggiunge, modesto e lungimirante. "Anche un podio sarebbe importante". Soprattutto se uno dei due rivali inciampasse da qualche parte.
Decimo tempo: "Troppo lenti" - E però la prima giornata di prove libere non si è chiusa bene. Anzi. Decimo tempo nella free pratice 2, ad oltre un secondo da Lorenzo e con meno di un decimo di vantaggio sul solito, incredibile Danilo Petrucci, al rientro con la Ducati versione Pramac dopo il complicato infortunio alla mano destra. Valentino, che è successo? "Al mattino non siamo andati male, ma eravamo lenti. Nel pomeriggio, un disastro: è vero che - a differenza degli altri - non abbiamo ancora provato le Michelin appena arrivate: ma ci avrebbe permesso solo di migliorare un po', non certo di piazzarci tra i primi".
Domattina alle 9:55, un turno "cruciale"- Nonostante tutto, il solito Rossi prova a vedere le cose positivamente: "Tutte le soluzioni che abbiamo tentato sono state un fallimento: domattina non ripeteremo gli stessi errori, è già qualcosa". Attenzione, però: perché la terza sessione di prove libere - in programma dalle 9:55 - minaccia di trasformarsi in una precocissima, ultima spiaggia: "Le idee ci sono, ma se non funzioneranno subito allora saranno guai. Sarà un turno cruciale".
"Finalmente veloce come quei due" - Se Rossi non parla dell'inseguimento al decimo titolo, è solo per scaramanzia: "Ma quest'anno per la prima volta mi sento sullo stesso piano di quei due", confessa. Lorenzo, Marquez: compagni di biscocho malese. Sa di poterli sfidare sul ritmo, sull'intensità. Sulla velocità pura, sulla tenuta. "Anche in Texas ero lì, con loro. Una caduta ci stava, era da 25 gare che non succedeva e un piccolo, grande errore possono commetterlo tutti. Poi, il trionfo di Jerez. Lo sento: siamo alla pari, mentre nel 2015 avevo comunque la sensazione che mi mancasse qualcosa".
Un team sereno e vincente - L'Eterna Primavera del Dottore è rilanciata dalla serenità con cui il suo team affronta il campionato: dal capomeccanico ai ragazzi che lavorano nell'hospitality Yamaha, l'impressione è quella di una squadra compatta, motivata, vincente. "Il segreto è Valentino: che dopo l'ultimo gran premio ha avuto una parola diversa e un'attenzione particolare per ognuno di noi. Così, non puoi che dare il massimo. Sempre". Chiedete nel paddock, e vi risponderanno tutti nello stesso modo. Compresi Silvano Galbusera, il capomeccanico che 2 anni fa ha preso il posto del totem australiano, Jeremy Burgess. E Matteo Flamini, che ormai lavora con Rossi da più di due lustri.
"Non posso sbagliare" - Questa sfida francese è due volte importante. Perché Valentino non può più perdere terreno da Marquez (a +24 dal pesarese) e al tempo stesso deve confermare rispetto a Lorenzo (+7) il ruolo di numero uno che la Yamaha gli ha definitivamente affidato, complice il prossimo trasloco alla Ducati del compagno Jorge. E perché questa pista piace particolarmente al Dottore, tanto che finì sul podio - un secondo e un terzo posto - pure durante le sue sciaguratissime stagioni con la Rossa. E' dal 2008 che qui non taglia per primo il traguardo, è dal 2009 - anno del suo nono ed ultimo mondiale - che non vince due volte consecutive. "No. Non posso sbagliare", confessa.
L'incognita Michelin - Qualcuno lo provoca, sostenendo che il suo - ennesimo - Rinascimento sia legato alle nuove, vecchie Michelin. Gomme che i piloti più giovani non hanno ancora imparato a gestire. A differenza di Vale, che con quegli pneumatici ci è cresciuto e ha vinto quasi tutti i suoi titoli. "Le gomme? Volete dire che sono il solo segreto delle mie 113 vittorie?", risponde domandando, ironico ma anche un po' infastidito. Poi aggiunge, modesto e lungimirante. "Anche un podio sarebbe importante". Soprattutto se uno dei due rivali inciampasse da qualche parte.
Decimo tempo: "Troppo lenti" - E però la prima giornata di prove libere non si è chiusa bene. Anzi. Decimo tempo nella free pratice 2, ad oltre un secondo da Lorenzo e con meno di un decimo di vantaggio sul solito, incredibile Danilo Petrucci, al rientro con la Ducati versione Pramac dopo il complicato infortunio alla mano destra. Valentino, che è successo? "Al mattino non siamo andati male, ma eravamo lenti. Nel pomeriggio, un disastro: è vero che - a differenza degli altri - non abbiamo ancora provato le Michelin appena arrivate: ma ci avrebbe permesso solo di migliorare un po', non certo di piazzarci tra i primi".
Domattina alle 9:55, un turno "cruciale"- Nonostante tutto, il solito Rossi prova a vedere le cose positivamente: "Tutte le soluzioni che abbiamo tentato sono state un fallimento: domattina non ripeteremo gli stessi errori, è già qualcosa". Attenzione, però: perché la terza sessione di prove libere - in programma dalle 9:55 - minaccia di trasformarsi in una precocissima, ultima spiaggia: "Le idee ci sono, ma se non funzioneranno subito allora saranno guai. Sarà un turno cruciale".