LOSAIL - Lorenzo fuori dai primi 10 e costretto domani alla Q1, Valentino che si salva d'un soffio mentre Vinales (1'54"316) torna a comandare. E Iannone che sorprende tutti, chiudendo secondo a 0.532 dal catalano della Yamaha. La terza sessione di prove libere ha subito cancellato le buone impressioni lasciate dal Dottore solo qualche ora prima: nel finale il pesarese ha precipitosamente cambiato moto (ci sono 2 telai diversi sulle sue M1, ma pare che in entrambi i casi l'assetto lasci qualche perplessità), il tentativo di giro veloce è andato a ramengo. Il suo compagno di squadra gli ha rifilato ancora una volta più di un secondo: 1.098, per la precisione. La delusione più grande però l'ha regalata Jorge Lorenzo, che continua a litigare con la Ducati: il maiorchino durante la sosta ai box ha scosso più volte la testa parlando all'ingegner Dall'Igna delle sue sensazioni in sella alla Rossa. Con il dodicesimo tempo (a 1.145), preceduto pure dalla Ducati versione Pramac di Petrucci, domani sarà costretto ad una prima qualifica con i peggiori, sperando di piazzarsi fra i primi 2 e partecipare quindi alle Q2. Jorge è nerissimo in volto. Promosso Dovizioso, quinto e migliore delle moto di Borgo Panigale. Alle sue spalle Redding, che dopo l'exploit in Fp2 ha prima perso un pezzo di carena e poi è caduto. Si conferma tra i migliori il francese Zarco, campione uscente in Moto2 e all'esordio in MotoGp con la Yamaha Tche 3.
Vinales insaziabile, Iannone cerca Belèn - Vinales domina ma non si accontenta, non è il suo stile: "L'ultimo giro non l'ho fatto al massimo. Possiamo migliorare, soprattutto nel grip dietro. Oggi ci mancava, e non so perché". Andrea Iannone invece se la ride: "Dite che prima scuotevo la testa? E' perché non vedevo Belèn". Poi si fa serio. "Questo secondo tempo dà fiducia. Dopo tante prove fallite, non riuscendo a venire a capo dei problemi con l'avantreno siamo tornati alla soluzione iniziale. Ed è andata meglio, per fortuna". Però alla Suzuki c'è ancora tanto da fare, ammette. "Ci serve più costanza, dobbiamo sfruttare tutti i cavalli che abbiamo. Ma il nuovo setting provato nelle terze libere ha funzionati. E quando ritrovi il feeling, torna anche la velocità".
Valentino soffre: "Ma continuiamo a migliorare"
Valentino soffre ma non si arrende. Anzi. E' il primo dei piloti ad entrare nel box e l'ultimo ad andarsene. "Perché siamo molto in ritardo col lavoro. Quest'inverno non abbiamo mai trovato l'assetto giusto, e così abbiamo perso parecchio tempo. Però ora forse abbiamo trovato la strada giusta". La serata tuttavia si chiude fra alti e bassi. "Stiamo cercando di migliorare l'entrata in curva, è il nostro problema più grande. Non mi trovo ancora con la gomma anteriore. Nella seconda sessione delle prove libere ci sono stati comunque dei miglioramenti". Nella terza, invece. "La pista era sporca e con quelle modifiche fatte è stato tutto più difficile. Poi ho avuto un problemino al sensore di un ammortizzatore, ho perso tempo nel finale a cambiarlo. Per fortuna sono riuscito a chiudere tra i primi 10, e passo direttamente alla Q2". Marquez sorride a metà: "Non male, ma oggi con questa pista abbiamo faticato troppo. Ci vorrebbe più grip".
Lorenzo felice a metà: "Il passo è buono"
Lorenzo non l'ha presa male. "Il risultato era bugiardo ieri col quinto tempo, perché meritavamo di meno. E lo è oggi, col dodicesimo: meritavamo di più. Abbiamo cambiato setting migliorando molto il passo però perdendo in altre cose". Secondo il maiorchino della Ducati il bicchiere è comunque mezzo pieno: "Sono deluso per il risultato, non per il ritmo che abbiamo. Anche se dobbiamo fare meglio". Andrea Dovizioso, il compagno di squadra non è sorpreso: "La Rossa ha certe caratteristiche, e ci sta che anche un campione come Jorge possa avere dei problemi in questo momento". Il forlivese invece va decisamente meglio. "Non basta. Maverick e Marc sono migliori sul passo e saranno senz'altro veloci nel finale di gara. Io non mi accontento di un ruolo da comprimario. Voglio di più. E allora dobbiamo trovare quel che ci serve. A cominciare dalla gomma".
NELLA SECONDA SESSIONE DUCATI OK - Nella seconda sessione di prove libere aveva volato la Rossa versione Pramac con Scott Redding (1'55"085), che aveva preceduto di un decimo quella ufficiale di Dovizioso. Poi due Yamaha satelliti - perché anche le moto di Iwata vanno tradizionalmente forte qui nel deserto - di Folger e Zarco, quindi finalmente ecco quel prepotente di Maverick. Che ha mostrato un passo straordinario, è stato a lungo davanti nonostante un bel capitombolo alla curva 4 dopo un quarto d'ora, e nel finale non ha voluto provare il giro veloce. Viñales ha chiuso a poco meno di 3 decimi (0.293) da Redding, davanti per soli 36 millesimi ad un Valentino che forse è proprio come diceva ieri sera: ha scoperto cosa non andava nell'assetto della sua M1, e sta rapidamente recuperando. Deludente Marquez, solo nono a 0.613 e superato pure da Lorenzo (0.519), che non riesce a sfruttare completamente la potenza del motore Desmosedici. Petrucci, che nella squadra Pramac corre con una Ducati Gp15 come i due del team ufficiale è undicesimo. Continua a stentare Iannone, solo quindicesimo (a 0.984 dal primo), Pedrosa è lontanissimo - diciannovesimo - e in apparente confusione.
Vinales insaziabile, Iannone cerca Belèn - Vinales domina ma non si accontenta, non è il suo stile: "L'ultimo giro non l'ho fatto al massimo. Possiamo migliorare, soprattutto nel grip dietro. Oggi ci mancava, e non so perché". Andrea Iannone invece se la ride: "Dite che prima scuotevo la testa? E' perché non vedevo Belèn". Poi si fa serio. "Questo secondo tempo dà fiducia. Dopo tante prove fallite, non riuscendo a venire a capo dei problemi con l'avantreno siamo tornati alla soluzione iniziale. Ed è andata meglio, per fortuna". Però alla Suzuki c'è ancora tanto da fare, ammette. "Ci serve più costanza, dobbiamo sfruttare tutti i cavalli che abbiamo. Ma il nuovo setting provato nelle terze libere ha funzionati. E quando ritrovi il feeling, torna anche la velocità".
Valentino soffre: "Ma continuiamo a migliorare"
Valentino soffre ma non si arrende. Anzi. E' il primo dei piloti ad entrare nel box e l'ultimo ad andarsene. "Perché siamo molto in ritardo col lavoro. Quest'inverno non abbiamo mai trovato l'assetto giusto, e così abbiamo perso parecchio tempo. Però ora forse abbiamo trovato la strada giusta". La serata tuttavia si chiude fra alti e bassi. "Stiamo cercando di migliorare l'entrata in curva, è il nostro problema più grande. Non mi trovo ancora con la gomma anteriore. Nella seconda sessione delle prove libere ci sono stati comunque dei miglioramenti". Nella terza, invece. "La pista era sporca e con quelle modifiche fatte è stato tutto più difficile. Poi ho avuto un problemino al sensore di un ammortizzatore, ho perso tempo nel finale a cambiarlo. Per fortuna sono riuscito a chiudere tra i primi 10, e passo direttamente alla Q2". Marquez sorride a metà: "Non male, ma oggi con questa pista abbiamo faticato troppo. Ci vorrebbe più grip".
Lorenzo felice a metà: "Il passo è buono"
Lorenzo non l'ha presa male. "Il risultato era bugiardo ieri col quinto tempo, perché meritavamo di meno. E lo è oggi, col dodicesimo: meritavamo di più. Abbiamo cambiato setting migliorando molto il passo però perdendo in altre cose". Secondo il maiorchino della Ducati il bicchiere è comunque mezzo pieno: "Sono deluso per il risultato, non per il ritmo che abbiamo. Anche se dobbiamo fare meglio". Andrea Dovizioso, il compagno di squadra non è sorpreso: "La Rossa ha certe caratteristiche, e ci sta che anche un campione come Jorge possa avere dei problemi in questo momento". Il forlivese invece va decisamente meglio. "Non basta. Maverick e Marc sono migliori sul passo e saranno senz'altro veloci nel finale di gara. Io non mi accontento di un ruolo da comprimario. Voglio di più. E allora dobbiamo trovare quel che ci serve. A cominciare dalla gomma".
NELLA SECONDA SESSIONE DUCATI OK - Nella seconda sessione di prove libere aveva volato la Rossa versione Pramac con Scott Redding (1'55"085), che aveva preceduto di un decimo quella ufficiale di Dovizioso. Poi due Yamaha satelliti - perché anche le moto di Iwata vanno tradizionalmente forte qui nel deserto - di Folger e Zarco, quindi finalmente ecco quel prepotente di Maverick. Che ha mostrato un passo straordinario, è stato a lungo davanti nonostante un bel capitombolo alla curva 4 dopo un quarto d'ora, e nel finale non ha voluto provare il giro veloce. Viñales ha chiuso a poco meno di 3 decimi (0.293) da Redding, davanti per soli 36 millesimi ad un Valentino che forse è proprio come diceva ieri sera: ha scoperto cosa non andava nell'assetto della sua M1, e sta rapidamente recuperando. Deludente Marquez, solo nono a 0.613 e superato pure da Lorenzo (0.519), che non riesce a sfruttare completamente la potenza del motore Desmosedici. Petrucci, che nella squadra Pramac corre con una Ducati Gp15 come i due del team ufficiale è undicesimo. Continua a stentare Iannone, solo quindicesimo (a 0.984 dal primo), Pedrosa è lontanissimo - diciannovesimo - e in apparente confusione.