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MotoGp, Aragon: Marquez, pole che sa di titolo. Rossi sesto: ''Non ci voleva la caduta''

Lo spagnolo, leader del mondiale con 43 punti di vantaggio su Valentino, scatterà davanti a tutti, in prima fila anche Maverick Vinales e Lorenzo, più lontano il Dottore

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ARAGON - Una pole che profuma di mondiale. Marc Marquez ha smesso i panni del Ragioniere ed è tornato Cannibale: dopo aver dominato le prove, il pilota catalano ha stracciato gli avversari nelle qualifiche, imponendosi con un passo marziano. E' di un altro pianeta. Domani rischia di doppiare tutti. E se vince qui in Aragona, ingrassando il vantaggio in classifica su Rossi - il pesarese ha chiuso solo col sesto tempo, a più di 8 decimi: partirà dalla seconda fila -, a 4 gare dalla fine mette il titolo in cassaforte.
"Una giornata perfetta", sorride il campione della Honda. Che però non si fida, anche perché il meteo schizofrenico sembra una costante di questo strano campionato: "Oggi ha fatto molto caldo, ma dicono che il tempo cambierà: nuvole, forse qualche goccia di pioggia. Certo che se finisco davanti a Valentino...".

Valentino: "Quella caduta non ci voleva" -  Valentino è caduto nella terza sessione delle libere, ha perso tempo e faticato più del solito a trovare l'assetto migliore. Alla Yamaha si aspettavano che negli ultimi giri delle Q2 scendesse di qualche decimo, invece. "Sono acciaccato in tutta la parte destra, mi fanno male la spalla e la mano. Il mignolino, soprattutto: poverino". Ringrazia l'air-bag della Dainese. "Mi ha salvato. L'incidente è solo colpa mia: ho sbagliato a gestire la curva (la 13, ndr), avevo le gomme ancora fredde". Un vero peccato, quel capitombolo. "Perché abbiamo perso tempo prezioso per trovare l'assetto giusto. E nelle qualifiche non sono riuscito a fare il giro buono. Sesto tempo, seconda fila: non ci voleva". Serve un'altra stregoneria in officina, prima del via. "Vediamo di provare qualche altra soluzione: serve una moto magari meno 'performante', ma che vada bene per tutta la gara. Soffriamo con la gomma dietro".

Marquez non si fida: "E se piove?" - Marquez gongola. Questa è la "sua" pista, lo ammette anche lui. "Mi sono sempre trovato bene, mi piace". Però 6 decimi sul secondo, Vinales: che esagerazione. "Il tempo è buono, ma è soprattutto il passo che mi soddisfa". Anche lui è caduto, ha battuto la spalla destra. "Si sono gonfiati i tendini, ho messo un po' di ghiaccio". Sembra molto sicuro di sé. "L'importante sarà partire subito forte. Pedrosa e Vale hanno un buon ritmo. Anche Lorenzo".

Lorenzo ritorna lo Squalo - Il maiorchino ha chiuso terzo, partirà dalla prima fila. "Marquez è due passi avanti, rispetto agli altri. Io non sono andato male, ma dietro dovrò scegliere il pneumatico giusto: con quello duro siamo costanti, però perdiamo mezzo secondo dalle Honda; il morbido è meglio, ma - soprattutto a destra - si degrada di brutto dopo pochi giri". Jorge oggi indossava il casco con lo Squalo disegnato sopra: "E' per ricordare la passata stagione", spiega, e gli si accende lo sguardo. Sottintende quella caccia al "pesciolino" Rossi, andata a buon fine. No, decisamente i due della Yamaha non si sopportano più.

Dovizioso, buon quarto tempo - Tra Marquez e Lorenzo c'è Vinales: il giovane talento della Suzuki non viene troppo preso in considerazione dagli altri. Non gli importa. "E' da venerdì che faccio progressi, so di avere un grande potenziale. Potrebbe essere una domenica da ricordare, ma stasera dovremo lavorare duro al box". Subito alle spalle di 'Mack', il primo degli italiani: Andrea Dovizioso ha cominciato a fare sul serio dal quarto turno di libere. "E adesso sono molto contento. Siamo tutti lì, con un buon passo: a parte quell'astronauta di Marquez, naturalmente. La gara è lunga, sarà importante gestire bene la gomma dietro".
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