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MotoGp Rossi e l'urto a una tifosa: "Le chiedo scusa, troppa gente nel paddock"

Il video del pesarese che in sella ad uno scooter sembra quasi dare un calcio a una signora, impazza sul web. Lui spiega: "Dal motorhome al box è impossibile muoversi: il pubblico ti circonda, ti stringe, ti soffoca, ti si butta davanti e comincia a darti pacche sulle spalle. Non è facile, mantenere la calma"

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VALENCIA - "Mi sa che finisce che stasera mi arrestano". Valentino Rossi prova a scherzarci su. Il video girato ieri nel paddock di Valencia, col pesarese che in sella ad uno scooter urta una tifosa e sembra quasi darle un calcio, da stamani sta impazzando sul web.

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Centinaia di migliaia di visualizzazioni. E commenti - quasi tutti negativi, per non parlare dell'ironia su di un altro fantomatico calcio del Doc, quello rifilato a Marquez a Sepang - sul comportamento del pilota. Che spiega: "Intanto, vorrei chiedere scusa alla signora. Non volevo, mi dispiace. Ma in quel momento ho avuto paura". Paura? "Il video non mostra cosa che è successo prima. Che è poi quello che succede un po' dappertutto, anche se a Valencia la situazione è incontrollabile". Rossi ce l'ha con l'assedio dei tifosi. "Dal motorhome al box è impossibile muoversi: il pubblico ti circonda, ti stringe, ti soffoca, ti si butta davanti e comincia a darti pacche sulle spalle, poi finisce anche che ti arriva qualche schiaffo. Ti portano via il cappellino, o direttamente lo scooter per farsi un selfie. Non è facile, mantenere la calma". Valentino stava per andare in pista, in ballo c'erano le qualifiche per il gran premio di oggi. "Il fatto è che uno sta lavorando, deve mantenere la concentrazione. E si ritrova in mezzo al delirio. Così è difficile. Intendiamoci, tutto questo entusiasmo è il bello della MotoGp, sono 20 anni che vivo questa realtà. Ma negli ultimi tempi le cose si sono veramente complicate. E' un po' che chiedo di trovare una soluzione che permetta a noi piloti di essere un po' più tranquilli. Speriamo che mi ascolti. Ma soprattutto, speriamo mi ascolti quella signora: le chiedo di nuovo scusa, con tutto il cuore".
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