MotoGp, Marquez: ''Gli altri cadevano ed è partita la festa''
dal nostro inviato MASSIMO CALANDRI
Marc Marquez (ansa)
Lo spagnolo racconta il suo quinto titolo iridato, il terzo nella classe regina: ''Pensavo di vincerlo in Australia. Nelle ultime tre gare tornerò a rischiare''
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MOTEGI - "Ho avuto un po' di culo. Si dice così, in italiano?". Marc Marquez non se lo aspettava proprio.
"Stamani mi sono svegliato come sempre: tranquillo. E sono andato al bagno una sola volta, non ero per niente nervoso. Il mondiale lo vincerò in Australia, ho pensato". Invece.
"Dopo che Valentino è caduto, ho cominciato a fare un po' di conti: con Lorenzo secondo, a Phillip Island mi basta arrivare sesto o settimo. Ma è andato giù anche Jorge, e allora non ho capito più nulla".
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Per poco cade anche Marc.
"Non proprio, ma negli ultimi giri ho sbagliato marcia tre o quattro volte. Mi sono emozionato, non mi rendevo conto neppure più dov'ero. Poi ho visto Dovizioso che recuperava, mi sono detto: stai calmo". Che festa, al traguardo.
"Hanno preparato le maglie di nascosto, non ne sapevo nulla. Poco prima di arrivare riflettevo: che peccato, è arrivato tutto così di sorpresa che non abbiamo fatto in tempo a preparare nulla. Però il mio amico José e mio fratello Aleix me lo avevano detto: guarda che - se succede - ti aspettiamo alla curva 3". Quella dove ha superato secco Rossi, prima di andarsene via.
"Lo avevo visto girare in modo strano, Valentino. Sembrava come in tensione. E ho preferito evitare di farmi coinvolgere in una battaglia. La nonna me lo diceva sempre". Cosa?
"Stai sempre attento, ma ricordati che niente è impossibile. Questo titolo lo dedico a lei, che è scomparsa qualche mese fa".
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Un mondiale da Ragioniere.
"Ho imparato dagli errori del 2015. Lo scorso anno l'ho pagata cara, la mia voglia di rischiare. Così ho deciso di farlo solo durante i giorni delle prove: sono caduto tante volte, è vero, ma poi in gara ero più prudente nei punti a rischio". Detto così sembra facile.
"Invece c'è stato un momento, dopo la gara di Le Mans, in cui credevo di non farcela. Perché all'inizio stagione ero andato in testa, potevo gestire la situazione. Poi però le cose stavano girando diversamente. Allora ho pensato: stai calmo. E ho avuto ragione".
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Il momento-chiave del campionato?
"Nessuno e tutti. Diciamo che dopo la vittoria in Germania ho infilato una serie di gare senza successi, ma salendo sul podio. Mi stavo innervosendo, però la mia squadra mi diceva: aspetta Aragon, vedrai che vinci di nuovo e tutto sarà più facile". Che trionfo, qui nella pista Honda. Con i due della Yamaha finiti gambe all'aria.
"Questa volta sono stato io, che ho messo pressione a loro". Prima della gara Santi Hernandez, il capo tecnico, le ha detto: "Oggi non è necessario vincere, controllati".
"Infatti. Ho ubbidito, ho vinto la gara lo stesso e il mondiale. Adesso però nei prossimi tre gran premi torna il vecchio Marquez: quello che rischia sempre, anche la domenica. E ci divertiamo".