Formula sbadigli, spettatori svegliati dalla MotoGp show
di ANTONIO DIPOLLINA
Per una volta il Gp automobilistico è stato seguito da quello delle due ruote. Imbarazzante il confronto: lo spettatore medio si è probabilmente addormentato al decimo giro della F1 e si è risvegliato di colpo con i sorpassi di Rossi e Marquez. E non serve nemmeno che Valentino vinca
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MILANO - Due ruote è meglio di quattro e quando poi, come domenica, si mostrano insieme, una gara dopo l'altra, la differenza diventa imbarazzante. C'era Monza, Formula 1, a seguire c'era Silverstone, Moto Gp. Lo spettatore medio diciamo che si è probabilmente addormentato al decimo giro della Formula 1 e si è risvegliato di colpo alla seconda curva delle Moto. E a quel punto si è divertito davvero, per fortuna senza danni dopo un tremendo incidente, ma da lì alla fine sorpassi e controsorpassi in una logica televisiva che da un lato, quello dei temerari sulle macchine a due ruote, ti mette dentro l'adrenalina di un videogioco divertentissimo e dall'altro, i famosi bolidi rombanti a quattro ruote, richiama la liturgia di un vecchio sceneggiato televisivo (che poi fosse un problema di anzianità: ogni tanto su Raisport passano spezzoni di certi Gp a Montecarlo degli anni 80 e c'è da commuoversi e mettersi a tifare retroattivamente).
Sorpassi e controsorpassi: dalla noia della F1 ai brividi della MotoGp
Domenica alle 14 si è corso il Gran Premio di Monza di F1: solo Hamilton tra le macchine in lotta per le prime posizioni ha effettuato alcuni sorpassi. Alle 17.30 a Silverstone è spettacolo: Rossi, Marquez e Iannone si sono sfidati curva dopo curva a 200 chilometri orari per quaranta minuti
Ovvio, ci vuole anche quel minimo di disincanto necessario per sapere che da noi Gran Premio noioso equivale spesso a Gran Premio che le Ferrari non vincono (e quindi sta diventando un problema serio). Non è escluso che il medesimo Gp di Monza a coppie di monoposto invertite, con le Ferrari davanti e le Mercedes dietro, oggi verrebbe salutato come una cavalcata astutissima e trionfale ed entusiasmante, da tutti o quasi. Però non può essere solo quello. E occhio agli ascolti, Monza era trasmessa anche dalla Rai: quel 26 per cento – quando ricordiamo benissimo dei 40 e oltre – parla abbastanza chiaro e lascia davvero intravedere scenari di case con gente accasciata sul divano dopo pochi giri e altri, diciamo lo spettatore mediamente interessato, che dopo una sarabanda di pitstop tutti uguali e di classifica che non la capisci mai come è davvero alla fine in qualche modo cede: o per dirla in altro modo, non ci pensa proprio a rinunciare all'ultimo scampolo di spiaggia o a decidere di anticipare il rientro per essere a casa alle 14. Tanto poi arrivano le moto e per fortuna ci si diverte davvero, e Valentino faccia quello che può, il fatto che vinca o meno non è, o non è più, così indispensabile allo show.