Sport

Moto Gp, Rossi ha l'ok dei medici: può correre al Mugello. "Me la sono vista brutta"

Il pilota di Tavullia dopo l'infortunio in motocross è stato visitato riscontrando un parere positivo. Lo ha annunciato la Yamaha con una nota ufficiale. Decisive le prove libere del venerdì. Intanto lui torna sull'incidente: "Non riuscivo a respirare"

2 minuti di lettura
ROMA - Valentino Rossi correrà con tutta probabilità il Gran Premio d'Italia, in programma questo weekend sul circuito del Mugello. Il pilota di Tavullia infatti è stato "dichiarato idoneo" a gareggiare nel Gran Premio d'Italia, come comunica la Yamaha in una nota sul proprio sito ufficiale. Visitato al centro medico del circuito - nel quale è arrivato sorridente e in scooter - ha riscontrato il parere positivo dei dottori. Decisive saranno comunque le prove libere del venerdì, durante le quali Valentino testerà il suo fisico, ancora acciaccato dopo la caduta sulla pista di Cavallara, a Mondavio.

"Me la sono proprio vista brutta", confessa Valentino. Dopo l'incidente di giovedì scorso sulla pista di motocross di Cavallara pensava di non farcela: "Ero piuttosto negativo, riguardo alla gara del Mugello". La notte trascorsa in ospedale a Rimini. "Non riuscivo a respirare. I dottori mi avevano detto che potevo scordarmi di correre in Toscana". Dal giorno dopo chiuso in casa a Tavullia, ad ascoltare il dolore e la paura. "Continuavo a stare male, dormivo pochissimo". Due giorni fa però è successo qualcosa. "Le condizioni sono molto migliorate: resta il dolore al petto, faccio ancora fatica a prendere sonno. Ma si può fare". Domattina parteciperà alla prima sessione di prove libere, 45 minuti in sella alla M1.

"Devo capire se riesco a sopportare i cambi di direzione - che al Mugello sono piuttosto severi - e soprattutto se posso tenere duro per tutto quel tempo: quando spingi al massimo sei obbligato a respirare profondamente, ed è una cosa che non mi riesce ancora benissimo. Di sicuro, non sono al 100%. Ma siamo ancora a giovedì, c'è tempo per recuperare. E magari disputare una bella corsa". Il Doc oggi è stato visitato in clinica mobile: 3 medici - Giancarlo Di Filippo, direttore medico della Fim; Remo Barbagli, ufficiale medico capo del circuito toscano; Angel Charte, direttore medico della MotoGp - hanno dato parere positivo. Potrà correre il gran premio d'Italia. Meglio: domattina potrà partecipare alla prima sessione di prove. "Che affronterò normalmente, perché devo capire subito la verità". Negli ultimi due giorni a Tavullia era salito in sella ad uno scooter e una moto: "Prima il TMax, poi la R6: è andata abbastanza bene. Ma lo stress di una MotoGp è un'altra cosa". E' tornato sull'incidente dell'altra settimana: "La pista di Cavallara mi piace moltissimo: ci ho pure vinto, qualche anno fa. Però credo che a questo punto la mia carriera di 'crossista' sia finita", sorride.

Come è successo? "Dopo un salto, sono atterrato un metro fuori dalla pista. In un punto morbido, non battuto. Così la moto si è piantata e io ho battuto fortissimo col petto sul manubrio, poi per terra". Non poteva fare qualcosa di meno pericoloso? "Secondo me, il Ranch e il motocross sono l'allenamento migliore: perché ti impegnano molto fisicamente, costringendoti anche a restare sempre concentrato". Sostiene comunque di essere stato fortunato. "Avrei potuto rompermi le ossa, e in una settimana perdere le due gare più importanti della stagione. Invece, eccomi ancora qui".
 
I commenti dei lettori