Ok, dire subito dopo il trionfo Ducati che (testuale) "mi sono fatto un mazzo così per arrivare a questa vittoria" non è molto elegante. Ma si sa, Casey Stoner non è mai stato abile con le parole quanto con la manopola del gas. Eppure c'è anche lui dietro questa resurrezione della Ducati: oggi ha ufficialmente il ruolo di uomo-immagine ma in realtà svolge un ruolo attivo nella preparazione della moto. "Anche" perché - si sa - nelle corse da soli non si fa nulla: la resurrezione Ducati è frutto del lavoro di regista di Ciabatti, di tecnico di Dall'Igna, di gestore del team di Tardozz, della costanza di Dovizioso e Iannone e dei soldi e della tecnologia Audi Sport. Ma lo zampino di Stoner c'è stato eccome.
Il ritorno di Casey in Ducati è stato in realtà un capolavoro incompiuto perché la casa di Borgo Panigale ha fatto davvero di tutto (smentendo sempre...) per farlo tornare in pista, al posto di Lorenzo. Operazione - per la disperazione dei tifosi - mai andata in porto e oggi chiusa con questo ruolo da super tester che Stoner ha coperto con gioia, dimostrando di essere sempre velocissimo (al punto da mettere all'inizio in imbarazzo Dovizioso e Iannone) e catalizzando l'attenzione di tecnici e manager.
Ora però arriva la vittoria, e viverla dall'altra parte della barricata è strano per un pilota così forte. "E' molto diverso stare ai box - ha ammesso infatti Stoner dopo la doppietta in Austria - ho vissuto una grande esperienza con la Ducati e la squadra stava vivendo un momento molto difficile ma mi sono fatto un 'mazzo' così per arrivare a questo punto. In passato avevamo avuto altre opportunità di vincere ma non ci eravamo riusciti per poco. Oggi, invece, abbiamo fatto un lavoro perfetto dimostrando la velocità della Ducati sul rettilineo e non solo. Sono molto felice".
Sarà anche molto felice, d'accordo, ma siamo sicuri - considerando poi che l'ultima vittoria in un Gp targata Ducati era stata, nel lontano 2010, proprio la sua - che da oggi Stoner abbia più voglia di prima di tornare a correre...
Il ritorno di Casey in Ducati è stato in realtà un capolavoro incompiuto perché la casa di Borgo Panigale ha fatto davvero di tutto (smentendo sempre...) per farlo tornare in pista, al posto di Lorenzo. Operazione - per la disperazione dei tifosi - mai andata in porto e oggi chiusa con questo ruolo da super tester che Stoner ha coperto con gioia, dimostrando di essere sempre velocissimo (al punto da mettere all'inizio in imbarazzo Dovizioso e Iannone) e catalizzando l'attenzione di tecnici e manager.
Ora però arriva la vittoria, e viverla dall'altra parte della barricata è strano per un pilota così forte. "E' molto diverso stare ai box - ha ammesso infatti Stoner dopo la doppietta in Austria - ho vissuto una grande esperienza con la Ducati e la squadra stava vivendo un momento molto difficile ma mi sono fatto un 'mazzo' così per arrivare a questo punto. In passato avevamo avuto altre opportunità di vincere ma non ci eravamo riusciti per poco. Oggi, invece, abbiamo fatto un lavoro perfetto dimostrando la velocità della Ducati sul rettilineo e non solo. Sono molto felice".
Sarà anche molto felice, d'accordo, ma siamo sicuri - considerando poi che l'ultima vittoria in un Gp targata Ducati era stata, nel lontano 2010, proprio la sua - che da oggi Stoner abbia più voglia di prima di tornare a correre...