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MotoGp, in Australia pole a super Marquez

Lo spagnolo ha già conquistato il suo quinto mondiale ma non si ferma. Con lui in prima fila a Phillip Island ci saranno Crutcholow e Espargaro. Rossi partirà dalla 15ma posizione
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MA nella MotoGp conta più lo sport (e la salute dei piloti) o il business? La risposta è in questo assurdo, schizofrenico fine settimana australiano. Una folle corsa nel bel mezzo della tormenta oceanica, tra bandiere rosse e temporali, bufere di vento e prove libere a singhiozzo. Con quattro top rider - Rossi, Lorenzo, Vinales, Crutchlow: tutti vincitori di almeno un gran premio, in questa stagione - costretti addirittura a partecipare alle Q1, le qualifiche dei più lenti, a giocarsi due posti per le Q2 in precario equilibrio sulla pista bagnata. "Non è possibile venire a Phillip Island in questa stagione: sono anni che chiedo a Carmelo Ezpeleta (il padrone del circo a due ruote, nd, r,) di cambiare il calendario, ma niente", si lamenta Valentino, e da buon veterano parla a nome di tutti gli altri. Il periodo giusto per un gran premio da queste parti sarebbe marzo, ma c'è già la Formula Uno e allora pur di mantenere l'appunt…
MA nella MotoGp conta più lo sport (e la salute dei piloti) o il business? La risposta è in questo assurdo, schizofrenico fine settimana australiano. Una folle corsa nel bel mezzo della tormenta oceanica, tra bandiere rosse e temporali, bufere di vento e prove libere a singhiozzo. Con quattro top rider - Rossi, Lorenzo, Vinales, Crutchlow: tutti vincitori di almeno un gran premio, in questa stagione - costretti addirittura a partecipare alle Q1, le qualifiche dei più lenti, a giocarsi due posti per le Q2 in precario equilibrio sulla pista bagnata. "Non è possibile venire a Phillip Island in questa stagione: sono anni che chiedo a Carmelo Ezpeleta (il padrone del circo a due ruote, nd, r,) di cambiare il calendario, ma niente", si lamenta Valentino, e da buon veterano parla a nome di tutti gli altri. Il periodo giusto per un gran premio da queste parti sarebbe marzo, ma c'è già la Formula Uno e allora pur di mantenere l'appuntamento in calendario si accetta sempre il rischio di correre in condizioni ben oltre il limite. Va bene che una settimana fa Marc Marquez ha scritto in anticipo la parola "fine" al campionato: e se invece il mondiale se lo fossero giocato qui?
 
Marquez, campione anche di pole. Il prezzo più caro lo paga proprio il pesarese, che perde di brutto la sfida minore e dice addio alle Q2: chiude con il quindicesimo tempo e domani partirà dall'ultimo posto della quinta fila. Un disastro, mai così male. Alla fine la pole se la prende il solito, impossibile Marquez, che dimostra una volta di più d'essersi meritato il titolo. Il catalano torna in testa alla speciale classifica dei migliori tempi pre-gara: ora è a quota 65, davanti a Rossi e Lorenzo (64). Nelle qualifiche dei migliori non pioveva più, Marc ha provato subito a mettere le gomme da asciutto e gli ha detto bene: "Qui era più importante la strategia, che andare forte. E poi non è bello prendere dei rischi, in queste condizioni. Domenica potrebbe succedere di tutto: sole, pioggia, magari un cambio di moto durante la corsa. Di sicuro, non mi tirerò indietro", promette, e chissà dove può arrivare.
 
Lorenzo, un pulcino bagnato. Anche Lorenzo chiude male quasi come il Doc, dodicesimo tempo e quarta fila: però lo sanno tutti che col maltempo Jorge si trasforma in un pulcino bagnato, e poi il maiorchino sconta ancora i dolori per la brutta caduta di Motegi. E' più giustificato, rispetto al compagno di squadra. Tra i due piloti Yamaha sarà una sfida nelle retrovie, almeno in partenza: a 3 gare dalla fine, in palio è rimasto il secondo posto finale in classifica.

Petrucci il 'rugbista', l'italiano più veloce. Secondo crono all'inglese Crutchlow, poi Pol Espargarò che completa la prima fila precedendo di un soffio il fratello Aleix, quindi l'australiano Miller e il migliore degli italiani (Dovizioso nono): Danilo Petrucci, il poliziotto in sella alla Ducati Pramac, un "rugbista" cuore e muscoli che quando il gioco si fa duro si mette a giocare. "Durante le Q2 ho messo per un giro le gomme da pioggia, poi le intermedie, infine quelle da asciutto". Tutto in un quarto d'ora. "La squadra aveva preparato la seconda moto, è andata bene ma poteva andare meglio, perché puntavo alla prima fila. Certo che con tutti questi cambi di meteo e di moto, alla fine di sembra di guidare su una tavola da stiro", confessa. Ma la MotoGp è un business, e lo spettacolo deve continuare.
 
Griglia di partenza:
1. Marc Marquez (Spagna) Honda 1:30.189
2. Cal Crutchlow (Gran Bretagna) Honda 1:30.981
3. Pol Espargaro (Spagna) Yamaha 1:31.107
4. Aleix Espargaro (Spagna) Suzuki 1:31.673
5. Jack Miller (Australia) Honda 1:31.754
6. Danilo Petrucci (Italia) Ducati 1:32.420
7. Nicky Hayden (Usa) Honda 1:32.944
8. Stefan Bradl (Germania) Aprilia 1:33.015
9. Andrea Dovizioso (Italia) Ducati 1:33.090
10. Hector Barbera (Spagna) Ducati 1:33.914