MotoGp, Gp Italia: trionfo Ducati al Mugello, vince Dovizioso. Rossi è quarto
dal nostro inviato MASSIMO CALANDRI
Andrea Dovizioso sul podio (ansa)
Il forlivese - ora secondo nel mondiale - precede Vinales e un ottimo Petrucci. ''Ancora non ci credo, è un sogno''. Valentino lotta ma chiude ai piedi del podio: "Dispiace non essere tra i primi tre". Per l'Italia giornata super: 3 vittorie nelle tre classi
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MUGELLO - Doveva essere l'ultimo appello per la Ducati, che per via dell'arrivo di Lorenzo aveva cominciato la stagione con appetiti mondiali, ma fino ad oggi era stata ridotta quasi alla fame. La Rossa ha risposto con una gara favolosa e una vittoria da stropicciarsi gli occhi, per suggestiva prepotenza: ma l'eroe del "Mugiallo" - che oggi si tinge di un altro colore, altrettanto amato dagli italiani - è Andrea Dovizioso. Il forlivese ha centrato un successo d'una bellezza da togliere il fiato e adesso insegue Viñales nella classifica mondiale, secondo a 26 punti dallo spagnolo. Il trionfo di Borgo Panigale è completato dal podio di Danilo Petrucci, che monta la terza Creatura dell'ingegner Gigi dall'Igna e con la Gp17 ha preceduto un eroico Valentino Rossi, comunque quarto dopo i dolori e le paure dell'altra settimana e ora terzo nel ranking a -30. Nel circuito toscano trasformato in uno stadio per oltre centomila appassionati in delirio, è una giornata trionfale: 3 vittorie nelle 3 diverse categorie, 5 italiani sui podi delle diverse categorie.
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Lorenzo, una partenza perfetta - Un inizio caleidoscopico ha regalato sorpassi e staccate in un arcobaleno di colori: con Valentino partito benissimo davanti a tutti, ma soprattutto un Lorenzo esplosivo che dalla terza fila si è messo subito alle calcagna della coppia Yamaha (mentre Pirro pagava l'inesperienza scivolando subito in fondo; Iannone, invece, dal 16° posto saliva subito al 9°). Sul lungo rettilineo del traguardo la Ducati faceva la voce grossa e Jorge passava il Doc, che però alla Luco tornava davanti mentre anche Marquez si faceva sentire, superando Viñales.
Comanda Viñales, ma che Petrucci - Lorenzo approfittava ancora della potenza del Desmosedici sul rettilineo, però all'inizio del quarto giro toccava a Dovizioso farsi sotto, e pure Petrucci con la Rossa versione Pramac guadagnava terreno. Considerati gli strappi mostruosi, il gruppo fisiologicamente si allungava e ad un terzo della gara le posizioni si facevano - purtroppo, perché che spettacolo! - un pochino più chiare: davanti Viñales, poi Dovizioso e Rossi, quindi Petrucci, tutti in meno di un secondo; più dietro, Marquez tallonato da un Lorenzo che era andato perdendo energia e veniva passato anche dalla Ducati Aspar di Bautista.
E Dovizioso se ne va - A metà gara era ancora il motore di Borgo Panigale a fare la differenza: sul dritto finale Dovizioso prima infilava Maverick come lo struzzo dei cartoni animati e poi allungava, mentre Vinales (7 decimi persi in mezzo giro) rallentava Rossi e Petrucci ne approfittava per mettersi in mezzo tra i due, terzo. Quando mancavano 8 tornate alla fine il palcoscenico se lo prendeva l'abruzzese con la Gp17 numero 9: due Ducati davanti, le Yamaha a inseguire disperatamente.
L'apoteosi delle Ducati - Un mezzo errore di Petrucci consentiva a Vinales di riprendersi la seconda posizione, mentre dietro Rossi - sfinito - era costretto ad accontentarsi del quarto posto davanti a Bautista - 3 Ducati nei primi 5! -, con Lorenzo 8° giusto davanti a un grande Pirro - e Marquez. Iannone, 10°, era il quinto italiano tra i primi 10 piloti. Per una giornata indimenticabile, salutata da Dovizioso sotto una tribuna tutta rossa mostrando la parte bassa della tuta, dietro alle spalle: c'è scritto "DesmoDovi".
Andrea Dovizioso, che sogno - "Durante la gara è stata una grandissima emozione", dice il vincitore. "Prima del via non ero al meglio (il forlivese è rimasto vittima sabato notte di un attacco di gastroenterite, in pratica ha disertato il warm up, ndr), ma sentivo il supporto dei tifosi e della squadra: è un sogno che diventa realtà". Danilo Petrucci al box è senza fiato per la gioia: "Ancora non credo a quel che è successo, incredibile: all'inizio ho cercato di stare coi più veloci, poi mi sono messo a sorpassare e tutto sembrava andare per il meglio. Ero secondo e stavo pensando di attaccare Dovizioso ma ho cominciato ad avere problemi con la gomma dietro: Vinales mi ha passato, così ho pensato solo a tenermi stretto il podio". Maverick sorride: "Ad un certo punto ho visto Valentino che era dietro, quarto, e allora ho pensato che non fosse la pena di rischiare troppo. Dovizioso era veramente veloce, e a me faceva ancora male il braccio (si è ferito cadendo durante le libere, ndr). Sono veramente contento di questo secondo posto, il vantaggio su Rossi e Marquez in classifica è aumentato".
Rossi: "Dispiaciuto di non essere sul podio" - Valentino Rossi soddisfatto ma allo stesso tempo amareggiato per aver fallito il podio: "Se penso che soltanto giovedì scorso non dovevo correre, posso considerarla una buona gara. E' però un gran dispiacere non aver raggiunto il podio perché è sempre un obiettivo ma farlo qui al Mugello è ancora più importante di fronte a tanta gente. Ho fatto il massimo delle mie possibilità ed anche nelle prove ero andato veloce. Purtroppo davanti a me ho avuto tre piloti più veloci di me ed ho sofferto più del previsto nella parte conclusiva della gara. Ad otto giri dalla fine non ne avevo più e quando non sei al 100% guidare la moto diventa più difficile. Ho provato a stare dietro Petrucci ma non andavo così tanto veloce per attaccarlo".
Poi complimenti all'amico che corre per la Ducati. "Sarebbe stato bello. Mi è dispiaciuto perdere il podio ma che lo abbia fatto Petrucci mi dispiace un po' di meno perché mi sta simpatico, è mio amico ed ha fatto una gara della madonna. Mi sarebbe piaciuto però che avesse potuto fregare un altro e non io. Mi dispiace per me ma per l'Italia è stato un grande giorno, la festa magari sarebbe stata completa se ci fossi stato anche io sul podio però è stato comunque bello. Stavo abbastanza bene durante la gara e ho battagliato. Mi ha condizionato più il fisico che la caduta di Le Mans. Ero in difficoltà ed oggi volevo arrivare però ho spinto al massimo", conclude.