Motogp, Rossi: "Fatta la pace con Marquez, grazie a Salom"
dal nostro inviato MASSIMO CALANDRI
Valentino spiega la stetta di mano con la spagnolo dopo la vittoria di Barcellona: " "Dopo quello che è accaduto, ti rendi conto quali siano le cose veramente importanti nella vita. Capisci che noi piloti abbiamo bisogno di restare sempre concentrati, e sereni. Perché il nostro è uno sport bellissimo: ma pericoloso. E davanti alla morte, tutto il resto è una quisquilia".
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BARCELLONA - "Apretòn de manos", stretta di mano, titola stamani in prima pagina La Vanguardia, con una grande foto su 4 colonne che celebra la "pace" tra Valentino e Marquez. L'immagine dei due piloti finalmente sorridenti nel parco chiuso, el corralito, subito aver tagliato il traguardo, è il manifesto del ritorno al motociclismo. Quello vero, senza rancori e sospetti. Sono soprattutto gli spagnoli, a tirare un sospiro di sollievo: "Salom ha fatto il miracolo", scrive el Periodico, sottolineando il gesto di Rossi, che serra nelle sue due mani quella del "successore ed erede". El Paìs prima incorona il pesarese - "Montmélo si arrende a Rossi" -, poi racconta che quel gesto al termine della gara "ha fatto increspare il mare" dall'emozione. E Abc: "Salom riconcilia Rossi e Marquez". Sì, la tragica scomparsa del pilota spagnolo di Moto2 ha cambiato tutto.
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Valentino ci ha pensato su la notte di venerdì e quella dopo. Non riusciva a prendere sonno, confessa.
"Dopo quello che è accaduto, ti rendi conto quali siano le cose veramente importanti nella vita. Capisci che noi piloti abbiamo bisogno di restare sempre concentrati, e sereni. Perché il nostro è uno sport bellissimo: ma pericoloso. E davanti alla morte, tutto il resto è una quisquilia".
Basta alla 'guerrà cominciata 8 mesi fa in Malesia. Ma allora le accuse di correre 'contro', lo 'sciaguratò contatto a Sepang, il fantomatico 'patto di Andorra', il discutibile finale di Valencia, gli sguardi torvi di questa primavera?
"Con Marquez i rapporti non potranno mai più essere come un tempo, è vero. Però stringergli la mano, ci sta".
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Ieri, durante la conferenza stampa, hanno chiesto se fosse finalmente scoppiata la pace. Lei ha sbuffato: "Yes". Marc le ha dati una pacca sulle spalle, la gente intorno ha applaudito.
"Il tempo alla fine rimette tutto a posto, anche se certe cose non si cancelleranno mai. La morte di Luis ha finito per riunirci, per far tornare più vicini i piloti: perché alla fine siamo noi, che andiamo in pista e rischiamo la vita".
Però ancora sabato c'erano state ripicche, e polemiche: la mancata partecipazione dei due della Yamaha alla riunione della safety commission che aveva deciso di modificare il tracciato, le lamentele sue e di Lorenzo, la dura risposta dei fratelli Espargarò. Altro che 'famiglià della MotoGp.
"Ricominciamo da questa battaglia in pista, una sfida leale che ha entusiasmato il pubblico. Forse tornerò a partecipare alle riunioni della safety commission".
Dopo la gara gli spagnoli l'hanno fischiata, ululando all'inno italiano.
"Parliamo della gara: Marc è un avversario fortissimo, che quest'anno mi ha fregato in Qatar e in Argentina. Ma qui e a Jerez l'ho fregato io. Con lui devi restare concentrato, non farti prendere dall'emozione: altrimenti finisci per commettere un errore e lui non ti perdona".
Allora pace sia, tra i due rivali. Ma con Lorenzo, come la mettiamo?
"No, con lui purtroppo è diverso. Quando è cominciata la stagione, le cose non erano come con Marc. Cioè, non che lo avessi perdonato per quello che è successo dalla Malesia in poi. Però ero pronto a salutarlo, a stringergli la mano".
Invece?
"Da che ci conosciamo, sono sempre stato io quello che lo è andato a cercare per fare un sorriso e chiedere: 'Come va?'. Allora quest'anno mi sono detto: vediamo se il primo passo lo fa lui. Non si è mosso di un centimetro".