AUSTIN (STATI UNITI) - In Texas comanda lo Sceriffo, non c'è penalizzazione che tenga: Marquez trionfa per la sesta volta consecutiva nella "sua" gara, il gp delle Americhe. Tiene i nervi saldi per un giro, poi passa Iannone e cavalca solitario sino al traguardo della pista gibbosa ed amica di Austin, sventolando una bandiera a stelle e strisce.
La Corsa degli Altri premia soprattutto due italiani, che di nome fanno Andrea: Iannone chiude 3°, è un podio bello e inaspettato dopo le incomprensioni con la Suzuki degli ultimi tempi; Dovizioso taglia il traguardo con un modesto, preziosissimo 5° posto che gli permette di riguadagnare la testa della classifica mondiale con 45 punti, una lunghezza davanti al campione del mondo in carica.
Fa festa anche Vinales, che chiude alle spalle del connazionale e sale in terza posizione nel ranking a -5 dal DesmoDovi. Valentino ha tutto sommato limitato i danni con una gara concreta, chiusa un gradino sotto il podio: il pesarese ora ha 29 punti, non è poi così distante dai migliori.
MARQUEZ: "NON C'ERA BISOGNO DI BATTAGLIARE" - "È stata una questione di strategia: dovevo solo partire bene e poi spingere. Non c'era bisogno di fare battaglia. Torniamo in Spagna contenti e fiduciosi", sorride Marquez. Iannone è felice: "Che bella sensazione. Ci ho sempre creduto e ho lavorato forte, reagendo alle chiacchiere degli altri. Questi sono i risultati di chi non molla mai". Il ritorno di Vinales, dopo i guai della seconda parte del 2018: "Potrebbe essere una svolta per la stagione: mi sono divertito, voglio dedicare questa gara a Nicky Hayden".
IANNONE, PARTENZA ESPLOSIVA - Iannone, che partiva dalla prima fila, è stato fieramente esplosivo al via e per un giro ed è andato a comandare, tenendo poi testa al campione del mondo con la sua Suzuki e addirittura passandogli davanti alla prima curva del 3° giro. Questione di attimi, però. Il catalano, che su questa pista esalta più che altrove il suo immenso talento e la maneggevolezza della Honda, è tornato davanti con facilità quasi irrisoria. Dietro si è fatto subito vedere Valentino, che in partenza aveva perduto un paio di posizioni ma presto ha saltato Zarco (leggero contatto) e Crutchlow, mettendosi alle calcagna di Vinales. In griglia Lorenzo è rimasto sorpreso e attardato, Dovizioso invece ha reagito bene e dopo 4 tornate ha passato anche lui l'inglese, che poco prima di metà gara è uscito alla curva 20.
LA PAZIENTE RIMONTA DEL DOVI - Dall'ultimo terzo di gara Valentino è sembrato patire il consumo della gomma posteriore e forse in cuor suo ha detto addio in anticipo al podio, accontentandosi della quarta posizione. Il suo compagno di squadra in Yamaha aveva attaccato con successo Iannone già al 6° giro, tenendo a bada il pilota di Vasto. A 4 tornate dal termine Dovizioso ha completato la sua certosina rimonta su Zarco, sfruttando la potenza Desmosedici sul lungo rettilineo cowboy e resistendo al tentativo di rientro del francese dal sorriso triste. Lorenzo? Macché. Scivolava indietro all'11° posto, giusto davanti alla terza Gp18, quella di Petrucci.
TRE ITALIANI NEI PRIMI CINQUE - Marquez trionfa, ma chi avrebbe scommesso il contrario? Dovizioso, un piccolo capolavoro di modestia ed intelligenza che lo riporta in testa al mondiale. Iannone torna a far divertire, Valentino non molla. In Texas ci sono 3 piloti italiani nei primi 5. E dopo il successo di Bagnaia in Moto2 e la bella prova tricolore in Moto3, è una giornata che lascia un buon sapore in bocca.
La Corsa degli Altri premia soprattutto due italiani, che di nome fanno Andrea: Iannone chiude 3°, è un podio bello e inaspettato dopo le incomprensioni con la Suzuki degli ultimi tempi; Dovizioso taglia il traguardo con un modesto, preziosissimo 5° posto che gli permette di riguadagnare la testa della classifica mondiale con 45 punti, una lunghezza davanti al campione del mondo in carica.
Fa festa anche Vinales, che chiude alle spalle del connazionale e sale in terza posizione nel ranking a -5 dal DesmoDovi. Valentino ha tutto sommato limitato i danni con una gara concreta, chiusa un gradino sotto il podio: il pesarese ora ha 29 punti, non è poi così distante dai migliori.
MARQUEZ: "NON C'ERA BISOGNO DI BATTAGLIARE" - "È stata una questione di strategia: dovevo solo partire bene e poi spingere. Non c'era bisogno di fare battaglia. Torniamo in Spagna contenti e fiduciosi", sorride Marquez. Iannone è felice: "Che bella sensazione. Ci ho sempre creduto e ho lavorato forte, reagendo alle chiacchiere degli altri. Questi sono i risultati di chi non molla mai". Il ritorno di Vinales, dopo i guai della seconda parte del 2018: "Potrebbe essere una svolta per la stagione: mi sono divertito, voglio dedicare questa gara a Nicky Hayden".
IANNONE, PARTENZA ESPLOSIVA - Iannone, che partiva dalla prima fila, è stato fieramente esplosivo al via e per un giro ed è andato a comandare, tenendo poi testa al campione del mondo con la sua Suzuki e addirittura passandogli davanti alla prima curva del 3° giro. Questione di attimi, però. Il catalano, che su questa pista esalta più che altrove il suo immenso talento e la maneggevolezza della Honda, è tornato davanti con facilità quasi irrisoria. Dietro si è fatto subito vedere Valentino, che in partenza aveva perduto un paio di posizioni ma presto ha saltato Zarco (leggero contatto) e Crutchlow, mettendosi alle calcagna di Vinales. In griglia Lorenzo è rimasto sorpreso e attardato, Dovizioso invece ha reagito bene e dopo 4 tornate ha passato anche lui l'inglese, che poco prima di metà gara è uscito alla curva 20.
LA PAZIENTE RIMONTA DEL DOVI - Dall'ultimo terzo di gara Valentino è sembrato patire il consumo della gomma posteriore e forse in cuor suo ha detto addio in anticipo al podio, accontentandosi della quarta posizione. Il suo compagno di squadra in Yamaha aveva attaccato con successo Iannone già al 6° giro, tenendo a bada il pilota di Vasto. A 4 tornate dal termine Dovizioso ha completato la sua certosina rimonta su Zarco, sfruttando la potenza Desmosedici sul lungo rettilineo cowboy e resistendo al tentativo di rientro del francese dal sorriso triste. Lorenzo? Macché. Scivolava indietro all'11° posto, giusto davanti alla terza Gp18, quella di Petrucci.
TRE ITALIANI NEI PRIMI CINQUE - Marquez trionfa, ma chi avrebbe scommesso il contrario? Dovizioso, un piccolo capolavoro di modestia ed intelligenza che lo riporta in testa al mondiale. Iannone torna a far divertire, Valentino non molla. In Texas ci sono 3 piloti italiani nei primi 5. E dopo il successo di Bagnaia in Moto2 e la bella prova tricolore in Moto3, è una giornata che lascia un buon sapore in bocca.